Roma, 2 ottobre 2025. Si parla spesso di “autostrade del mare” e questa volta è proprio il caso di dirlo: il Telepass, che siamo abituati ad usare in macchina e grazie al quale evitiamo lunghe code al casello, arriva anche sulle imbarcazioni, e la prima “strada marittima” parte da Ponza, con il sindaco Francesco Ambrosino, che ha avviato la sperimentazione di Telepass Mare, il servizio digitale che consente di pagare il ticket ambientale. L’app dedicata calcola in automatico l’importo dovuto in base ai dati dell’imbarcazione – come lunghezza e tipologia – e al periodo stagionale, consentendo il pagamento immediato e sicuro. Il sistema è accessibile a tutti, anche a chi non è cliente Telepass. È questa la prima sperimentazione di Telepass dedicata alla mobilità costiera, per una gestione più efficiente e sostenibile del turismo attraverso un sistema che offra alle amministrazioni elementi informativi utili alla pianificazione e alla protezione degli ecosistemi ambientali. L’obiettivo è quello di verificare le esigenze delle realtà-isola per creare un modello digitale replicabile a livello nazionale che metta in connessione isole, porti e marine.

Luca Luciani, AD di Telepass, ha dichiarato, nel corso della tavola rotonda “Turismo nautico sostenibile e tutela ambientale. Telepass Mare Ponza: come la digitalizzazione contribuisce alla crescita della blue economy” tenutasi a Roma il 2 ottobre: “Telepass può garantire quella comodità a cui siamo abituati nelle autostrade, nei parcheggi, nelle montagne, e può farlo anche nell’acqua, aumentando la qualità del servizio che offriamo ai nostri clienti. La barca in rada è un patrimonio in quanto bacino di turisti, ha un impatto ambientale per il fatto di avere natanti in mare, ed è anche un servizio per il privato, che ha necessità di minimizzare i disagi che una logistica più complessa come quella del mare comporta: tutto questo va tutelato. È fondamentale che i sindaci raccolgano le esigenze dei loro imprenditori, poi la tecnologia farà il resto”.
Prosegue il sindaco pontino: “L’idea nasce nel 2024. Sappiamo quanto sia fragile il territorio di Ponza con Palmarola e Zannone e, ragionando con la Regione Lazio, abbiamo voluto trovare una soluzione per la gestione di queste aree che ci è stata affidata. L’isola di Ponza ha visto perdersi molte attività in funzione del solo turismo, si è reso così necessario compiere una serie di interventi per evitare i rischi connessi al sovraffollamento. Tra questi, vi è anche Telepass. Abbiamo costituito un’azienda speciale alla quale abbiamo affidato un’attività specifica di monitoraggio in cui figurano il pagamento del ticket e la possibilità di conferire rifiuti anche con un servizio sotto bordo, in modo da non danneggiare le isole. La sperimentazione 2025 è andata molto meglio rispetto a quella precedente, anche grazie a Telepass e all’app che è stata creata ad hoc. Vorrei portare sull’app tutte le specialità economiche dell’isola di Ponza, trasferendo a tutti la conoscenza dei servizi dell’isola in maniera tale che chiunque possa avere una cognizione completa della nostra offerta”.

(Francesco Ambrosino, sindaco di Ponza, e Luca Luciani, AD di Telepass)
L’onorevole Ignazio Abrignani, presidente dell’Osservatorio parlamentare per il turismo, sottolineando quanto sia importante riuscire a gestire e razionalizzare i flussi turistici e preservare determinate zone in determinate stagioni attraverso strumenti tecnologici, ha parlato di sovraffollamento: “Ma non dobbiamo pensare di combattere il fenomeno negativo dell’overtourism respingendo i turisti. Il supporto tecnologico è fondamentale: avere e conoscere i dati può avere una serie di conseguenze positive. È anche necessario gestire il flusso di turisti convogliandoli su diversi servizi e stagioni”, mentre Gian Piera Usai, segretario generale dell’ANCIM l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori, ha aggiunto: “Ponza ha fatto da apripista a percorsi che l’Ancim aveva ipotizzato, come il ticket, che chiamerei meglio ‘contributo di solidarietà’, a carico di coloro che giungono sulle isole. L’imposta di sbarco è stata richiesta dalle isole minori poiché il turismo giornaliero si recava sulle isole e vi lasciava i propri rifiuti; da tale contributo erano prima esenti tutti i natanti che non fossero sbarcati su mezzi commerciali quali aliscafi e traghetti. Avevamo già ipotizzato una ‘insulare card’, che avrebbe fornito al turista vari servizi, e stiamo lavorando sui benefici che essa potrebbe arrecare”.

(L’onorevole Ignazio Abrignani, presidente dell’Osservatorio parlamentare per il turismo)
Armando Macali, ricercatore di Scienze ecologiche e biologiche dell’Università degli Studi della Tuscia, ha parlato della collaborazione in corso con l’amministrazione pontina: “Oltre ad un progetto di ricerca, abbiamo istituito sull’isola due borse di dottorato di ricerca, l’una delle quali ha previsto il reclutamento di un ricercatore che per i prossimi tre anni si impegnerà a mappare la biodiversità e ad elaborare un modello di gestione per salvare il patrimonio naturale. Abbiamo scoperto che la foca monaca è un’assidua frequentatrice dell’arcipelago pontino: Ponza è un ecosistema che durante l’estate è particolarmente sotto pressione, ciononostante ospita la foca monaca, e proprio la conoscenza di questi dati attraverso lo strumento Telepass ci può aiutare a fare il meglio per l’ambiente”.
Si avvia così, oggi, la fase due della sperimentazione di Telepass Mare, secondo il suo amministratore delegato “un’opportunità concreta per rendere anche il turismo nautico più consapevole e rispettoso della natura e il primo passo verso una rete di mobilità costiera più sostenibile, intelligente e connessa, a beneficio sia dei viaggiatori che dei territori. Dopo Ponza, vogliamo replicare il modello su scala nazionale e, in prospettiva, aprirlo al bacino del Mediterraneo”. L’azienda, in questa nuova fase, guarda a oltre 500 mila imbarcazioni e 100 mila ormeggi in Italia e punta al Mediterraneo con 48 milioni di potenziali utilizzatori. Grazie a Telepass, quando il progetto sarà esteso, si potrà disporre di dati fondamentali per le politiche di conservazione degli ambienti marini, con un potenziale scientifico di ricerca ancora del tutto inesplorato, e certamente si potrà aiutare ancora di più la foca monaca.
di ROMINA CIUFFA
