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100 FOTOGRAFIE DI ELLIOTT ERWITT IN MOSTRA A MILANO

Ancora in corso fino al 16 ottobre 2022 nel Museo Diocesano “Carlo Maria Martini” di Milano la retrospettiva “Elliott Erwitt. 100 fotografie”, dedicata al grande fotografo del Novecent, all’anagrafe Elio Romano Erwitt, che nacque a Parigi nel 1928 ma visse a Milano fino ai 10 anni, trasferendosi prima in Francia e poi nel 1939 negli Stati Uniti, stabilendosi dapprima a New York poi dopo due anni a Los Angeles (al riguardo, disse: “Grazie a Benito Mussolini sono americano. Ho vissuto in Italia fino a 10 anni, ma nel 1938 il fascismo ci costrinse a fuggire”).

Curata da Biba Giacchetti, organizzata dal Museo Diocesano in collaborazione con SudEst57, col patrocinio del Comune di Milano, sponsor Crédit Agricole, l’esposizione presenta cento dei suoi scatti più famosi, da quelli più iconici in bianco e nero a quelli meno conosciuti a colori, utilizzati da Erwitt per i suoi lavori editoriali, istituzionali e pubblicitari.

La direttrice del museo Nadia Righi dichiara: “Anche quest’anno il Museo Diocesano propone per il periodo estivo una mostra di fotografia, aprendosi alla città anche in orario serale. Tanti sono i temi toccati da Elliott Erwitt nel corso della sua lunga carriera: i ritratti di importanti personaggi del mondo della politica o dello spettacolo, i grandi fatti della storia, i bambini, i reportage di viaggio, ma anche la propria famiglia. Guarda sempre alla realtà, da quella più nota a quella più intima e personale, con uno sguardo curioso, talvolta con una sottile e delicata ironia che rende i suoi scatti sempre affascinanti e capaci di portare nuove riflessioni”.

Elliott Erwitt USA, New York City 1974 ©Elliott Erwitt

“Uno dei primi incarichi in cui compaiono i cani fu un servizio di moda sulle calzature femminili per il New York Times Sunday Magazine. Avevo deciso di fotografare le scarpe dal punto di vista canino, perché i cani vedono più scarpe di chiunque altro”.

Il percorso espositivo ripercorre l’intera carriera dell’autore americano offre uno spaccato della storia e del costume del Novecento, attraverso la sua tipica ironia, pervasa da una vena surreale e romantica, che lo ha identificato come il fotografo della commedia umana ma anche dei cani. Su di esse come soggetti fotografici ebbe a dire: “Le foto dei cani hanno una duplice chiave di lettura. Colti in determinate situazioni i cani sono semplicemente divertenti. Ma i cani possiedono anche qualità umane, e io sono convinto che le mie foto abbiano un fascino antropomorfico. Nella sostanza non hanno nulla a che vedere con i cani... insomma, nel mio intento riguardano essenzialmente la condizione umana. Ma gli altri possono vedervi quello che vogliono”.

Nei primi anni ‘50 Erwitt, dopo essere transitato per Pittsburgh, la Germania e la Francia, si stabilisce a New York. Durante i suoi studi alla Hollywood High School di Los Angeles, Elliott Erwitt aveva lavorato in un laboratorio di fotografia sviluppando stampe per i fan delle star di Hollywood; nel 1949 torna in Europa viaggiando e immortalando a lungo realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnano l’inizio della sua carriera di fotografo professionista: congedato dall’esercito, nel 1953 viene invitato da Robert Capa, socio fondatore, ad unirsi a Magnum Photos fino a diventarne presidente nel 1968. Ancora oggi ne è membro attivo e resta una delle figure leader.

Elliott Erwitt USA Wilmington, North Carolina 1950 ©Elliott Erwitt

Elliott Erwitt USA Wilmington, North Carolina 1950 ©Elliott Erwitt

Tags: musei usa Milano fotografi fotografia Luglio Agosto 2022

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