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SPECIALE FORUM PA 2014 - liliana fratini passi: consorzio cbi, verso la digitalizzazione con la fattura elettronica

Liliana Fratini Passi, direttore generale del Consorzio CBI

Domanda. Dottoressa Fratini Passi, parliamo di digitalizzazione e in particolare di fattura elettronica, qual è lo scenario di riferimento e come si stanno muovendo le Istituzioni?
Risposta. In un mercato digitale europeo caratterizzato da una mancanza di fiducia degli utenti per quanto riguarda la sicurezza dei pagamenti e la protezione della riservatezza, la Commissione europea sta lavorando alla realizzazione dell’Agenda Digitale europea che rappresenta una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020, che fissa obiettivi per la crescita nell’Unione europea da raggiungere entro il 2020. Con l’Agenda Digitale la Commissione s’impegna a sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso, agevolando tra le altre la fatturazione e i pagamenti elettronici. In particolare, la Commissione europea ha concentrato i propri sforzi sulla rimozione degli ostacoli all’adozione su vasta scala della Fatturazione Elettronica in Europa. Per il raggiungimento degli obiettivi sopra richiamati, la Commissione ha istituito un Multi-Stakeholder Forum a livello europeo, al quale prendono parte  due  rappresentanti nominati all’interno di ciascun Forum nazionale, un esponente della Pubblica Amministrazione e uno di Mercato. A fronte della creazione dei singoli Stakeholder Forum nazionali ricordo che il Consorzio CBI sta gestendo insieme all’Anorc il sottogruppo 4, con l’obiettivo di portare a livello europeo il contributo italiano nella creazione di convergenza europea tra i diversi data model, non precludendo quindi la diffusione di standard multipli a condizione che tra gli stessi si possa realizzare quella interoperabilità semantica che renda possibile operare in modo neutrale rispetto alle piattaforme tecnologiche e facendo leva sui servizi di traduzione/conversione offerti competitivamente dal mercato.
D. Qual è il valore dei processi di fatturazione elettronica?
R. I dati rilevati dalla Commissione europea e dal Politecnico di Milano, confermano che il costo medio per la gestione manuale di una fattura ammonta ad una cifra compresa tra 30 e 80 euro mentre il risparmio di costo ottenibile attraverso il processo elettronico varia dal 60 per cento al 90 per cento. Tali vantaggi crescono in maniera proporzionale al numero di imprese che adottano processi di Fattura Elettronica, rendendo pertanto ulteriormente auspicabile il raggiungimento di una massa critica di imprese. L’adozione diffusa della Fatturazione Elettronica in Italia porterebbe ad un beneficio potenziale, in termini di aumento di produttività, compreso tra i 10 miliardi di euro all’anno se le logiche della dematerializzazione fossero applicate alla sola fase di fatturazione, e i 60 miliardi di euro all’anno nel caso in cui l’adozione fosse estesa all’intero ciclo ordine-pagamento. Si tratta di valori compresi tra l’1 per cento e il 4 per cento del Pil annuo.
D. In tale contesto quale è il ruolo del Consorzio CBI?
R. Il valore del servizio di fatturazione elettronica CBI, condiviso con il sistema e offerto dagli Istituti finanziari aderenti alle proprie aziende, consiste proprio nel supportare l’integrazione completa dell’intera financial value chain, dalla tramitazione della fattura, alla generazione automatica dell’incasso/pagamento, alla relativa rendicontazione e riconciliazione automatica. Le principali funzionalità CBI a supporto della financial value chain sono la Fattura Elettronica, la Richiesta Anticipo Fatture, il Bonifico ad iniziativa del beneficiario e il Bonifico XML SEPA e SEPA Direct Debit, nonché gli Esiti e la Rendicontazione strutturata. Grazie all’innovazione dei servizi CBI, è possibile integrare ed efficientare i processi aziendali abilitando funzionalità di invio end-to-end delle fatture, attivazione della richiesta di pagamento e riconciliazione automatica tra informazioni commerciali e finanziarie. Inoltre il servizio di Richiesta Anticipo Fatture e quello di Bonifico ad iniziativa del beneficiario sono stati registrati dal CBI nel Repository internazionale ISO20022 e rappresentano pertanto dei benchmark internazionali per lo sviluppo dei medesimi da parte di altre comunità.
