L’etichetta celebra nel 2026 un’eredità musicale che continua a evolversi con il suo laboratorio jazz.
Settanta anni non sono soltanto una ricorrenza anagrafica, ma la misura di un’influenza culturale che ha attraversato generazioni, continenti e stili. Nel 2026 Verve Records celebra il suo 70° anniversario confermandosi molto più di un’etichetta discografica: un laboratorio permanente in cui il jazz ha imparato a dialogare con il mondo, senza mai perdere identità.
Fondata nel 1956 da Norman Granz per offrire una casa discografica all’arte inconfondibile di Ella Fitzgerald, Verve ha costruito nel tempo un catalogo che è diventato parte integrante della storia della musica moderna. Nelle sue pubblicazioni si intrecciano nomi che hanno ridefinito il jazz e contaminato altri linguaggi: Louis Armstrong, Billie Holiday, Stan Getz, Bill Evans, Herbie Hancock, Nina Simone, Frank Zappa e i The Velvet Underground. Artisti lontanissimi tra loro per stile, ma uniti dalla capacità di trascendere i generi e parlare a epoche diverse.
Oggi Verve continua a essere un punto di riferimento anche per la scena contemporanea, sostenendo una nuova avanguardia che dialoga con il passato senza nostalgia. Tra i protagonisti di questa fase figurano Jon Batiste, Samara Joy, Arooj Aftab e Kurt Vile. Due di queste voci, Samara Joy e Arooj Aftab, hanno raccontato l’anniversario come un momento di continuità e crescita: l’una sottolineando il sostegno umano e artistico ricevuto dall’etichetta, l’altra rivendicando l’orgoglio di incidere per una realtà che continua a investire su integrità e creatività in un’industria sempre più complessa.
Le celebrazioni del 70° anniversario si svilupperanno lungo tutto il 2026 con eventi musicali dal vivo e un articolato programma di uscite discografiche che guarda al futuro partendo dagli archivi. Come spiega Jamie Krents, presidente e CEO del Verve Label Group, Verve è sempre stata la casa di artisti nel momento più alto della loro espressione, e l’anniversario rappresenta l’occasione per condividere non solo la musica, ma anche le storie che l’hanno resa possibile.
Ad aprire ufficialmente il calendario delle pubblicazioni sarà un inedito di Oscar Peterson. Live at Baker’s Keyboard Lounge, disponibile in CD e LP dal 17 aprile, restituisce una performance mai pubblicata prima, registrata nell’agosto del 1960 al celebre club jazz di Detroit. In quell’occasione il trio composto da Peterson, Ray Brown ed Ed Thigpen raggiunge uno dei vertici assoluti della propria intesa musicale, dando vita a una serata in cui virtuosismo e naturalezza sembrano fondersi in un unico respiro. È una testimonianza preziosa non solo del talento di Peterson, ma anche della vitalità del jazz dal vivo in uno dei suoi luoghi simbolo.
Il 22 maggio sarà invece la volta di una ristampa dal valore fondativo: Ella Fitzgerald Sings the Cole Porter Songbook. Pubblicato originariamente quasi settant’anni fa, fu il primo album di Ella Fitzgerald per Verve e, allo stesso tempo, il primo disco della neonata etichetta. Quel doppio LP, con le sue 32 tracce, contribuì in modo decisivo a definire il concetto stesso di Great American Songbook, segnando l’inizio di una serie che avrebbe influenzato profondamente la storia della canzone americana.
Accanto a queste uscite, il 2026 vedrà un’intensa attività delle serie Verve Acoustic Sounds e Verve Vault. La prima, lanciata nel 2020, è diventata un punto di riferimento per gli audiofili grazie a ristampe analogiche di altissimo livello, masterizzate dai nastri originali e stampate su vinile da 180 grammi. La seconda, più recente, amplia lo sguardo includendo sia grandi classici sia gemme meno note del catalogo, mantenendo un equilibrio tra qualità sonora e accessibilità. Nel corso dell’anno sono previste pubblicazioni dedicate, tra gli altri, a Jimmy Smith, Wes Montgomery, Cannonball Adderley, Art Blakey, Bill Evans e Ahmad Jamal.
Dice Jamie Krents, CEO e presidente del Verve Label Group con una ventennale carriera nell’etichetta:
“Siamo davvero entusiasti di celebrare i 70 anni di Verve Records. Dal 1956, Verve ha l’orgoglio di essere la casa di artisti ai vertici della loro arte – da Ella Fitzgerald, Louis Armstrong e i Velvet Underground, fino al ricco elenco di talenti di oggi come Diana Krall, Jon Batiste, Samara Joy e Kurt Vile, solo per citarne alcuni.“
A settant’anni dalla sua nascita, Verve Records dimostra che il proprio patrimonio non è un archivio immobile, ma una materia viva, capace di generare ancora nuove letture e nuovi percorsi. Un’etichetta che continua a celebrare il passato non come esercizio di memoria, ma come fondamento indispensabile per immaginare il futuro della musica.
La Redazione
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