Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie che usiamo ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci permettono in alcun modo di identificarti direttamente. Clicca su OK per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su "Cookie policy completa".

  • Home
  • Interviste
  • sergey razov: le molte prospettive di sviluppo economico tra russia e italia

sergey razov: le molte prospettive di sviluppo economico tra russia e italia

Sergey Razov, Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana

Laureatosi nel 1975 in Relazioni internazionali nell’Università statale di Mosca del Ministero degli Affari Esteri dell’URSS, Sergey Razov, dallo scorso giugno ambasciatore della Russia in Italia, è professore in Economia e autore di vari lavori scientifici. Dal gennaio 1992 è ambasciatore straordinario e plenipotenziario. Parla cinese, inglese e polacco. Con decreto del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, lo scorso febbraio è stato insignito del titolo onorifico di «lavoratore emerito del servizio diplomatico della Federazione Russa». Entrato nella carriera diplomatica nel 1990, ha maturato una grande esperienza di lavoro nel Ministero e in varie sedi estere. Dal 1990 al 1992 è stato capo del Dipartimento del ministero degli Affari esteri dell’URSS per i paesi dell’Estremo Oriente e l’Indocina; dal 1992 al 1996 è stato ambasciatore in Mongolia; dal 1996 al 1999 capo del terzo Dipartimento della CSI del Ministero; dal 1999 al 2002 ambasciatore in Polonia; dal 2002 al 2005 viceministro degli Esteri della Russia e dal 2005 al 2013 ambasciatore nella Repubblica Popolare Cinese.
Domanda. Come potrebbe descrivere le relazioni bilaterali russo-italiane in questo momento?
Risposta. In questo momento l’Italia è uno dei partner europei più vicini alla Federazione Russa e con il quale si è stabilita e si sviluppa una collaborazione intensa, praticamente in tutte le direzioni. La Russia e l’Italia hanno grandi interessi economici in comune, posizioni vicine o coincidenti sulla maggioranza delle questioni della politica internazionale; svolgono un dialogo politico molto positivo e interagiscono attivamente in organizzazioni internazionali e in altri organismi. Dopo la formazione del nuovo Governo, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha incontrato due volte il presidente del Consiglio dei ministri italiano Enrico Letta, in margine ai vertici del Gruppo degli Otto a Lough Ern e del Gruppo dei Venti a San Pietroburgo. L’avvenimento principale dell’anno per i rapporti bilaterali è costituito dall’ottavo turno delle consultazioni interstatali italo-russe, allargate alla partecipazione dei ministri dei Governi dei due Paesi, che si svolgeranno a Trieste il 26 novembre 2013. Speriamo di ottenere i risultati concreti. Oltre all’intenso dialogo ai vertici, si mantengono stretti contatti tra gli Organi legislativi, esecutivi e giudiziari. Intanto la base dei legami interstatali è sempre costituita dall’economia, in quanto le dichiarazioni politiche rischiano di rimanere parole, senza un contenuto materiale. Il Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria, i cui copresidenti sono il vicepresidente del Governo della Federazione Russa Arkady Dvorkovich e il ministro degli Affari esteri della Repubblica Italiana Emma Bonino, è uno strumento bilaterale chiave, promettente per questo settore. Per la Russia l’Italia è il quinto partner commerciale nel mondo e il terzo in Europa. Il volume dell’interscambio commerciale tra la Russia e l’Italia dimostra effettivamente una crescita abbastanza notevole. I dati della parte russa per i primi sei mesi testimoniano che l’interscambio è cresciuto di oltre il 20 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; questo andamento nei primi sei mesi dell’anno ci permette di elaborare una previsione più sicura, che alla fine dell’anno raggiungeremo un nuovo record, e tutto questo avviene malgrado le attuali condizioni economiche non tanto favorevoli sia in Italia che in Russia.
D. Quali settori di cooperazione lei ritiene non ampiamente sviluppate? Dove intravede nuovi e consistenti orizzonti per l’Italia in Russia e viceversa?
