Svelata l’offerta gastronomica che lo chef proporrà durante il Vinitaly
Emilia-Romagna terra del buon mangiare e, con un menu tra memoria e visione contemporanea, Carlo Cracco presenta al Vinitaly 2026 questa bellissima regione italiana dalla forza unica, con prodotti straordinari e una cultura autentica dell’ospitalità, come egli stesso ha definito l’Emilia-Romagna, della quale ha voluto trasporre entrambe le anime con la sua cucina che “rilegge la tradizione e invita alla condivisione”. Dopo quindi la scorsa edizione firmata da Massimo Bottura, due le proposte 2026: il ristorante Cracco a Vinitaly e la Piadineria VistaMare, entrambe realizzate per valorizzare le eccellenze dop e igp della food valley italiana.
Quali piatti prepara Carlo Cracco al Vinitaly?
Tre i turni di servizio (12:30, 13:30, 14:30) nel ristorante Cracco a Vinitaly, che propone due menu degustazione sempre in abbinamento ai vini del territorio. Domenica 12 e lunedì 13, il menu “Territorio” include uovo soffice, acqua di parmigiano reggiano dop, aceto balsamico di Modena igp sigillo platino selezione Cracco e radicchio; tagliatelle al ragù e zuppa inglese. Il 14 e il 15 aprile, invece, un percorso “oltre confine” (questo il nome della proposta): cappelletti di ricotta e spinaci con formaggio di fossa di Sogliano dop e prosciutto di Parma dop; milanese di vitellone bianco dell’Appennino centrale igp e misticanza di erbe; panciliegia VistaMare e mascarpone al vermut.
Accanto al ristorante, la Piadineria VistaMare, ispirata all’omonima azienda agricola che lo chef possiede a Santarcangelo di Romagna insieme alla moglie (romagnola) Rosa Fanti, introduce una dimensione più informale, dedicata alla piadina romagnola igp: dal prosciutto di Parma dop con squacquerone di Romagna dop e fichi caramellati alla versione con radicchio tardivo, formaggio di fossa di Sogliano dop, pesto di noci e culatello di Zibello dop fino alla piadina con squacquerone di Romagna dop affumicato, albicocca candita e asparagi verdi di Altedo igp. Infine, tre varianti di cassone romagnolo: al parmigiano reggiano dop con limone e noce moscata, pomodoro e mozzarella e quello alle erbe.
Attività della Regione Emilia-Romagna al Vinitaly
Il padiglione dell’Emilia Romagna, gestito dall’Enoteca Regionale, ospiterà inoltre 13 masterclass, 90 espositori (+13% rispetto al 2025) e la presenza dei principali consorzi di tutela regionali: Lambrusco, Vini di Romagna, Vini dei Colli di Parma, Parmigiano Reggiano e, last but not least, consorzio Emilia-Romagna. Al Verona la regione con il maggior numero di dop e igp (45 con il recente riconoscimento igp per l’erbazzone reggiano) attende gli stakeholder a dimostrare unità e coesione, sotto l’egida di Enoteca Regionale, Regione Emilia-Romagna e APT Servizi Emilia-Romagna.
A Vinitaly la Regione vuole riaffermare il ruolo centrale della filiera vitivinicola in un contesto denso di difficoltà tra geopolitica, cambiamento climatico, mutamenti nei consumi e la demonizzazione del vino. Responsabilità e promozione sono le armi dell’Emilia-Romagna: il consumo moderato è ben diverso dall’abuso e vanno sostenute campagne educative per la difesa di produzioni identitarie. Per il biennio 2025-2026 la Regione Emilia-Romagna ha già stanziato 25 milioni di euro, con risorse dedicate alla promozione dei prodotti a indicazione geografica nei Paesi extra-UE, alla valorizzazione delle dop e igp e alle attività promozionali attraverso fiere, manifestazioni e iniziative territoriali.