A FIRENZE LE PROFONDITÀ MARINE DI DAVID DOUBILET

“Oceani”, in programma a Firenze, in Villa Bardini dal 21 ottobre al 12 aprile, mette in mostra oltre 80 fotografie del newyorkese David Doubilet, pioniere della fotografia subacquea e marina, che già da adolescente iniziò, negli anni Cinquanta, a scattare con una macchina fotografica protetta da una sacca respiratoria di gomma per avvicinarsi alle profondità dell’acqua. Noto per i suoi lavori sulla rivista National Geographic, Doubilet ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo alla fotografia e alla conservazione dei mari, ha scritto diversi libri che esplorano la sua visione artistica ed è artefice di numerosi progetti che influenzano le nuove generazioni di fotografi ed ambientalisti. È a lui, inoltre, che si deve l’invenzione di una tecnica conosciuta come “over/under” o “half-half”, la ripresa simultanea sopra e sotto la superficie dell’acqua: le sue immagini, spesso divise tra superficie e profondità, mostrano in un solo scatto due universi complementari, quello terrestre e quello acquatico, una tecnica che è divenuta la sua firma visiva e il simbolo della connessione fragile tra uomo e natura.

Egli utilizza la luce come elemento narrativo principale, sfruttando la trasparenza dell’acqua per creare atmosfere sospese in cui pesci, coralli e relitti appaiono come visioni di un altro mondo. Dietro i suoi scatti si nasconde  un messaggio preciso: documentare la crisi ecologica che minaccia gli oceani, dai coralli sbiancati al declino della biodiversità marina.

Sono undici sale a raccontare il mondo sommerso tra forme, colori, specie e habitat, e a ritrarlo anche nella sua vulnerabilità: dalle acque caraibiche alle barriere coralline dell’Oceano Pacifico, dall’Antartide agli atolli della Polinesia. La mostra intende far conoscere anche in Italia le opere del fotografo americano affiancando un forte richiamo all’attenzione e alla preservazione delle acque. È di Doubilet la nota immagine mozzafiato di un aereo che sorvola un tratto della Grande Barriera Corallina australiana, trasportando subacquei verso una zona destinata alle immersioni: in essa si descrive il rapporto tra presenza umana e ambiente marino, l’accessibilità e l’enorme estensione di un fragile sistema vivente, quello del mare.

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