R. Tenendo conto della crisi economico-finanziaria, uno dei compiti prioritari per i nostri Paesi consiste nello stimolare e rendere positivo e stabile l’andamento dell’interscambio commerciale, il cui volume nel 2012 ammontava a 45,84 miliardi di dollari Usa. La Russia è interessata prima di tutto a sviluppare la partnership tecnologica, la cooperazione industriale e gli investimenti, tutto quello cioè che assume una grande importanza per la modernizzazione dell’economia russa. Quindi vorremmo che proprio tali progetti creino nuovi «punti di crescita» per la cooperazione economica russo-italiana. È fondamentale promuovere congiuntamente la realizzazione di progetti prioritari come il South Stream, la produzione in Russia di elicotteri civili insieme all’AgustaWestland, la crescita dei volumi e l’ampliamento del raggio di vendita degli aerei italo-russi Superjet 100, il rafforzamento della cooperazione nell’industria metalmeccanica e in altri comparti. Per quel che concerne l’area delle innovazioni, vorrei mettere in rilievo il progetto relativo alla sintesi termo-nucleare Ignitor. Tutto ciò non riduce l’importanza delle aree tradizionali come ad esempio quella energetica; mi sembra che i nostri grandi Gruppi come Gazprom, Rosneft, Lukoil, Novatek, abbiano già da diverso tempo trovato un linguaggio comune con i partner italiani Eni, Enel, Saras, Snam e molti altri. In questo settore è importante sostenere i progetti per l’aumento dell’efficienza, il risparmio energetico, la più sollecita introduzione di nuove tecnologie, la massima localizzazione in Russia della produzione di impianti energetici innovativi. Sosteniamo pienamente gli investimenti italiani nell’economia russa soprattutto nel settore reale. A mio parere la crisi in questo caso non costituisce un ostacolo, ma un altro stimolo per esplorare il mercato russo creando nuovi impianti produttivi e producendo insieme dei beni.
D. Considerando il fatto che durante il governo Berlusconi le nostre relazioni politiche ed economico-commerciali si stavano sviluppando velocemente e dinamicamente, che cosa si aspettano il suo Governo e Lei dal Governo Letta?
R. Silvio Berlusconi è un dirigente che ha fatto molto per un vero sviluppo della partnership strategica tra la Russia e l’Italia, e continua ad avere buone relazioni con il nostro Paese sostenendo un ulteriore ampliamento della cooperazione bilaterale e utilizzando le possibilità a sua disposizione. Sono sicuro che la politica seguita dal suo Governo venisse dettata in primo luogo dagli interessi nazionali italiani. È vero che la Russia aiuta l’Italia ad assicurare la propria sicurezza energetica e che costituisce un grande mercato per i prodotti italiani. Quasi un milione di turisti russi vengono annualmente in Italia. Secondo i dati della Confcommercio, vi hanno speso 5 miliardi di euro in acquisti e servizi. La cultura, l’architettura, la musica ed anche la cucina mediterranea sono molto vicine ai russi. Fin dai primi giorni del suo incarico di presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta ha dimostrato esplicitamente il proprio atteggiamento favorevole alla cooperazione con la Federazione Russa. Spero quindi che, per quel che riguarda lo sviluppo delle relazioni con il Paese che ho l’onore di rappresentare, sia possibile continuare e approfondire un dialogo interessato e pragmatico e una cooperazione reciprocamente proficua che non dipenderanno dalla situazione politica interna ma si baseranno solamente sugli interessi e sulla vicinanza dei due Paesi. In questo contesto vorrei sottolineare che noi siamo interessati alla stabilità politica in Italia e ci auguriamo che si acceleri il più presto possibile la ripresa della sua economia.