D. Si è parlato molto di obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione: qual è lo stato dell’arte?
R. Sul piano formale, il quadro normativo che rende obbligatoria la fatturazione elettronica nei confronti delle PP.AA. è completo. La Legge Finanziaria 2008, (art. 1, commi dal 209 al 214, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007) ha definito obbligatorio l’invio della fattura elettronica per tutti i fornitori verso la PA Centrale, attraverso il braccio tecnico Sogei, gestore del Sistema di Interscambio della PA stessa. Successivamente il decreto attuativo pubblicato il 3 aprile 2013, n. 55, ha definito l’obbligatorietà di utilizzo della fattura elettronica con le seguenti tempistiche: 6 giugno 2014, per ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza; 31 marzo 2015 per le altre pubbliche amministrazioni secondo il recente Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014. In questo scenario, l’industria bancaria, attraverso il Consorzio CBI, da ormai oltre 10 anni è impegnata nell’identificazione di modelli e formati interoperabili a livello internazionale per supportare lo sviluppo del Sistema Paese, collaborando con le Istituzioni sul tema e contribuendo attivamente ai lavori quale soggetto super partes nel rapporto PA–Industria bancaria per abilitare lo scambio di Fatturazione Elettronica B2G.
D. Cosa sta facendo l’industria bancaria al riguardo?
R. In tale contesto, il Consorzio CBI, a cui oggi aderiscono circa 600 Istituti Finanziari che offrono i servizi in modalità competitiva ad oltre 920.000 imprese e PA, ha sviluppato una nuova funzione CBI «Fattura PA», attiva dal 6 dicembre 2013, che consente ad un Consorziato di interfacciarsi con il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate gestito da Sogei per l’invio di Fatture Elettroniche per conto dei propri clienti aziende creditrici e la ricezione di fatture elettroniche per conto delle proprie clienti Pubbliche Amministrazioni debitrici. Inoltre, per consentire a banche ed istituti di pagamento di proporsi quale intermediario nella tratta relativa allo scambio di fatture tra fornitori e PA Centrali, il Consorzio CBI ha avviato una fase di sperimentazione che vede coinvolte gli Istituti Finanziari nel doppio ruolo di fornitore di un’azienda mittente CBI e di una Pubblica Amministrazione Locale ricevente.
D. Si è detto da più parti che gli Enti che sono effettivamente pronti e che si sono registrati presso l’IPA (Indice Pubbliche Amministrazioni) per la ricezione di Fatture Elettroniche non sono molti. Cosa ne pensa?
R. Ritengo che sia arrivato finalmente il momento di agire. Le macchine sono pronte e i motori accesi in vista del 6 giugno. In questi giorni tra l’altro è stata emanata una nuova Circolare interpretativa (la n. 1 del 31 marzo 2014) del Dipartimento Finanze che affronta la questione di come garantire l’arrivo delle fatture elettroniche alle amministrazioni in caso di disguidi tecnici e difficoltà ad individuare il codice ufficio dell’amministrazione a cui inviarle. Ritengo che lo sforzo e il committment messo in campo dalle Istituzioni sia molto forte. Come per tutte le partenze la data del 6 giugno sarà sicuramente critica ma anche l’occasione per dimostrare che se si fa veramente sistema (istituzioni ed industria privata) si ottengono risultati ottimali. L’industria bancaria, sulla base dell’esperienza acquisita, è a supporto del Governo sia da un punto di vista tecnico - per il supporto all’individuazione di standard di e-invoicing interoperabili a livello europeo che conducano all’ottimizzazione del rapporto costi/benefici, sia per le imprese private e che per l’amministrazione pubblica - sia da quello della regolamentazione - per la costruzione di un supporto normativo che garantisca il pieno sviluppo delle iniziative e la valorizzazione di quelle in essere, mantenendo tutti i requisiti per un’effettiva competitività del sistema Paese.     

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