
Per il sesto anno consecutivo la Terna è nel Gotha della sostenibilità mondiale. Anche nel 2014, infatti, la società proprietaria della rete di trasmissione nazionale è stata confermata nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index. La review annuale condotta dall’agenzia svizzera di rating di sostenibilità RobecoSam – che valuta nel dettaglio i sistemi aziendali di governo dei rischi e delle opportunità collegate agli impatti sociali e ambientali delle aziende – ha riconosciuto il costante impegno di Terna per una gestione sostenibile, che costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine. Dato, questo, confermato anche dalla quota del flottante di Terna detenuta da investitori attenti alla «performance di sostenibilità» che, nell’ultimo triennio, è triplicata, attestandosi al 7,2 per cento a fine 2013.
Terna si è guadagnata la riconferma negli indici di sostenibilità migliorando le prestazioni delle scorse edizioni, in particolare nelle aree ambientale e sociale. Del resto, gestire il business all’insegna della sostenibilità da sempre fa parte del modus operandi di Terna ed è coerente con l’obiettivo di miglioramento continuo che la rende un’azienda capace di creare valore, anche in tempi di crisi. E i risultati si vedono: la serietà e la concretezza dell’approccio sostenibile di Terna hanno determinato negli anni riconoscimenti sempre più prestigiosi, tra cui la presenza in tutti i principali e autorevoli indici borsistici internazionali di sostenibilità (Ftse4Good, Axia, Ecpi, Msci, Ethibel, Esi, Dow Jones Sustainability Index, Ftse Ecpi, Stoxx Esg, Vigeo).
Testimonianza dell’impegno sostanziale per la gestione responsabile del business è il Rapporto di sostenibilità che Terna pubblica ormai da 8 anni e che, ogni volta, cresce di informazioni e contenuti, rappresentando in modo coordinato tutti gli aspetti del lavoro quotidiano. Una scelta di trasparenza che Terna ha voluto adottare e che dà conto di obiettivi e di risultati di responsabilità sociale e ambientale seguendo i più accreditati standard internazionali. L’attenzione agli impatti ambientali e sociali concorre, insieme all’orientamento ai risultati, ad anticipare possibili rischi e a porre le premesse affinché gli eccellenti risultati economici di oggi possano trovare conferma nel lungo termine.
Grande novità del 2014 è poi la creazione del primo Rapporto Integrato di gruppo: un connubio tra la Relazione finanziaria annuale 2013 – approvata lo scorso 27 maggio – e il Rapporto di Sostenibilità, in cui sono confluiti dati e informazioni su performance sociali e ambientali. Si tratta di un traguardo importante che Terna taglia idealmente dopo tre anni di partecipazione attiva ai lavori del Pilot Programme dell’International Integrated Reporting Councill, l’organizzazione internazionale di riferimento che dal 2011 sta lavorando alla definizione di un modello per una rendicontazione sempre più completa, trasparente e in linea con le reali richieste degli stakeholder.
Per «leggere» la capacità delle aziende di creare valore, lo strumento più adatto è proprio un report che integri i dati sulle performance finanziarie con quelli di sostenibilità. Anche il sito Terna (www.terna.it) è stato confermato nella top ten Italia della classifica «Csr Online Awards» stilata dalla Lundquist, la più autorevole società di web rating in Europa, specializzata in analisi e valutazione della comunicazione online dei contenuti di responsabilità sociale delle più importanti aziende italiane ed europee. L’analisi di Lundquist, basata sulla rispondenza di diversi criteri indicati come essenziali dagli stakeholder, ha ritenuto la comunicazione Csr di Terna vincente per fruibilità, velocità e completezza dell’informazione.
