Armando De Simone torna nelle librerie con il volume «Carlo Gentile. Un napoletano tra gli indiani d’America» (Edizioni Controcorrente). La storia narrata in questo libro proviene da un antico confine: quello della libertà. È lungo questa frontiera che matura l’incontro tra il fotografo napoletano Carlo Gentile e un bambino pellerossa. Gentile, pioniere della nascente arte fotografica e personaggio dalla vita tanto avventurosa quanto sfortunata, riscatterà il piccolo Wassaja da un destino di schiavitù; lo adotterà e gli darà un’istruzione e i due inizieranno uno straordinario viaggio sulla nuova frontiera americana, fino a quando Wassaja non diventerà Carlos Montezuma, figura storica nella battaglia per i diritti dei nativi americani. E non dimenticherà mai suo padre adottivo. Su quest’incontro avvenuto nella seconda metà dell’Ottocento, all’incrocio di due culture sconfitte ma non vinte – quella napoletana, spazzata via dalla guerra di conquista piemontese e quella indiana, annientata dalla soluzione finale dei «visi pallidi» – Armando De Simone costruisce una poderosa narrazione che è anche una riflessione sul passato nobilissimo di Napoli e del suo popolo. Partito per gli Stati Uniti per realizzare un grande servizio fotografico sui nativi, una serie di circostanze avverse impediranno a Carlo Gentile di riuscire nel suo intento. In compenso, il sodalizio con il bambino cambierà per sempre la sua esistenza e la storia dei pellerossa.