Tre Cime Dolomiti: itinerari d’inverno tra storia, silenzi e rifugi

In Veneto, nel cuore delle Dolomiti bellunesi esiste una montagna che, soprattutto nei mesi di fine inverno, rivela una dimensione più raccolta e autentica rispetto ai grandi flussi turistici della stagione sciistica. Il territorio compreso tra Auronzo e Misurina, promosso dal Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti, propone infatti un modo diverso di vivere la montagna: itinerari sulla neve, percorsi storici e rifugi alpini che invitano a rallentare il passo e ad osservare il paesaggio con maggiore attenzione.

Quando le giornate iniziano ad allungarsi e la luce del sole si riflette sulle vette ancora imbiancate, l’esperienza della montagna assume un carattere più intimo. Il silenzio diventa protagonista, rotto soltanto dal rumore dell’acqua nei ruscelli o dal fruscio del vento tra i boschi. È in questa fase della stagione che i percorsi meno frequentati si rivelano particolarmente suggestivi, consentendo ai visitatori di riconnettersi con la natura e di riscoprire un rapporto diretto con il paesaggio alpino.

Cammini sopra Auronzo tra boschi e fienili storici

Uno degli itinerari più accessibili per chi desidera avvicinarsi a questa dimensione più contemplativa della montagna si sviluppa poco sopra Auronzo. L’area che circonda la diga e la chiesetta di Santa Caterina rappresenta infatti il punto di partenza di una serie di sentieri che, pur rimanendo relativamente poco conosciuti, attraversano scenari di grande fascino. Il percorso consente di esplorare ambienti naturali caratterizzati da boschi di faggio e pini, attraversati da piccoli corsi d’acqua che durante l’inverno formano sculture di ghiaccio dalle forme imprevedibili. Da qui si raggiungono località come Namos e Piana da Barco, piccole aree ancora immerse in un paesaggio quasi incontaminato dove sopravvivono antichi fienili e tracce della tradizione rurale alpina.

L’anello escursionistico misura complessivamente circa cinque chilometri con un dislivello di circa 250 metri e permette, lungo diversi tratti del percorso, di osservare dall’alto il lago di Auronzo con lo sfondo innevato del monte Tudaio. Si tratta di un itinerario che, anche nei mesi più freddi, offre un’esperienza accessibile e rilassante, ideale per chi desidera camminare lentamente e osservare come la neve trasformi il paesaggio.

Monte Piana, museo a cielo aperto della Grande Guerra

Tra i luoghi più significativi dell’area vi è anche il Monte Piana, un altopiano che rappresenta uno dei più importanti teatri storici della Prima guerra mondiale nelle Dolomiti. Sebbene il percorso sia frequentato soprattutto nella stagione estiva, l’ascensione invernale mantiene un fascino particolare grazie alla presenza della neve che amplifica il senso di silenzio e memoria del luogo. Il punto di partenza tradizionale è il Lago Antorno, che già offre una delle viste più celebri sulle Tre Cime di Lavaredo. Da qui si percorre la strada militare che conduce verso il Rifugio Bosi e successivamente all’altopiano sommitale. In condizioni di neve abbondante, l’uso delle ciaspole facilita la salita.

Dopo circa due ore di cammino si raggiunge la cima del Monte Piana, dove restano visibili trincee, gallerie e resti delle postazioni militari che oggi costituiscono un vero e proprio museo storico all’aperto. Nei giorni limpidi lo sguardo può spaziare su un panorama straordinario che include le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il gruppo del Sorapis e il massiccio del Cristallo.

Per chi preferisce un’esperienza diversa, è disponibile anche un servizio di motoslitta che parte da Misurina e conduce fino al Monte Piana, con la possibilità di effettuare il ritorno in slittino lungo lo stesso percorso.

Il Rifugio Città di Carpi e la cucina delle vette

Un’altra destinazione significativa del territorio è il Rifugio Città di Carpi, situato a 2.110 metri di altitudine tra le spettacolari guglie dei Cadini. Il rifugio riapre nel mese di marzo nei fine settimana e può essere raggiunto con diversi itinerari, a seconda delle condizioni della neve e dell’esperienza degli escursionisti. Uno dei percorsi più suggestivi parte dal lago di Misurina e risale sotto la seggiovia del Col de Varda, seguendo un itinerario di circa tre ore di cammino che conduce fino al rifugio. In alternativa è possibile utilizzare la seggiovia fino al Rifugio Col de Varda e proseguire poi a piedi verso la meta. Il Rifugio Città di Carpi è considerato uno dei punti panoramici più suggestivi della zona, con una vista che abbraccia il gruppo del Sorapis e la catena delle Marmarole. Dopo l’escursione, il rifugio rappresenta anche un luogo di ristoro dove riscoprire la tradizione gastronomica alpina. La cucina propone infatti piatti tipici della montagna preparati con ingredienti locali: zuppe calde, canederli, polenta e specialità come uova con speck e patate. Non mancano i dolci tradizionali come lo strudel di mele, la linzer e la torta di grano saraceno, che completano l’esperienza culinaria in un ambiente accogliente e familiare.

Una filosofia di turismo lento

L’offerta turistica del territorio delle Tre Cime Dolomiti si inserisce in una visione più ampia di turismo sostenibile e consapevole. Il Consorzio Turistico promuove infatti un modello di “slow mountain”, dove il viaggio diventa occasione di rigenerazione personale attraverso il contatto diretto con la natura. A differenza di altre località alpine caratterizzate da grandi infrastrutture e flussi turistici intensi, l’area tra Auronzo e Misurina conserva un’identità più raccolta. Qui non dominano le grandi catene alberghiere o le piste affollate, ma paesaggi naturali ancora integri e una cultura dell’accoglienza legata alla tradizione delle comunità locali. Nel territorio dominato dalle Tre Cime di Lavaredo la montagna continua così a offrire un’esperienza autentica: un luogo in cui ritrovare il proprio ritmo, camminare lentamente tra boschi e altopiani e vivere l’inverno come un tempo di silenzio, natura e scoperta.

(Foto in alto: Nicola Bombassei)

La Redazione

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