Viaggi 2026: dal detox al tutto e subito, il turismo sarà “maximalisation”

Dopo anni segnati da pause rigenerative, ritiri di benessere e digital detox, il viaggio cambia pelle. Secondo il Travel Trends Report 2026 diffuso da HBX Group, gruppo internazionale di tecnologia per il turismo che opera come marketplace B2B (business-to-business), l’anno a venire sarà dominato da una parola chiave: maximalisation (in fondo alla pagina, l’approfondimento di Controluce), un approccio che invita a vivere il viaggio senza sottrazioni, puntando su esperienze intense, itinerari modulari, soggiorni di alto livello e una forte componente creativa. Nel 2026, più che rallentare, i viaggiatori vogliono moltiplicare: destinazioni, stimoli, emozioni. Lontano dall’idea di vacanza minimalista, prende forma un turismo che mira a “prendere tutto” dal tempo a disposizione, costruendo percorsi su misura capaci di unire città e natura, comfort e avventura, esclusività e autenticità.

Viaggi portati all’estremo (con stile)

Il report individua nel maximalismo la tendenza centrale del 2026. Si viaggia per accumulare esperienze memorabili, non per sottrarle. Aumentano i viaggi multi-destinazione, le combinazioni di paesaggi diversi, i cambi di ritmo e di scenario all’interno della stessa vacanza. Dai grandi itinerari culturali ai percorsi pop ispirati a cinema, musica e sport, passando per soggiorni di lusso alternati a esperienze locali, il viaggio diventa una narrazione complessa e stratificata. Come osserva Javier Cabrerizo, Chief Strategy, Transformation & AI Officer di HBX Group, i viaggiatori cercano itinerari “che abbiano davvero impatto”, progettati per massimizzare ogni momento. Non si tratta di correre, ma di investire il tempo in esperienze esclusive e difficilmente replicabili, capaci di lasciare un segno emotivo.

Decisioni guidate da tecnologia, social e AI

Se il desiderio di esperienze cresce, il modo di scegliere come e dove viaggiare cambia radicalmente. Quasi un viaggiatore su due dichiara di aver scelto una destinazione spinto esclusivamente dai social media, mentre una ricerca di Statista evidenzia come il 40% utilizzi già strumenti basati sull’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi, con oltre il 60% disposto a sperimentarli. Nel 2026, quindi, social network e AI non saranno solo canali di ispirazione, ma veri e propri strumenti decisionali. Brand partnership, influencer e contenuti immersivi ridefiniscono l’immaginario turistico, mentre l’intelligenza artificiale aiuta a costruire itinerari personalizzati. Paradossalmente, però, il settore travel resta indietro: solo una minoranza di hotel e compagnie aeree utilizza oggi l’AI per migliorare l’interazione con gli ospiti. Una distanza che, secondo HBX Group, rappresenta una grande opportunità ancora inespressa.

Vivere come un local (davvero)

Accanto alla spinta tecnologica, cresce una domanda di autenticità quotidiana. “Live like a local” smette di essere uno slogan e diventa una pratica concreta: mercati rionali, feste tradizionali, laboratori artigiani, corsi di cucina domestica, visite guidate condotte da chi conosce ogni angolo della destinazione. A questo si aggiunge una crescente centralità della creatività nel viaggio: hotel che funzionano come gallerie d’arte viventi, quartieri dove design, street art e gastronomia convivono, esperienze che trasformano il viaggiatore da spettatore a co-creatore attraverso workshop, residenze artistiche e attività partecipative. Il viaggio non si osserva più, si costruisce.

Itinerari modulari e hotel-destinazione

Il nuovo viaggiatore disegna percorsi modulari, alternando giorni urbani e immersioni nella natura, momenti di alta intensità e pause rigenerative. Lusso e semplicità convivono, così come ristoranti iconici, esperienze locali e tempo libero. Non è improvvisazione, ma una pianificazione emotiva: si spende per ciò che lascia un ricordo. In parallelo, cambia anche il ruolo dell’hotel: sempre più spesso la struttura ricettiva diventa destinazione essa stessa, scelta per l’architettura, il contesto naturale, l’offerta gastronomica o il focus culturale. Questo rafforza la fidelizzazione e aumenta il tempo trascorso in struttura, mentre anche il viaggio – treni panoramici, road trip, island hopping – si trasforma in parte integrante dell’esperienza.

Le tendenze che non sono più una moda e “coolcation”

Accanto alle novità, il report individua alcuni trend ormai strutturali. La sostenibilità, ad esempio, non è più un concetto astratto: i viaggiatori cercano azioni concrete come riduzione della plastica, efficienza energetica, mobilità pulita ed esperienze a impatto positivo. Cresce anche l’interesse per la natura e per le cosiddette coolcation (termine nato dall’incontro tra cool e vacation), vacanze in climi più miti e meno affollati, così come per l’astroturismo e i paesaggi incontaminati. Il benessere resta centrale, ma si evolve in viaggi trasformativi, ritiri personali e soggiorni orientati alla crescita individuale.

Infine, emergono con forza il turismo multigenerazionale – famiglie allargate in cerca di soluzioni flessibili – e l’intrattenimento come motore del viaggio, tra grandi eventi sportivi, musica, set-jetting e l’ascesa di gaming ed eSport come nuovi catalizzatori di mobilità. Nel 2026, insomma, viaggiare non significherà scegliere una sola cosa, significherà scegliere tutto ciò che conta.

La Redazione

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