“White Entropy” a Milano Cortina: la neve come mappa economica del nostro tempo

Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra White Entropy di Jacopo Di Cera, ospitata al PhotoSquare dell’aeroporto di Milano Malpensa fino al 31 marzo 2026, trasforma lo scalo internazionale in un osservatorio sul paesaggio montano come infrastruttura fragile dell’economia climatica contemporanea. Le fotografie zenitali in grande formato – scattate tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina e Madonna di Campiglio – scompongono il manto nevoso in trame astratte, segni visibili della pressione antropica su un territorio che si assottiglia. La mostra segue un arco narrativo che dal bianco incontaminato dei ghiacciai conduce progressivamente all’irruzione dell’uomo, fino a rivelare un paesaggio che registra fisicamente il passaggio dell’economia turistica e sportiva sulle sue superfici più delicate.

Il cuore concettuale del progetto è l’installazione site-specific: una gigantesca stampa su carta fotografica del ghiacciaio del Monte Bianco stesa a terra, su cui i visitatori camminano, provocando micro-lacerazioni irreversibili. Il gesto, tanto semplice quanto potente, replica la logica fisica dello scioglimento dei ghiacciai, trasferendo nella dimensione dell’esperienza ciò che normalmente resta confinato nelle statistiche climatiche. L’opera diventa così una metafora dell’impronta economica sul capitale naturale, un linguaggio visivo che lega il fenomeno dello scioglimento alla responsabilità collettiva dei comportamenti quotidiani. L’intero percorso della mostra funziona come un altare rovesciato: le immagini dall’alto diventano pavimento calpestabile, la fragilità si fa materia e il degrado si trasforma in narrazione.

Il Monte Bianco, simbolo identitario dell’Europa alpina e termometro del cambiamento climatico – il ghiacciaio del Brenva è arretrato di 200 metri in 20 anni – diventa così il fulcro di un racconto che unisce storia dell’alpinismo, dissipazione delle risorse naturali e urgenza ambientale. Per l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, la mostra incarna la missione dell’Olimpiade Culturale: rendere la sostenibilità un tema accessibile e non retorico, inserendo un messaggio di responsabilità ambientale nel flusso quotidiano dei passeggeri. Riccardo Kustermann, responsabile del Progetto Olimpico di SEA, sottolinea come l’esposizione dialoghi con la dimensione internazionale dei Giochi, offrendo un benvenuto simbolico che parla direttamente della relazione tra economia alpina e clima.

Promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con Deodato Arte, White Entropy rientra in una più ampia strategia di valorizzazione culturale delle infrastrutture aeroportuali. Di Cera, artista che negli ultimi anni ha saputo fondere fotografia, digitale e installazione, porta a Malpensa una sintesi della sua ricerca sul “fotomaterismo”, già riconosciuta in sedi internazionali da Miami a Dubai. La mostra diventa così non solo un dispositivo estetico, ma un laboratorio di consapevolezza: un modo per leggere nella neve la mappa economica del nostro tempo, tra erosione, turismo, identità e irreversibilità.

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