D. Quale iniziative vi saranno da parte russa nel prossimo futuro per sviluppare tali relazioni economico-politiche?
R. In Cina, dove ho lavorato per molto tempo, un proverbio afferma che «non si batte con un palmo solo». Quindi preferirei parlare di piani e iniziative comuni, ed ho già menzionato le consultazioni interstatali in vista. Non c’è dubbio che ve n’è tanto bisogno - l’ultima volta si tennero nel dicembre 2010 - e che costituiranno un grande incentivo per la cooperazione bilaterale in tutti i settori. La questione prioritaria, dopo il vertice, sarà l’organizzazione di una regolare seduta del Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria. Nei prossimi tempi si progetta anche di stabilire contatti tra i ministri del settore economico. Il progetto chiave per l’anno a venire è l’organizzazione degli Anni «incrociati» del turismo italo-russi nel 2013-2014. Sono certo che ciò permetterà non solo di aumentare notevolmente i flussi turistici tra i nostri due Paesi, ma anche che approfondirà l’interesse reciproco tra i nostri popoli e sarà un rilevante incentivo per la cooperazione bilaterale nel suo insieme.
D. Quali sviluppi si prevedono nel rapporto Russia-Italia sul tema energetico?
R. Spero che saranno il più efficaci possibile. Quello energetico costituisce tradizionalmente un settore prioritario per l’interazione bilaterale nell’ambito economico. Analizziamo l’attuale situazione. Le risorse energetiche costituiscono l’85,8 per cento delle esportazioni russe in Italia, per un valore di 19,7 miliardi di dollari Usa. Si sviluppa la cooperazione tra Gazprom ed Eni nella costruzione del gasdotto dalla Russia al Sud Europa, il progetto South Stream. Il Gruppo Enel lavora attivamente e continua a far crescere le proprie capacità nel mercato energetico russo. Si sviluppa la cooperazione tra le aziende Rosneft ed Eni nell’esplorazione dei giacimenti della piattaforma. Intanto la realizzazione del progetto South Stream viene ostacolata dai problemi che rientrano nella competenza di Bruxelles. La loro soluzione coinciderebbe non solo con gli interessi di Roma e di altri partecipanti del progetto, ma anche di tutta l’Unione Europea.
D. La Russia è entrata nella WTO nello scorso anno. Come possono perfezionarsi i rapporti con l’Unione europea e con l’Italia in particolare, anche in relazione allo Spazio economico comune, in vista dell’unione economica nel 2015?
R. L’adesione alla WTO apre nuove prospettive per stimolare il commercio. Questa è la verità assoluta e lo scopo principale dell’adesione all’organizzazione. Però la stessa logica funziona anche per l’integrazione euro-asiatica. I risultati pratici del funzionamento di diverse forme di integrazione come la Cooperazione economica euro-asiatica, l’Unione doganale, lo Spazio economico comune, consistono nello stimolare la crescita del prodotto interno, l’aumento notevole dell’interscambio commerciale, il miglioramento del clima di investimenti generale nei Paesi partecipanti, la realizzazione di condizioni ottimali per gli affari nonché la creazione di nuovi posti di lavoro. Quindi l’Unione doganale tra la Russia, il Kazakhstan e la Bielorussia e in prospettiva anche lo Spazio economico comune propongono all’Italia e ad altri partner un mercato comune di 170 milioni di consumatori. È importante che forti posizioni in questo mercato agevolino anche l’accesso ai mercati dei Paesi della CSI, Comunità degli Stati Indipendenti. Se parliamo dell’Europa in generale, mi pare che oggi si potrebbe pensare all’avvicinamento tra l’Unione doganale e la futura Unione economica euro-asiatica da una parte, e l’Unione Europea dall’altra. Oltre ai vantaggi commerciali e di investimenti, ciò aprirebbe nuovi orizzonti anche per quel che riguarda i regimi dei visti e il miglioramento delle infrastrutture dei trasporti.
