LA CUCINA ITALIANA LA SCRIVE MOGOL, LA CANTA AL BANO

18 settembre 2025. Lo sanno tutti che la cucina italiana è patrimonio dell’umanità., lo sanno un locale su cinque nel mondo per un giro di 251 miliardi l’anno, lo sanno i turisti e, prima di loro, lo sanno gli stessi italiani che la esaltano e si esaltano (dice Al Bano: “Fa bene l’italiano ad esaltarsi”). Ora lo sa anche l’Unesco che, a breve, dovrà decidere se riconoscerla formalmente tra i suoi campioni. La cucina italiana è oggi, infatti, candidata a divenire ufficialmente patrimonio dell’umanità, e questo percorso è accompagnato dalla musica: testi di Mogol e del suo amico Oscar Prudente, voce di Al Bano e dei bambini del nuovissimo Coro di Caivano, guidati da Frate Giampaolo Cavalli (direttore di Antoniano-Opere Francescane) nonché del Coro dell’Antonianovideo di Gaetano Morbioli. Infatti, con il brano “Vai Italia”, si è dato vita ad un progetto multidimensionale che tocca più sensi, dal gusto all’udito, per presentare la cucina italiana e, nel contempo, togliere dalle strade di Caivano i piccoli cantori. La decisione verrà presa il 10 dicembre a Nuova Delhi, in India.

 

(Giampaolo Cavalli, Mogol, Gianmarco Mazzi, Al Bano, Fio Zanotti)

Il sottosegretario di Stato alla Cultura Gianmarco Mazzi presenta questo connubio tra cucina e musica ricordando la necessità che la tavola italiana sia salvaguardata dal nemico della contraffazione: “Abbiamo il problema dei prodotti contraffatti, che hanno una distanza siderale di qualità e smuovono circa 120 miliardi di euro l’anno. Nel mondo le più grandi denominazioni dei nostri vini sono addirittura vendute in una polvere da mettere nella bottiglia con l’acqua, e ne è anche fornita l’etichetta: questo va combattuto, e di certo il successo di questa candidatura può essere un volano per la tutela dei nostri prodotti”. Quella italiana sarebbe la prima cucina al mondo ad avere tale riconoscimento: ci sono, infatti, porzioni di cucine di altri Paesi che hanno il titolo di patrimonio dell’umanità, ma nessuna è stata riconosciuta nella sua totalità, come accadrebbe alla nostra. Specifica: “Abbiamo pensato fosse utile avere una canzone legata a questa cultura e ci siamo rivolti al Maestro Mogol e ad Al Bano, affiancandoli ai bambini di Caivano, sessanta piccoli coristi che sono stati strappati dalla criminalità napoletana per essere immessi, dal 2023, all’interno del circuito del Piccolo Coro dell’Antoniano”. 

 

(Gianmarco Mazzi, Sottosegretario alla Cultura)

La presentazione di “Vai Italia” rappresenta un momento centrale nella campagna di valorizzazione della tradizione gastronomica nazionale, riconosciuta nel mondo come espressione culturale, storica e identitaria del Paese. L’iniziativa mira a sottolineare il valore della cucina italiana come patrimonio collettivo, da tutelare e trasmettere alle future generazioni.

(Al Bano e Mogol)

Mogol dichiara: “Ho scritto questa canzone con Oscar Prudente, un mio caro amico, per ringraziare l’Italia, il più bel Paese del mondo; poi, ho avuto la fortuna di parlare con Gianmarco Mazzi e abbiamo potuto realizzare un brano che per qualche anno era rimasto fermo, ed ora esce in occasione di questo evento. È piaciuta a tutti coloro che hanno partecipato al progetto e sono felice l’abbiano voluta tradurre in musica e filmato. Mi farebbe molto piacere che incrementasse l’affetto per il nostro Paese perché questo è il fine per il quale l’ho scritta, e spero che il nostro messaggio arrivi a tutti”. 

(Mogol)

Prosegue Al Bano: “Siamo stati lieti di accogliere questo progetto propostoci dal Ministero della Cultura. Ho conosciuto Mogol moltissimi anni fa, è stato lui a scrivere la prima canzone che io abbia cantato. È stata una splendida esperienza, tanto nell’idea quanto nella sua realizzazione, inclusa la partecipazione ad un video tanto emozionante: ritornare in mezzo ai bambini fa tornare un po’ bambini e cantare con loro è stata una fantastica esperienza. Che l’Italia vinca questo premio, ce lo meritiamo. Apprezziamo il nostro Paese per la bellezza, un patrimonio che va aiutato, condiviso, esportato, senza grilli per la testa ma facendo diventare una realtà il bello. Difendere le proprie radici è un dovere di ognuno di noi. Penso che l’Impero romano di Roma non sia ancora finito, ma prosegua anche spiritualmente”. 

 

(Al Bano)

Ha spiegato Frate Giampaolo Cavalli: “Il collegamento  con questo progetto assume anche un valore particolare per noi, perché l’Antoniano, a Bologna e in altre realtà in Italia, ogni giorno è impegnato per preparare del buon cibo nelle mense che accolgono le persone in difficoltà. L’incontro con Mogol, con Al Bano e con Fio Zanotti è stato una grande opportunità di collaborazione e di racconto, perché la bellezza si crea insieme”. Un’avventura indimenticabile, questa, anche per il produttore musicale Fio Zanotti.

(La tavolata del video di “Vai Italia” con Mogol, Al Bano e tutti i coristi)

La benedizione arriva anche da Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura: “La musica sostiene la capacità di uscire dall’emarginazione. A Caivano ho visitato la scuola alberghiera ad Agraria, la quale ha tolto i ragazzi dalle strade e dai rischi della criminalità della camorra. Ringrazio per questo la preside di quella scuola che, rischiando anche la vita, ogni giorno andava a prendere i ragazzi che le famiglie non volevano mandare a scuola. Questo tipo di modello di istruzione è corretto”. Prosegue il ministro: “Dobbiamo creare ricchezza, lavoro, sviluppo anche nobilitando la nostra grande cucina italiana, rappresentandola come biglietto da visita che racconta quello che siamo. Il simbolo della candidatura è un braccio, quello della ristorazione, di cuochi, personale di sala, contadini, allevatori, pescatori, frutto di contaminazioni millenarie di tutte le culture del pianeta che sono entrate in contatto con un piccolo lembo di terra chiamato Italia, e che noi abbiamo trasformato in quel Made in Italy che significa bello, buono, di qualità”

di ROMINA CIUFFA

 

 

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