Il progetto espositivo propone una lettura ampia e stratificata di due secoli di produzione artistica siciliana, da Pirandello a Guttuso a Sciascia.
È stata inaugurata il 29 novembre, negli spazi monumentali del Castello Maniace di Siracusa, la mostra Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu, un progetto espositivo che propone una lettura ampia e stratificata di due secoli di produzione artistica siciliana. Curata da Mery Scalisi e promossa da Mediterranea Arte, l’iniziativa si configura come un racconto visivo capace di intrecciare storia, identità e linguaggi artistici in continua trasformazione.
La sede scelta non è casuale: il Castello Maniace, capolavoro dell’architettura sveva affacciato sul Mar Ionio, diventa parte integrante della narrazione, offrendo un dialogo diretto tra le opere esposte e il paesaggio culturale che le ha generate. In questo contesto, la mostra assume il valore di un attraversamento emotivo e critico, che restituisce centralità alla Sicilia nel panorama dell’arte italiana ed europea tra XIX e XX secolo.
Il sottotitolo in dialetto, sciatuzzu miu – “respiro mio” – introduce una dimensione intima e simbolica, evocando il legame profondo tra artisti e territorio. Un rapporto fatto di memoria, appartenenza e tensione creativa, che emerge con forza lungo l’intero percorso espositivo, articolato in due sezioni cronologiche dedicate rispettivamente all’Ottocento e al Novecento.
La prima sezione restituisce l’immagine di una Sicilia attraversata da contrasti e armonie, dove la luce diventa elemento fondante della rappresentazione. Le opere di Luigi Pirandello, Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti, Ettore De Maria Bergler, Giuseppe Pardo, Giuseppe Tomaselli e Eugenio Rizzo raccontano un’isola sospesa tra vita rurale, paesaggi e ritratti, in cui la pittura si fa strumento di indagine dell’anima collettiva.
Con il Novecento, il percorso si apre alla modernità. Gli artisti siciliani entrano in dialogo con le correnti europee e con le avanguardie, rielaborandole attraverso una sensibilità profondamente radicata nel contesto mediterraneo. Le opere di Salvatore Fiume, Renato Guttuso, Carla Accardi, Emilio Greco, Piero Guccione, Toti Calogero e Franco Modica esprimono una nuova consapevolezza estetica, in cui sperimentazione formale e identità culturale convivono. Dagli anni Ottanta, l’esperienza del Gruppo di Scicli riporta al centro il paesaggio e la luce mediterranea, mentre il Gruppo Forma 1 rinnova il linguaggio del dopoguerra attraverso l’astrazione e l’impegno teorico.
Ad arricchire la visita, quattro approfondimenti tematici – definiti “curiosità” – offrono ulteriori chiavi di lettura. Tra questi, il legame artistico e umano tra Luigi Pirandello e Fausto Pirandello, rievocato attraverso un dialogo immaginario; il confronto ideale tra Renato Guttuso e Leonardo Sciascia, simboli di una Sicilia insieme luminosa e ferita; l’esperienza del Gruppo di Scicli e il percorso di Piero Guccione; infine, la nascita del Gruppo Forma 1 nella Roma del 1947, dove astrazione e pensiero marxista si incontrano come affermazione di libertà intellettuale.
Visitabile fino al 12 aprile 2026, Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu si propone come un omaggio colto e profondo all’isola, alla sua luce e alla sua memoria creativa, un invito a immergersi in una storia artistica in cui arte e vita continuano a respirare insieme, restituendo alla Sicilia il ruolo di protagonista che le spetta nel racconto culturale europeo.
La Redazione
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