Coinvolti 81 ricercatori e 118 aziende venete per trasferimento tecnologico e sviluppo industriale regionale.
La Regione Veneto rafforza il legame tra ricerca accademica e sistema produttivo con un investimento da 4 milioni di euro destinato a 19 progetti di trasferimento tecnologico. L’iniziativa coinvolge 81 ricercatori e 118 imprese del territorio e mira a trasformare i risultati scientifici in applicazioni industriali concrete, favorendo allo stesso tempo la permanenza dei giovani talenti formati negli atenei veneti.
Ad annunciare l’avvio della nuova fase operativa è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, dopo l’approvazione della graduatoria del bando FESR (finanziamento pubblico legato al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) dedicato al trasferimento di competenze dal mondo universitario alle imprese. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere la competitività del sistema economico regionale e consolidare il Veneto come ecosistema dell’innovazione capace di attrarre investimenti e valorizzare il capitale umano.
Il finanziamento pubblico sostiene progetti presentati da Università di Padova, Università di Verona, Università Ca’ Foscari Venezia, Iuav e Consiglio nazionale delle Ricerche. Le attività previste coprono un ampio spettro della ricerca e sviluppo, dalla validazione in laboratorio fino alla dimostrazione e prototipazione in ambiente operativo, con una durata massima di due anni. Le imprese coinvolte avranno un ruolo centrale nella co-progettazione e saranno destinatarie dirette del trasferimento delle conoscenze sviluppate, segnando un passaggio dalla ricerca teorica alla sperimentazione applicata.
L’iniziativa rientra nel Programma FESR 2021-2027 e si inserisce nel quadro degli Ecosistemi dell’Innovazione, con un forte collegamento alla rete iNEST del Nord Est finanziata dal Pnrr. I contenuti del bando sono stati condivisi con gli attori del territorio e orientati a capitalizzare le competenze maturate negli ecosistemi regionali, favorendo la collaborazione stabile tra università, centri di ricerca e imprese. Particolare attenzione è riservata alle tecnologie strategiche, critiche ed emergenti, considerate decisive per l’autonomia industriale e la competitività futura del Veneto. Tutti i progetti approvati sono inoltre allineati alle priorità della Strategia regionale di Specializzazione Intelligente (S3 Veneto), che individua nei processi di innovazione tecnologica ed energetica una leva centrale per la crescita economica.
Secondo l’assessore Bitonci, l’ampio interesse registrato dal bando dimostra la propensione del sistema veneto a lavorare in rete e a sviluppare idee progettuali coerenti con le strategie regionali. L’investimento, sottolinea, non si limita a sostenere la ricerca sperimentale, ma punta a generare ricadute concrete sulla competitività delle imprese e ad accelerare i processi di transizione industriale, tecnologica ed energetica. Con l’avvio dei progetti finanziati si apre dunque una nuova fase operativa che rafforza il dialogo tra ricerca e industria, con l’obiettivo di trasformare competenze scientifiche in sviluppo economico e occupazione qualificata, consolidando il Veneto come laboratorio avanzato di innovazione applicata.
La Redazione
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