Per Terna sostenibilità vuol dire avere un approccio complessivo al proprio modello di business che integra il rapporto con gli stakeholder nei processi di sviluppo attraverso lo strumento della concertazione con le Regioni e gli enti locali, con cui vengono condivise le scelte localizzative dei nuovi impianti di rete (elettrodotti e stazioni elettriche), attraverso accordi mirati con le associazioni ambientaliste (in particolare Wwf e Lipu), per l’integrazione nei processi di pianificazione della rete con criteri di sostenibilità ambientale, e tramite accordi con le forze di sicurezza (Guardia di Finanza), per garantire la certificazione dei propri fornitori.
Ecco perché per la costruzione delle opere previste nel Piano di sviluppo della rete elettrica, già dal 2002 Terna ha adottato un modello concertativo con le istituzioni e gli enti locali: il rispetto del territorio e la disponibilità a condividere le scelte di localizzazione delle infrastrutture fin dalle prime fasi della pianificazione sono le credenziali con le quali Terna vuole instaurare un rapporto di fiducia con le autorità centrali (Ministeri, Autorità di regolazione di settore) e con le istituzioni locali che detengono il potere autorizzativo. In questo modo il rispetto dell’ambiente converge con gli interessi di Terna a realizzare i propri investimenti di sviluppo della rete e con l’interesse più generale della collettività per la continuità, la sicurezza e l’efficienza del servizio elettrico. Lo strumento tecnico utilizzato è la Valutazione Ambientale Strategica, che Terna ha adottato ben prima che diventasse obbligatoria per legge.
Il primo e più immediato impatto di Terna sull’ambiente è dato dalla presenza fisica nel paesaggio di tralicci e stazioni elettriche; il contenimento dell’impatto ambientale connota, quindi, tutte le attività di Terna, che ha sempre agito seguendo un approccio di responsabilità verso il Paese, realizzando una rete elettrica sostenibile, moderna e tecnologicamente avanzata. Proprio per far fronte a queste esigenze, negli ultimi anni la società ha ideato, al fianco di importanti studi di architettura, nuove tipologie di tralicci a basso impatto ambientale, in grado di coniugare attenzione al paesaggio ed efficienza del servizio.
Ne sono un esempio i piloni disegnati per Terna da Sir Norman Foster, architetto e designer britannico, installati lungo la linea dell’alta tensione Tavarnuzze-Santa Barbara, in Toscana. O i «Germoglio», progettati dall’architetto Hugh Dutton (capo gruppo del progetto l’architetto Giorgio Rosental) utilizzati per una parte dell’elettrodotto Trino-Lacchiarella, tra Piemonte e Lombardia. Protagonista assoluto, infine, per il 70 per cento dell’elettrodotto lombardo Chignolo Po-Maleo, è il traliccio monostelo a basso impatto ambientale, che permette di ridurre di 15 volte l’area di territorio occupata dalle linee e l’ingombro al suolo dei sostegni (da 150 metri quadrati di un traliccio tronco-piramidale a 10 metri quadrati).
Esempio unico di progettazione innovativa è la stazione elettrica che sorgerà sull’isola di Capri, che prevede l’adozione di diverse soluzioni per integrare al meglio l’opera nel paesaggio di pregio che caratterizza l’area: planimetria, geometrie e colori della stazione sono stati pensati per ridurre al minimo l’impatto visivo e rispettare il contesto naturale del territorio, unico nel mondo. Anche la nuova interconnessione elettrica tra Italia e Francia rappresenta un progetto senza eguali per soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e ambientali: totalmente in cavo terrestre, sarà realizzata in completa sinergia con le infrastrutture stradali e autostradali esistenti, in modo da azzerare l’impatto visivo dell’opera sui paesaggi di pregio ambientale e archeologico ed evitare del tutto il passaggio sulle aree urbanizzate. Improntato a un minor impatto ambientale anche il collegamento elettrico tra Sicilia e Calabria con i suoi 38 km. di cavo sottomarino: a fronte della realizzazione di 82 km. di nuovi elettrodotti nelle province di Messina e Reggio Calabria, verranno interrati 67 km. e demoliti 170 km. di linee aeree esistenti, consentendo un risparmio di emissioni di CO2 pari a circa 670 mila tonnellate l’anno.