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LAVORO. QUELLO CHE OCCORRE OGGI PER FAR CRESCERE L’OCCUPAZIONE


del sen. TIZIANO TREU presidente della Commissione Lavoro del Senato

La discussione avviata da tempo fra il Governo e le parti sociali sui temi dell’occupazione e del mercato del lavoro dovrebbe concludersi nelle prossime settimane e portare a risultati condivisi. L’andamento positivo dell’occupazione registrato negli ultimi tempi è incoraggiante ma non è ancora sufficiente a raggiungere gli obiettivi europei: 70 per cento di tasso di occupazione generale (siamo al 58 per cento), 60 di occupazione femminile, 50 per gli ultracinquantenni (siamo al 34 per cento). Occorre proseguire lungo questa strada sapendo che l’occupazione potrà crescere soltanto se è in atto uno sviluppo economico sostenuto e attento a una crescita «amica» della stessa.
Dopo anni di stasi, il Paese si è avviato lungo la strada della ripresa; ma questa va consolidata dando la priorità a provvedimenti che premiano la buona occupazione. Non bastano politiche generiche: vanno previste misure specifiche per le aree e per i gruppi deboli. II tasso di occupazione è ancora troppo basso nel Mezzogiorno, area che deve tornare al centro delle politiche di crescita. Per i giovani è necessaria una formazione migliore e più adeguata alla società della conoscenza, con un’attenzione maggiore verso la formazione tecnica e scientifica. Non è accettabile che i nostri giovani entrino nel mercato del lavoro in ritardo rispetto ai loro colleghi di altri Paesi europei.
L’occupazione femminile va promossa con politiche di sostegno che permettano alle donne un’equilibrata conciliazione tra il lavoro e la vita familiare. A questo proposito la Margherita ha promosso la presentazione in Parlamento di un disegno di legge a firma del sen. Luigi Bobba e di chi scrive, destinato a dare attuazione a questi principi. Per le persone sopra i cinquant’anni di età va contrastata la tendenza, troppo diffusa, ad espellerli prematuramente dal mercato del lavoro adottando politiche di cosiddetto invecchiamento attivo che sono state già sperimentate in altri Paesi europei.
Vanno affrontate altre due situazioni difficili esistenti nel mondo del lavoro: la precarietà da un lato e l’insicurezza dei luoghi di lavoro che provoca quotidiane tragedie di infortuni e di morti bianche. La precarietà va contrastata sia con politiche economiche che favoriscano una crescita di qualità, sia con normative che incentivino la stabilizzazione e vietino gli abusi. La legge finanziaria per il 2007 ha dato un sostegno alla stabilizzazione dei lavoratori, concedendo la riduzione di tre punti delle tasse sul lavoro ai datori che assumono personale a tempo indeterminato. È ora di combattere gli abusi connessi alla reiterazione dei contratti a termine e alla distorsione dell’impiego con il ricorso alle collaborazioni e ai contratti a progetto. A questo proposito mi auguro che provvedimenti in questa direzione escano dai tavoli di concertazione tra le parti sociali e il Governo.
Anche la relazione riformista del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi afferma che la retrocessione della nostra economia verso i gradi bassi della struttura produttiva dipende non soltanto dagli scarsi investimenti nella ricerca, ma anche dalla scarsa qualità del capitale umano e dal fatto che le imprese sottoutilizzano le capacità professionali dei lavoratori. Non basta però difendersi dalla precarietà; occorre puntare sulla valorizzazione del lavoro, sui suoi contenuti nuovi e sul contributo decisivo che esso può dare alla qualità della produzione e dello sviluppo.
Infine, sulla sicurezza del lavoro il Senato ha approvato il disegno di legge per il riordino della normativa il cui miglioramento è significativo ma non sarà sufficiente a contrastare il grave fenomeno degli infortuni e delle morti bianche. Per questo occorre intensificare i controlli pubblici e promuovere un impegno collettivo delle imprese e dei lavoratori coinvolti, ma anche di tutti i cittadini a rispettare e a far rispettare le regole. Solo con questo impegno civile e continuo, come ha ricordato recentemente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si può vincere la battaglia per la sicurezza del lavoro.

Tags: lavoro occupazione Tiziano Treu disoccupazione lavoratori Giugno 2007

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