Trentasei concerti in luoghi straordinari tra Roma e Gaeta, dal 25 settembre all’11 ottobre.
Ci sono rassegne in cui il luogo ospita semplicemente il concerto e altre in cui, invece, lo spazio diventa parte della musica. È su questa seconda idea che si costruisce Su:ggestiva, in programma dal 25 settembre all’11 ottobre 2026, con una settima edizione che mette insieme 36 concerti, sette giornate e sei location distribuite tra Roma e Gaeta. Il cartellone riunisce artisti molto diversi tra loro per formazione e linguaggio, ma accomunati da una ricerca capace di spostarsi tra elettronica, folk, ambient, musica contemporanea, canzone d’autore, minimalismo e contaminazioni con la tradizione. Su:ggestiva è una produzione ARTmosfera con la direzione artistica di Scuderie MArteLive. Il format è ideato e diretto da Giuseppe Casa in collaborazione con Lune Magrini ed è inserito tra i Progetti Speciali della Biennale MArteLive 2026.
Il punto centrale resta il rapporto tra suono e spazio. L’Appia Antica continua a rappresentare il cuore romano del progetto, con l’Ex Cartiera e la Villa di Massenzio, ma quest’anno il percorso si allarga anche a Gaeta, dove entrano nel programma la Montagna Spaccata, la Cappella d’Oro, il Bastione La Favorita, la Grotta del Turco e la Chiesa della Santissima Annunziata. Non si tratta quindi soltanto di spostare i concerti fuori dai circuiti tradizionali, ma di farli reagire con luoghi che possiedono già una propria memoria, una propria forza visiva e una precisa identità. È proprio questa relazione a dare senso alla formula di Su:ggestiva, che prova a trasformare ogni appuntamento in un’esperienza meno prevedibile rispetto a quella di un palco convenzionale.
Tra i nomi principali di questa edizione compaiono Micah P. Hinson, Alberto Ferrari, Gigi Masin, Marta Del Grandi, Toni Cutrone con MAI MAI MAI, Mauro Ermanno Giovanardi, Massimo Silverio, Ana Roxanne, Sarah Neufeld, Dobrawa Czocher, Jozef Van Wissem e Bruno Bavota. Il programma sceglie volutamente di accostare artisti provenienti da percorsi distanti, evitando un’unica direzione sonora. Da una parte ci sono esperienze legate alla scrittura cantautorale e al folk, dall’altra progetti che lavorano sull’elettronica, sulla composizione contemporanea, sul rapporto tra strumenti acustici e ricerca digitale o sulla rilettura di patrimoni musicali tradizionali.
L’avvio, previsto venerdì 25 settembre all’Ex Cartiera, restituisce bene questa pluralità. Beppe Scardino, con il progetto TYTO, porta una dimensione in cui voce, elettronica e scrittura si affiancano al suo percorso da polistrumentista; Gigi Masin torna invece su Wind, a quarant’anni dalla pubblicazione di un lavoro che ha lasciato un segno profondo nella musica ambient. Nella stessa serata trovano spazio anche Massimo Silverio, con una ricerca che parte dal canto popolare carnico per arrivare a una forma di scrittura personale, e Micah P. Hinson, tra le figure più riconoscibili dell’alt-folk statunitense, da anni sospeso tra folk, country e rock.
Il giorno successivo il programma cambia ancora prospettiva. Dal, duo formato da Ha Suyean e Hwang Hyeyoung, porta sul palco il gayageum e il geomungo, due strumenti della tradizione coreana riletti attraverso un approccio contemporaneo; Laura Masotto lavora invece sulla relazione tra violino ed elettronica, mentre Ana Roxanne costruisce un linguaggio in cui ambient, jazz e voce convivono senza separazioni nette. A chiudere la giornata arriva MAI MAI MAI, progetto di Toni Cutrone, che guarda al Mediterraneo e al Sud Italia non in chiave folkloristica, ma come archivio di riti, religiosità, superstizioni, tradizioni e memorie sonore da smontare e ricomporre.
Uno dei passaggi più attesi della prima parte della rassegna è quello di Alberto Ferrari, protagonista domenica 27 settembre con due esibizioni. Lontano dalla struttura elettrica dei Verdena, Ferrari si presenta in una dimensione più scarna, affidata a voce e chitarra, attraversando brani della band e musiche che hanno contribuito alla sua formazione. Nella stessa giornata trovano spazio Bryan Senti, tra violino ed elettronica, e Bruno Bavota, che porta invece un lavoro interamente costruito attorno al pianoforte e a una scrittura intima e minimale.
Mentre Roma sviluppa il proprio percorso lungo l’Appia Antica, Gaeta diventa una seconda geografia della manifestazione. Qui il programma prende forma in modo ancora più strettamente legato all’ambiente. Alla Montagna Spaccata l’installazione sonora La parola di Dio di Riccardo Terlizzi apre entrambe le giornate, mentre il Bastione La Favorita, la Cappella d’Oro e la Grotta del Turco ospitano una successione di esibizioni affidate ai Camera, a Bruno Bavota, Bryan Senti, Federico D’Angelo, Laura Masotto e Andrea Pesce. A completare il percorso sono due secret concert, pensati proprio per mantenere quella componente di sorpresa e scoperta che appartiene all’identità della rassegna.
La seconda parte di Su:ggestiva si sposta dall’8 all’11 ottobre alla Villa di Massenzio, altro luogo in cui la dimensione storica entra direttamente nel racconto musicale. La prima giornata mette insieme Ludo, Gian Marco Ciampa, la violoncellista polacca Dobrawa Czocher e Jozef Van Wissem, musicista che ha fatto del liuto uno strumento di ricerca contemporanea, collocandolo in una zona di confine tra musica antica, minimalismo e sperimentazione.
Nei giorni successivi il cartellone continua a muoversi tra codici diversi. PINDHAR, progetto di Cecilia Miradoli e Max Tarenzi, riprende suggestioni trip-hop e atmosfere legate al suono di Bristol; Neuf Voix lavora sulla relazione tra elettronica e componente strumentale; Sarah Neufeld, violinista e compositrice degli Arcade Fire, porta invece una ricerca costruita sull’incontro tra violino, minimalismo e linguaggi contemporanei. A questa linea si aggiungono la performer francese Cleo T., i Mombao, con il loro intreccio di elettronica, canto, percussioni e fisicità scenica, e Mauro Ermanno Giovanardi, voce storica dei La Crus, che riporta al centro una delle esperienze più riconoscibili della canzone d’autore italiana degli ultimi decenni.
A chiudere la giornata del 10 ottobre sarà Jolly Mare, progetto di Fabrizio Martina che guarda alla disco italiana e alle sonorità Afro Cosmic, mentre il giorno successivo toccherà prima al Controvento Quartet e poi a L’Antidote, trio formato da Redi Hasa, Bijan Chemirani e Rami Khalifé, mettere in relazione strumenti, culture e tradizioni musicali differenti. L’ultimo concerto dell’edizione sarà quello di Marta Del Grandi, cantautrice e compositrice che attraversa art-pop, jazz, elettronica e arrangiamenti cinematici e che, per caratteristiche, rappresenta bene la natura trasversale dell’intero progetto.
Più che proporre un semplice cartellone, Su:ggestiva continua dunque a lavorare sull’idea di esperienza: la musica come strumento per rileggere un luogo, e il luogo come elemento capace di modificare l’ascolto. È in questo scambio che la manifestazione costruisce la propria riconoscibilità, scegliendo ogni anno spazi in cui storia, paesaggio e performance possano entrare in relazione senza restare elementi separati.
La Redazione