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Assolatte: più rigore verso gli imitatori del made in Italy

Giuseppe Ambrosi

La capacità di trasformare le materie prime agricole in latticini di grande qualità alimenta imitazioni per un importo globale, secondo l’Assolatte, di 60 miliardi di euro. Per combattere il fenomeno l’industria lattiero-casearia italiana chiede nuove regole. Parmesan, Mozarela Pulcinela, Grana Parrano, Cambozola o Real Asiago Cheese sono nomi di formaggi che, fuori d’Europa, sono esposti nei supermercati come eccellenze del made in Italy, anche se di italiano non hanno nulla. Riempiono gli scaffali della distribuzione straniera e tolgono spazio ai prodotti fatti in Italia dalle aziende italiane, danneggiandole. «Dovremmo essere quasi orgogliosi di questa moda deplorevole: se all’estero ci imitano vuol dire che ci ammirano, riconoscono ai nostri prodotti una qualità superiore e alla nostra industria una straordinaria capacità di trasformare le materie prime agricole in prodotti di eccellenza–ha affermato il presidente di Assolatte Giuseppe Ambrosi in un convegno a Roma dell’Unione Nazionale Consumatori–. In realtà non siamo per nulla orgogliosi di questa situazione e investiamo milioni di euro ogni anno per spiegare le differenze di qualità. Ma gli investimenti delle aziende non bastano: servono nuove e più rigorose norme internazionali». (Eli. Man.)

Tags: Gennaio 2013 made in italy agroalimentare consumatori UNC Unione nazionale consumatori contraffazione

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