Trust, confronto istituzionale a 40 anni dalla Convenzione dell’Aja

Il trust è un istituto giuridico attraverso il quale un soggetto, detto disponente, trasferisce determinati beni o diritti a un altro soggetto, il trustee, affinché li amministri o li gestisca nell’interesse di uno o più beneficiari o per il perseguimento di uno scopo specifico. Sua caratteristica essenziale è la separazione patrimoniale: i beni conferiti costituiscono un patrimonio distinto sia da quello del disponente sia da quello del trustee, risultando vincolati alla finalità stabilita nell’atto istitutivo. Utilizzato in ambiti diversi, dalla pianificazione successoria alla tutela dei soggetti fragili, dalla gestione di patrimoni complessi alla regolazione delle crisi d’impresa, il trust rappresenta uno strumento flessibile di organizzazione giuridica dei rapporti patrimoniali, la cui applicazione in Italia si fonda principalmente sul riconoscimento della Convenzione dell’Aja del 1985, in assenza di una disciplina organica interna.

Ne ha trattato il 26 marzo 2026 il convegno “Linee guida per una normativa italiana sul trust a 40 anni dalla Convenzione de L’Aja”, promosso da Universitas Mercatorum, università che è espressione del sistema delle Camere di Commercio, e ospitato presso la Camera dei Deputati, che ha riunito rappresentanti del mondo accademico, delle professioni, della magistratura, del Parlamento e del Governo. L’iniziativa si è proposta come sede di confronto strutturato per avviare una riflessione condivisa sull’opportunità di dotare il sistema giuridico nazionale di una regolamentazione chiara, sistematica e coerente in materia di trust, superando l’attuale quadro caratterizzato da interpretazioni frammentarie e applicazioni non sempre uniformi. L’esigenza di un intervento legislativo è stata indicata come prioritaria per garantire certezza del diritto e maggiore prevedibilità nell’utilizzo dello strumento.

Il rettore Giovanni Cannata ha evidenziato il ruolo di Universitas Mercatorum quale luogo di elaborazione normativa e piattaforma di dialogo tra ricerca accademica, sistema economico e istituzioni, in modo da consentire all’Ateneo di trasformare l’attività scientifica in proposte operative, così configurandosi come sede idonea per l’avvio di un tavolo tecnico finalizzato alla definizione di una legge italiana sul trust. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Linda Vaccarella, vicecapo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, Alessandra Balbo, responsabile della cabina di regia del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’attuazione del nuovo Testo Unico della Finanza, l’onorevole Giulio Centemero, componente della Commissione Finanze della Camera, e il senatore Antonio Misiani, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, questi ultimi due impegnati nel percorso volto all’introduzione di una normativa nazionale sul trust. Al dibattito hanno inoltre contribuito rappresentanti del notariato, della magistratura e delle principali professioni giuridico-economiche.

È emersa una visione del trust come strumento di utilità trasversale, che non si limita alla gestione di grandi patrimoni ma è anche rilevante per la tutela delle persone fragili, la gestione delle situazioni di crisi d’impresa e la regolazione dei passaggi generazionali. Il lavoro di coordinamento è stato affidato a Vittorio Occorsio, che si occuperà dell’elaborazione di linee guida per la costruzione di una disciplina nazionale. Nel corso dei lavori è stata sottolineata l’urgenza di superare l’attuale incertezza applicativa attraverso un intervento legislativo capace di assicurare maggiore chiarezza e uniformità. Obiettivo condiviso tra i partecipanti è ora la definizione di un testo di riferimento che possa costituire la base per l’apertura di un tavolo istituzionale e per l’elaborazione di una futura legge delega in materia.

La Redazione

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