Turismo culturale, a Udine confronto internazionale tra territori e imprese

La cultura non è più un elemento complementare dell’esperienza turistica, ma il principale motore che orienta le scelte dei viaggiatori. Accanto al patrimonio storico e artistico cresce anche l’interesse per le produzioni tipiche, le tradizioni locali e le esperienze autentiche capaci di raccontare l’identità dei territori. È il quadro emerso a Udine in occasione della XIV edizione della Borsa Mirabilia del Turismo Culturale e delle Produzioni Agroalimentari di Qualità, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all’incontro tra domanda e offerta nel settore del turismo culturale ed esperienziale.

L’evento, tenutosi il 16 e 17 giugno, rappresenta una piattaforma di confronto tra imprese, istituzioni e operatori internazionali interessati a sviluppare nuove opportunità commerciali e progettuali. L’edizione 2026 registra numeri in crescita: oltre 260 imprese partecipanti, 100 buyer provenienti dai principali mercati esteri e più di 3.500 incontri B2B programmati tra operatori del turismo e del comparto agroalimentare. La manifestazione ha coinvolto 22 Camere di commercio e rappresentato 40 province italiane, confermando il ruolo della rete Mirabilia come strumento di promozione dei territori meno conosciuti ma ricchi di patrimonio culturale, ambientale e produttivo. Particolarmente significativa la crescita delle imprese del settore food e delle aziende turistiche presenti, segnale di una sempre maggiore integrazione tra accoglienza, cultura ed eccellenze enogastronomiche.

I dati raccolti nell’ambito delle attività di monitoraggio del progetto mostrano un cambiamento profondo nelle abitudini dei viaggiatori. Le escursioni e la scoperta dei territori rappresentano oggi una componente centrale dell’esperienza turistica, mentre cresce l’attenzione verso piccoli borghi, produzioni artigianali, cantine, frantoi e luoghi legati ai saperi tradizionali. L’esperienza del viaggio si allontana progressivamente dalla semplice visita delle destinazioni più celebri per orientarsi verso percorsi più autentici e immersivi. Al centro dell’edizione 2026 anche il tema dell’identità italiana come fattore competitivo. Il convegno inaugurale ha approfondito il valore strategico della cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio culturale immateriale, il ruolo del Made in Italy come strumento di attrazione internazionale e le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica nella valorizzazione dei siti culturali e dei territori UNESCO.

Secondo Loretta Credaro, presidente di Isnart Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, le analisi condotte sui flussi turistici evidenziano come la presenza di un sito UNESCO rappresenti un elemento determinante nelle scelte di una quota crescente di visitatori. Sempre più persone associano infatti la visita culturale alla scoperta delle tradizioni gastronomiche, dell’artigianato locale e delle produzioni identitarie, ricercando un rapporto diretto con le comunità e con la storia dei luoghi. Una trasformazione che, secondo Andrea Prete, presidente di Unioncamere, apre nuove opportunità per il sistema turistico nazionale. In un mercato caratterizzato da forte competizione internazionale, la capacità di integrare patrimonio culturale, cucina, produzioni locali e innovazione rappresenta un elemento distintivo per l’Italia. Non solo grandi città d’arte, ma anche borghi, aree interne e destinazioni meno conosciute possono diventare protagonisti di una nuova fase di sviluppo. Anche per il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-UdineGiovanni Da Pozzo, il futuro passa dalla costruzione di un ecosistema in cui cultura, turismo, artigianato e agroalimentare agiscano come leve complementari di crescita economica e promozione internazionale. L’obiettivo è trasformare il patrimonio materiale e immateriale dei territori in occasioni concrete di business, collaborazioni e nuovi itinerari destinati ai mercati globali.

Nel corso della manifestazione è stata inoltre annunciata la sede della prossima edizione della Borsa Mirabilia. Dopo il passaggio di testimone tra le Camere di commercio coinvolte, sarà Bari ad ospitare l’appuntamento del 2027, proseguendo un percorso che punta a rafforzare la rete nazionale del turismo culturale e delle eccellenze territoriali.

La Redazione

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