Unione dei Risparmi e degli Investimenti, nuova architettura finanziaria dell’UE

Il dibattito europeo sull’Unione dei Risparmi e degli Investimenti è entrato in una fase centrale del confronto politico ed economico dell’Unione, ponendo al centro il ruolo del sistema bancario nel sostenere crescita, competitività e coesione. Questo il quadro emerso nel corso dell’edizione 2026 del Connact Annual Meeting, svoltasi il 4 febbraio a Bruxelles e promossa dalla Fondazione Articolo 49 insieme all’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo finanziario e delle imprese. Tra i promotori dell’iniziativa figura, per il secondo anno consecutivo, Federcasse.

L’Unione dei Risparmi e degli Investimenti è una strategia dell’Unione europea che mira a collegare in modo più efficiente il risparmio privato di cittadini e imprese agli investimenti produttivi nell’economia reale, superando la frammentazione dei mercati finanziari nazionali. L’obiettivo è mobilitare capitali verso innovazione, transizione digitale ed energetica, crescita industriale e competitività, offrendo al tempo stesso maggiori opportunità di investimento ai risparmiatori e un accesso più agevole ai finanziamenti per imprese e PMI.

Nel corso dei lavori, il presidente di Federcasse Augusto dell’Erba ha illustrato la posizione del Credito Cooperativo nel dibattito europeo, e ha spiegato:

“L’Unione dei Risparmi e degli Investimenti rappresenta una delle principali sfide strategiche per il futuro dell’economia europea. È indispensabile partire dal ruolo concreto delle banche, anche delle banche di esclusiva proprietà delle comunità, che restano tra i principali canali di finanziamento dell’economia reale, e da un quadro regolamentare proporzionato ai rischi effettivi.”

Nel corso della sessione di approfondimento dedicata a finanza e assicurazioni, è intervenuto il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, soffermandosi sul tema della regolazione bancaria e sulle prospettive di semplificazione normativa a livello europeo. Ha commentato:

“Le recenti Raccomandazioni della Banca Centrale Europea, e in particolare la proposta di un regime semplificato e proporzionato per le banche piccole e non complesse, rappresentano un passaggio rilevante verso una regolazione più adeguata e coerente, capace di rafforzare la competitività delle banche europee e soprattutto dell’economia europea, senza indebolire la stabilità del sistema.”

Gatti ha quindi approfondito il legame tra regolazione, sviluppo e coesione territoriale, evidenziando il ruolo delle banche cooperative nel nuovo contesto geo-economico: semplificazione e proporzionalità rappresentano una condizione necessaria affinché il sistema finanziario europeo possa più efficacemente sostenere investimenti, competitività e coesione sociale e territoriale mentre nuovi equilibri geo-economici si vanno formando. Ciò consentirebbe alle Banche di Credito Cooperativo, espressione in Europa della cooperazione a mutualità prevalente, di svolgere pienamente il proprio ruolo a sostegno del lavoro, dell’imprenditorialità e delle professioni e quindi della capacità di creare nuovo risparmio.

Al dibattito sull’Unione dei Risparmi e degli Investimenti hanno preso parte anche esponenti delle istituzioni europee e internazionali, tra cui Giovanni Crosetto e Irene Tinagli, membri della commissione ECON del Parlamento europeo, Carmine Di Noia, direttore per gli Affari finanziari e d’impresa dell’OCSE, e Lauro Panella per la Commissione europea, contribuendo a un confronto articolato sulle prospettive di integrazione dei mercati finanziari europei.

L’edizione 2026 del Connact Annual Meeting si è articolata in tredici tavoli tematici – dall’agricoltura all’economia circolare, dalla difesa all’energia, fino a finanza, industria, mobilità, tecnologia, ricerca e innovazione – con l’obiettivo di mettere a fuoco le priorità che il Sistema Italia intende portare al centro dell’agenda europea. Il ruolo del Credito Cooperativo emerge come particolarmente rilevante: le Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen operano capillarmente sul territorio nazionale con oltre quattromila sportelli, rappresentando in centinaia di comuni l’unico presidio bancario. Con impieghi lordi verso la clientela superiori ai 140 miliardi di euro e un patrimonio complessivo di circa 29 miliardi, esse detengono quote significative del credito destinato a settori strategici dell’economia reale, dall’artigianato al turismo, dall’agricoltura alle costruzioni, fino al commercio e alle famiglie.

Il confronto di Bruxelles ha così ribadito come la costruzione dell’Unione dei Risparmi e degli Investimenti non sia un esercizio tecnico, ma una scelta politica e strategica che inciderà profondamente sulla capacità dell’Europa di coniugare stabilità finanziaria, sviluppo economico e coesione sociale in un contesto globale sempre più complesso.

La Redazione

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