Taste, il salone food di Pitti Immagine, più B2B che mai

Pitti Taste Firenze

Dal 7 al 9 febbraio in Fortezza da Basso a Firenze l’ultima edizione di Pitti Taste ha visto 810 espositori di qualità e oltre 12.300 visitatori.

Il salone dedicato al mondo delle piccole imprese agroalimentari ed enogastronomiche italiane di alta qualità cresce ancora e consolida il profilo B2B che ha assunto nelle ultime stagioni: 810 espositori, oltre 12.300 visitatori, con un ulteriore aumento dei compratori esteri e una leggera flessione del pubblico finale. Selezione, varietà merceologica, formato allestitivo e cultura del cibo si confermano fattori vincenti di Taste. In questa diciannovesima edizione sono stati 8.500 i compratori specializzati di cui oltre 900 esteri (erano 615 nel 2023, 750 nel 2024, 890 nel 2025…), 1.500 visitatori professionali (fornitori, agenti e rappresentanti), 650 giornalisti (di cui 70 esteri), 1.700 appassionati e gourmet. Tra i compratori italiani ed esteri – gli ultimi provenienti da una sessantina di Paesi, soprattutto Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Austria, Olanda, Spagna, Giappone, Belgio, Polonia, Romania – non sono mancate presenze da mercati molto lontani quali Canada, Thailandia, Cina con Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Australia, Messico, Brasile.

Soddisfatto l‘amministratore delegato Raffaello Napoleone per l’attenzione delle istituzioni nei confronti di Pitti Taste. Presenti infatti il sottosegretario all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare Giacomo La Pietra e il presidente di Ice Matteo Zoppas, con il quale è in corso una collaborazione iniziata da due anni per promuovere l’arrivo dei compratori esteri. E ancora la Regione Toscana con l’assessore allo Sviluppo economico e all’Agricoltura Leonardo Marras e il Comune di Firenze con l’assessore allo Sviluppo economico Jacopo Vicini.

Tra le novità della 19° edizione del salone food di Pitti Immagine, una serie di eccellenze artigianali italiane come Taste ci ha abituato a scoprire, tutte con un tocco di originalità: dall’Adriatico Ecopesce valorizza muggini, triglie e sugarelli con una filiera sostenibile; in Sicilia, Fico Essere Buoni trasforma agrumi e fico d’India in gin, amari e spritz, unendo sapori autentici e mixology contemporanea. Frolla Lab, nelle Marche, crea biscotti e dolci inclusivi mentre Il Borgo delle Mele trasforma mele antiche dell’alto Friuli (presidio Slow Food) in succhi e infusi. La Montemarzina in Piemonte offre invece pesche e confetture d’eccellenza; la Vera Crescia di Gubbio racconta la panificazione umbra; Massimiliano Gatti in Umbria alleva bisonti al pascolo; Ostrica Venere (Caorle) e Tenuta di San Pietro a Pettine (Trevi) esaltano mare e tartufo, Arianna Vulpiani nella biofarm romana alleva galline per uova sostenibili e Kombwine propone una frizzante bevanda alcol free dalla fermentazione spontanea di mosto d’uva, tè, zucchero e spezie.

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