D. È soddisfatto dei risultati raggiunti durante il vertice del G20, chiusosi nel settembre scorso a San Pietroburgo?
R. Io credo che sarebbe più corretto che gli altri 19 Paesi valutassero i risultati. Personalmente sono convinto che i colleghi che si occupano di questo settore, cioè delle attività del Gruppo dei Venti, abbiano compiuto un gran lavoro. Siamo riusciti a formulare delle decisioni pratiche a San Pietroburgo. Abbiamo definito la strategia per arrivare a una crescita economica stabile e ben equilibrata, il cui tasso dovrebbe essere in sintonia con la disciplina fiscale. Sono stati fissati per la prima volta i compiti per diminuire il deficit di bilancio nonché legalizzare riforme strutturali onnicomprensive, comprese quelle dei mercati di beni e del lavoro, l’ottimizzazione dei sistemi di tassazione, lo sviluppo delle risorse umane e la modernizzazione delle infrastrutture. I Venti hanno prestato una grande attenzione alle questioni di occupazione, soprattutto per le categorie precarie dei cittadini come i giovani, le donne e le persone diversamente abili. Il finanziamento di investimenti ha costituito il tema prioritario per la nostra presidenza e ha costituito un’innovazione per il Gruppo dei Venti. È stato elaborato il programma per la ricerca e la preparazione delle raccomandazioni per migliorare il clima degli investimenti e la promozione di quelli a lungo termine. La questione della lotta all’evasione fiscale e alla diminuzione artificiale della tassazione è stata introdotta per la prima volta nell’agenda del Gruppo dei Venti durante la presidenza russa. È stato concordato e viene già realizzato un grande pacchetto di riforme anticrisi mirate all’eliminazione dei difetti del sistema finanziario. È stata approvata la cosiddetta strategia per lo sviluppo di San Pietroburgo in cui vengono definite cinque priorità di lavoro del Gruppo per sostenere i Paesi in via di sviluppo: la garanzia della sicurezza alimentare, l’ampliamento dell’accesso ai servizi finanziari e la crescita del livello dell’alfabetismo finanziario, la creazione delle infrastrutture moderne compresa quella energetica, lo sviluppo delle risorse umane e la mobilizzazione delle loro risorse interne. È stato approvato il programma quadro strategico per il contrasto alla corruzione. Quest’anno il Gruppo ha preparato per la prima volta anche il resoconto del proprio lavoro, il che permetterà di diffondere l’esperienza positiva della cooperazione tra i partecipanti. Secondo me tutte le questioni sopra elencate sono abbastanza importanti per l’Italia, spero che venga condiviso il mio punto di vista.
D. Nella conferenza stampa conclusiva della ministeriale italo-russa Esteri-Difesa a Villa Madama, il ministro Bonino ha dichiarato che, in vista del vertice interstatale italo-russo del 26 novembre a Trieste, si sta lavorando alla firma di accordi destinati a incidere concretamente sulla vita delle imprese italiane in una prospettiva di crescita nel quadro di una ripresa economica. Cosa può dire in merito, da parte russa?
R. Vengono preparate intese anche tra i dicasteri dei nostri due Paesi. Vogliamo analizzare il settore della produzione industriale. In questo caso uno dei nostri partner principali è il gruppo Finmeccanica. Solo con esso vengono realizzati i progetti comuni nel settore aereo-spaziale, nella costruzione di aerei, nella modernizzazione del trasporto ferroviario, nell’ambito delle telecomunicazioni e nella modernizzazione della comunicazione postale tradizionale. Noi siamo interessati ad accrescere la cooperazione con Fincantieri, Fiat ed altre aziende. Migliaia di piccole e medie imprese esportano i loro prodotti in Russia. È fondamentale costruire la cooperazione anche tra diverse aziende finanziarie. Non dubito che sia più facile superare tutte le difficoltà insieme, ed è proprio ciò che vogliamo fare.  

Tags: Novembre 2013 Leonardo Kazakhstan gasdotto Finmeccanica energia oil&gas Russia Enel ambasciate in Italia

© 2017 Ciuffa Editore - Via Rasella 139, 00187 - Roma. Direttore responsabile: Romina Ciuffa