Torna il Festival della Comunicazione, alla sua dodicesima edizione (dall’11 al 14 settembre) in uno dei più caratteristici borghi liguri, la piccola Camogli nella città metropolitana di Genova. Il tema portante quest’anno è l’ispirazione che, a sua volta, si ispira ad Umberto Eco e porta sul palco benessere, libertà e progresso. Diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, invita scrittori, divulgatori, imprenditori, storici, economisti, scienziati, artisti ed altre categorie di comunicatori a parlare dinanzi al Mar Tirreno.
Il Festival sarà inaugurato da Alessandro Barbero con “Una lezione di Storia”. Più avanti sarà il turno di Aldo Cazzullo con “Francesco, il primo italiano”; lo storico riceverà il Premio Comunicazione 2025 per la sua capacità di reinterpretare il giornalismo contemporaneo cucendo abilmente informazione e divulgazione. Altrettanto utili saranno gli incontri “Il prezzo della pace” con Paolo Mieli, “Codice di guerra. L’etica nella difesa” con Mariarosaria Taddeo e “Memorie taciute” con Michela Ponzani, insieme a dialoghi come quelli tra Franco Cardini con Mirella Serri e Miguel Gotor con Giovanni Bianconi. Gherardo Colombo ed Emanuele Felice con “L’Italia e il ritorno delle autocrazie” parleranno delle possibilità italiane e di margini d’azione nella crisi dell’Occidente, mentre interverranno, tra gli altri, Guido Barbujani e Telmo Pievani con “I colpi di fortuna della scienza”, Silvia Ferrara e Mario Tozzi con “I segni dei Sapiens”, Giorgio Manzi con “L’ispirazione di chiamarlo Australopithecus”, Antonella Viola con “Come Darwin dormiva e Freud sognava”, Piergiorgio Odifreddi insieme a Luca Bottura con “Una vita di incontri straordinari”, Ivano Dionigi con Giorgio Manzi in “Un’ispirazione condivisa: la scuola avamposto civile del Paese” e Silvano Fuso con Marco Pruni in “Un viaggio ispirato tra scienza e illusione”, oltre a moltissimi altri.
“Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di ciò che accende la mente e riscalda lo sguardo: visioni che ci spingano a uscire dalla paralisi della paura e dall’inerzia della rassegnazione”, spiegano Bonsignorio e Singer. “L’ispirazione non è evasione, ma un atto di responsabilità: ci richiama all’azione, alla possibilità concreta di contribuire al cambiamento. È forza vitalizzante che impedisce alle nostre esistenze di ristagnare. Il Festival rinnova energia e legami, è un’esperienza collettiva di pensiero e creatività, dove ogni incontro, ogni parola, ogni gesto condiviso diventa un’occasione per ritrovare fiducia e orientamento, proprio mentre il mondo sembra averli smarriti”.
Per il sindaco di Camogli Giovanni agnelli, “per la qualità dei relatori, gli argomenti trattati e l’efficacia della macchina organizzativa, Il Festival della Comunicazione ha la capacità di calamitare, di anno in anno, l’attenzione del grande pubblico e di attirare anche numeri importanti sotto il profilo turistico”.