Università in carcere, accordo CNUPP-ANDISU per sostenere gli studenti detenuti

A Sassari è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra la Conferenza Nazionale dei Poli Universitari Penitenziari (CNUPP) e l’Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU), un accordo che punta a rafforzare il sostegno alle persone detenute che intraprendono un percorso universitario e a consolidare il ruolo dello studio come strumento di inclusione e reinserimento sociale. L’intesa è stata firmata durante l’assemblea nazionale della CNUPP e nasce per favorire una collaborazione più strutturata tra università, enti per il diritto allo studio e amministrazione penitenziaria, con l’obiettivo di ampliare servizi, tutoraggio e opportunità formative per gli studenti detenuti.

Secondo il presidente di ANDISU, Emilio Di Marzio,

“il protocollo rappresenta una delle espressioni più alte del diritto allo studio poiché offre una concreta possibilità di crescita a chi sceglie la formazione come percorso di cambiamento personale. Sostenere gli studenti detenuti significa dare attuazione al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena”.

I numeri confermano la crescita del fenomeno. Ha ricordato il presidente della CNUPP, Giancarlo Monina:

“Oggi sono 1.978 i detenuti iscritti a corsi universitari in Italia all’interno di una rete che coinvolge 55 atenei e circa 900 tra docenti, tutor e personale amministrativo. In aumento anche la partecipazione femminile, con 104 detenute universitarie, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Lo studio in carcere è riscatto, ricostruzione della dignità e possibilità concreta di immaginare un futuro diverso”.

Tra i dati più significativi emerge inoltre l’impatto sul reinserimento sociale. Secondo le informazioni presentate durante l’assemblea, tra i detenuti che seguono un percorso universitario il rischio di recidiva si riduce del 70%, confermando il valore della formazione come strumento di inclusione, sicurezza sociale e recupero della persona. L’accordo valorizza anche l’esperienza sviluppata dall’ERSU di Sassari insieme al Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Sassari, basata su orientamento dedicato, tutoraggio personalizzato, sostegno ai materiali didattici e percorsi di accompagnamento per studenti in esecuzione penale esterna.

Per il presidente dell’ERSU Sassari e delegato ANDISU per Inclusione e Politiche Sociali, Daniele Maoddi,

“il protocollo rappresenta un passaggio strategico per l’intero sistema nazionale del diritto allo studio. Abbiamo messo in piedi un percorso procedurale che oggi, grazie alla sottoscrizione del protocollo, diventa cornice nazionale”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal delegato del rettore dell’Università di Sassari per il Polo Universitario Penitenziario, Emmanuele Farris, che ha definito l’intesa il riconoscimento di una collaborazione costruita in oltre dieci anni di attività e orientata a garantire servizi concreti e percorsi formativi di qualità alle persone detenute.

La Redazione

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