Voli, stop ai supplementi per far sedere genitori e figli vicini: cosa cambia

L’Europa dice basta al sovrapprezzo per consentire a un bambino di sedersi accanto al proprio genitore. Per milioni di famiglie in partenza durante l’estate 2026, però, la novità rischia di arrivare troppo tardi: il principio è stato approvato, ma servirà ancora tempo prima che diventi effettivamente vincolante per tutte le compagnie. Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’accordo raggiunto con il Consiglio dell’UE nell’ambito della revisione delle norme sui diritti dei passeggeri aerei. Con 646 voti favorevoli, 12 contrari e tre astensioni, il Parlamento ha confermato che l’assegnazione gratuita di posti adiacenti diventerà un obbligo di legge per i bambini sotto i 14 anni che viaggiano con un genitore, nonché per i passeggeri con disabilità e le donne in gravidanza.

Dovrà ancora essere formalmente approvato dal Consiglio entro l’inizio di agosto 2026 ed entrerà in vigore soltanto 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Le compagnie aeree avranno poi un anno per adeguarsi. Nel frattempo continuano a valere le politiche commerciali delle singole compagnie.

Nell’estate 2026 ogni compagnia detta ancora le proprie regole

È proprio qui che emerge il problema per chi sta preparando le valigie. Un’analisi di AirAdvisor sulle principali compagnie europee mostra infatti una forte disomogeneità nelle condizioni riservate alle famiglie. Soltanto sei vettori tra quelli esaminati garantirebbero attualmente senza costi aggiuntivi che i bambini possano viaggiare accanto a un genitore: British Airways, Finnair, SAS, KLM, Air France e LOT Polish Airlines.

Le condizioni cambiano inoltre in base all’età del bambino e al vettore. Alcune compagnie prevedono l’assegnazione automatica fino ai 12 anni, mentre altre adottano politiche differenti. La distanza tra i servizi aumenta ulteriormente considerando pasti per bambini, trasporto dei passeggini e intrattenimento a bordo. Elementi tutt’altro che marginali quando si affrontano voli di diverse ore con bambini piccoli.

Perché l’Europa interviene sui posti in aereo

La questione dei posti è diventata particolarmente rilevante con la progressiva diffusione delle tariffe nelle quali la scelta del sedile costituisce un servizio aggiuntivo. Il modello consente ai vettori di proporre una tariffa di ingresso più bassa, facendo poi pagare separatamente diversi servizi. Quando però il meccanismo coinvolge un adulto e un bambino, la questione commerciale si intreccia con quella della tutela del passeggero. La nuova disciplina europea punta proprio a stabilire un principio uniforme: mantenere un minore vicino all’adulto che lo accompagna non dovrà essere considerato un extra da acquistare. La decisione arriva nell’ambito di una più ampia revisione dei diritti dei passeggeri aerei, la prima di questa portata dopo molti anni.

Le compagnie più attrezzate per chi viaggia con bambini

Secondo l’analisi di AirAdvisor, British Airways garantisce posti gratuiti per i minori di 12 anni e dispone di servizi dedicati ai bambini, mentre Finnair e SAS prevedono l’assegnazione automatica dei posti per gli under 12. Anche KLM adotta l’assegnazione automatica e offre pasti e intrattenimento dedicati. Air France prevede posti gratuiti per la famiglia e servizi specifici per i più piccoli, mentre LOT Polish Airlines garantisce posti adiacenti e mette a disposizione, su determinate rotte, pasti dedicati e culle.

La ricerca prende in considerazione quattro elementi: politica di assegnazione dei posti, possibilità di imbarcare gratuitamente il passeggino, disponibilità di pasti per bambini e intrattenimento durante il viaggio.

Ha dichiarato Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor:

«Ciò che emerge maggiormente da questa ricerca è quanto siano ancora poco uniformi, nel 2026, le politiche delle compagnie aeree sull’assegnazione dei posti alle famiglie. L’accordo dell’UE rappresenta un passo avanti importante, ma non aiuterà chi deve volare in questo momento. L’assegnazione gratuita di posti vicini per le famiglie non diventerà un obbligo di legge prima del 2027».

Ritardi e cancellazioni, i bambini hanno diritto al risarcimento

La futura disciplina sui posti non va confusa con le tutele già esistenti in caso di disservizi. Il Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri prevede, quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa, compensazioni anche per i minori in caso di cancellazione, negato imbarco o arrivo con un ritardo significativo. Gli importi possono andare da 250 a 600 euro in funzione della tratta e delle circostanze. Il diritto alla compensazione può venire meno in presenza di eventi eccezionali non imputabili alla compagnia, ma rimangono gli obblighi di assistenza previsti nei casi contemplati dalla normativa. Questo significa che, durante attese sufficientemente lunghe, il vettore può essere tenuto a fornire pasti e bevande e, quando necessario, sistemazione alberghiera. Le tutele si applicano anche ai bambini. Per questo è importante conservare ricevute e documentazione delle spese sostenute quando la compagnia non provvede direttamente all’assistenza dovuta.

Una tutela europea che arriva dopo il boom delle partenze

Il punto critico resta dunque il calendario. L’Europa ha scelto di intervenire su una pratica che da tempo genera proteste tra i passeggeri, ma la stagione delle grandi partenze del 2026 si svolgerà ancora con regole differenti da vettore a vettore. Per chi viaggia con figli, quindi, confrontare il solo prezzo del biglietto può essere fuorviante. Al costo iniziale possono aggiungersi scelta dei posti, bagagli e altri servizi necessari alla famiglia, modificando anche sensibilmente il prezzo finale del viaggio. Quando le nuove regole saranno pienamente operative, almeno uno di questi costi dovrebbe scomparire: sedersi accanto al proprio figlio non sarà più un servizio accessorio da acquistare, ma una tutela riconosciuta dalle norme europee.

La Redazione

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