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PRESENTATA A TUTTOFOOD LA EVOO SCHOOL ITALIA DI UNAPROL E COLDIRETTI

In questi tempi di poca sicurezza e fake news, soprattutto per quanto riguarda la bontà dei prodotti alimentari, è particolarmente importante la conoscenza di ciò che rende o mantiene buono quello che mettiamo sulla nostra tavola. E un olio si capisce se lo si conosce: ecco perché la formazione è fondamentale. Un luogo per diffondere la conoscenza dell’olio, formare professionisti del settore, supportare lo sviluppo delle aziende olivicole e dialogare con le istituzioni: questo si prefigge la Evoo School Italia, scuola dell’olio extravergine d’oliva promossa da Unaprol, Coldiretti e Campagna Amica operativa dal 7 maggio a Roma in via Nazionale.

L’iniziativa è stata presentata al pubblico in occasione di Tuttofood alla Fiera di Milano; il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il presidente dell'associazione dei produttori olivicoli Unaprol David Granieri hanno descritto il progetto a stampa, visitatori ed espositori della manifestazione: un nuovo centro di riferimento per tutti gli operatori della filiera olivicola, che sviluppa un fatturato di oltre 3 miliardi di euro e vede impegnate circa 400mila aziende italiane specializzate. L’offerta didattica è pensata per offrire una formazione altamente specializzata per quanti operano nella produzione, distribuzione e promozione dell’olio di qualità. La scuola realizzerà corsi base e tecnici, seminari divulgativi e corsi professionalizzanti; è inoltre prevista la traduzione simultanea in inglese delle lezioni.

Prandini infatti cerca di mettere in guardia il consumatore per quanto riguarda gli inganni: “Il rischio per i consumatori è che nelle bottiglie di olio, anche vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero, si trovi prodotto straniero favorito da etichette dove l’indicazione della provenienza è spesso illeggibile. Per questo stiamo lavorando per rendere più evidente l’indicazione di origine con caratteri più grandi e in posizioni più visibili. Sulle confezioni è praticamente impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte 'miscele di oli di oliva comunitari', 'miscele di oli di oliva non comunitari' o 'miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari' obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal 1° luglio 2009, in base al regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009”.

L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva, alle spalle della Spagna, con un patrimonio di 250 milioni di ulivi e 1,1 milioni di ettari di terreno coltivati, nonché il primo paese per consumo con circa 535mila tonnellate (consumo pro capite 8,9 kg).

Secondo l’analisi di Coldiretti, in Italia 9 famiglie su 10 consumano tutti i giorni olio d’oliva e il 93% giudica migliore l’olio made in Italy anche se rimane il rischio che l’olio straniero venga “spacciato” come italiano.

L’Italia ha il primato per biodiversità mondiale con 533 varietà di olive e il maggior numero di olio extravergine a denominazione in Ue: 42 dop e 4 igp che rappresentano quasi il 40% degli oli di qualità riconosciuti. L’olio italiano è anche il più sicuro al mondo grazie a nove livelli diversi di indagine sulla qualità e l’origine del prodotto e mediamente 20mila controlli all’anno da parte del Ministero della Salute.

Tags: made in italy olio olive ulivo olivi Coldiretti Campagna Amica Maggio 2019

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