I quadri di Rembrandt non sono opere «pulite». Sono state rimaneggiate più volte dall’autore, le tele riutilizzate, i personaggi spostati o modificati. Queste varianti sono venute alla luce nel corso di successivi restauri, man mano che i progressi delle tecniche hanno consentito di analizzare con maggior precisione i contenuti celati nei vari strati di pittura sovrapposti. Proprio i dettagli nascosti hanno dato corpo alla fantasia, per «costruire» una storia dei dipinti, priva di ogni pretesa di veridicità, e regalare così una fugace esistenza ai loro protagonisti, che solitamente si offrono al nostro occhio nell’immobilità imposta dalla tela. In questi racconti, a salire alla ribalta sono per lo più i personaggi minori, quelli che appaiono seminascosti nei dipinti più celebri, offuscati dalle opulente figure dei grandi committenti o quelli addirittura sconosciuti, la gente comune che Rembrandt amava ritrarre negli atteggiamenti più svariati una volta che la sua indole irascibile e bizzosa lo aveva allontanato dai circoli più facoltosi. Vite piccole, molte volte trascorse nell’ombra e nella miseria, e tuttavia capaci di riservare molte sorprese a chi si accosti con mente aperta alla poliedrica produzione di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Le brevi «incursioni» di altri pittori, più moderni, offrono un più ampio respiro alla lettura delle opere, che non rimangono confinate nel loro tempo e nel loro spazio, ma entrano in dialogo con la storia, un dialogo che può essere portato avanti fino ai giorni nostri per scoprire sempre nuovi significati e interpretazioni, cosicché l’arte non rappresenti solamente un retaggio del passato, ma sia di continua ispirazione per il futuro. Gaia Locatelli è nata a Roma dove vive vicino Piazza Navona; due lauree in economia, giornalista, tanti lavori in ambiti diversi. Artigiana a tempo perso, cinefila appassionata e lettrice onnivora. Il titolo «Guardando Rembrandt», sua prima pubblicazione, rappresenta perfettamente un percorso narrativo capace di penetrare il dipinto per raccontarne il tempo e il luogo e le storie che, forse, potrebbero celarsi dietro una finestra o un volto. 14 racconti da bere in un sorso sono quelli con cui Gaia Locatelli percorre ciò che sta o meglio potrebbe stare dietro i quadri di Rembrandt. Una formula inedita, nuova, stimolante, curiosa e piacevolmente «gossippara», tanto da indurre il lettore a non abbandonare la lettura capitolo dopo capitolo.