WhatsApp è una VLOP, dunque è più responsabile

La Commissione europea ha formalmente designato WhatsApp di Meta Platforms come Very Large Online Platform (VLOP) ai sensi del Digital Services Act (DSA), il regolamento UE che rafforza responsabilità, trasparenza e contrasto ai contenuti illegali su Internet. La decisione, resa nota questa settimana dalla Commissione, riguarda in modo specifico la funzione Channels dell’applicazione, che ha superato la soglia dei 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione europea, parametro che fa scattare l’applicazione del regime rafforzato previsto dal DSA. Nel quadro normativo europeo, una Very Large Online Platform è una piattaforma digitale che, per dimensione e diffusione, esercita un impatto sistemico sullo spazio informativo e sul mercato interno. La qualifica di VLOP non è simbolica né generica: identifica servizi online che raggiungono almeno il 10 per cento della popolazione dell’UE e che, proprio per questo, sono considerati in grado di influenzare in modo significativo la circolazione delle informazioni, la formazione dell’opinione pubblica, la tutela dei diritti fondamentali e la sicurezza digitale. È per queste piattaforme, e non per i piccoli operatori, che il legislatore europeo ha previsto obblighi più stringenti e una vigilanza diretta da parte della Commissione.

Il riferimento normativo è il Digital Services Act, ossia il Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, adottato il 19 ottobre 2022 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 27 ottobre 2022. Il DSA è entrato in vigore il 16 novembre 2022, ma la sua applicazione è stata graduale: prima per le piattaforme di dimensioni molto grandi e, a partire dal 17 febbraio 2024, per tutti i fornitori di servizi digitali operanti nel mercato europeo, come chiarisce la Commissione europea nella documentazione ufficiale. Con il DSA, l’Unione europea ha introdotto un nuovo paradigma regolatorio che non impone un obbligo generale di sorveglianza preventiva dei contenuti, ma rafforza in modo significativo la responsabilità procedurale delle piattaforme. In particolare, le VLOP sono tenute a valutare e mitigare i cosiddetti rischi sistemici, che includono la diffusione di contenuti illegali, la disinformazione, le interferenze nei processi democratici, i rischi per la tutela dei minori e l’impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dell’UE. A queste valutazioni devono seguire misure concrete, soggette a controlli e audit indipendenti.

Nel caso di WhatsApp, la Commissione ha precisato che la designazione riguarda esclusivamente Channels, la funzione che consente la diffusione unidirezionale di contenuti a un pubblico potenzialmente molto ampio, mentre restano escluse dall’ambito del DSA rafforzato le comunicazioni private protette da crittografia end-to-end. Meta avrà ora quattro mesi di tempo per adeguarsi pienamente agli obblighi previsti per le VLOP, sotto la supervisione diretta delle istituzioni europee, come ha sottolineato Reuters nel dare notizia della decisione.

La funzione Channels non è sempre attiva, nella maggior parte dei casi la sua assenza dipende da fattori tecnici e distributivi. La funzione è infatti disponibile solo nelle versioni più recenti dell’applicazione e richiede quindi che WhatsApp sia aggiornato tramite App Store o Google Play. Anche in presenza dell’ultima versione, la visibilità di Channels può non essere immediata, poiché WhatsApp adotta una distribuzione graduale delle nuove funzionalità, differenziata per area geografica e per singolo account, con tempi che possono estendersi anche per alcune settimane. In altri casi incidono le caratteristiche dell’account: profili aziendali o account molto datati possono ricevere l’abilitazione in una fase successiva. Infine, pur essendo la funzione attiva in Europa, il rilascio non avviene in modo simultaneo per tutti gli utenti, con la conseguenza che alcuni profili possono non visualizzarla ancora, pur rientrando nell’area geografica coperta dal servizio.

Dal punto di vista istituzionale, la designazione di WhatsApp come VLOP rappresenta un passaggio rilevante perché conferma l’approccio selettivo ma incisivo del DSA: non una regolazione uniforme per tutti, ma un sistema proporzionato all’impatto reale dei singoli servizi digitali. Allo stesso tempo, il provvedimento segnala la volontà dell’Unione europea di applicare in modo concreto e progressivo la nuova architettura normativa digitale, trasformando il DSA da cornice giuridica a strumento operativo di governo dello spazio online europeo.

La Redazione

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