25 MILIONI DI EURO PER IL MUSEO DELLE NAVI ROMANE

Dovrebbe costare 25 milioni di euro la realizzazione del Museo delle navi romane nelle strutture degli Arsenali Medicei, sui lungarni pisani, progettata da Bocconi Ask dell’università Bocconi di Milano con la collaborazione della Scuola Normale Superiore Sant’Anna di Pisa e con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio della città. Lo prevede uno studio commissionato dalla stessa Bocconi Ask sulla possibilità di creare a Pisa un’esposizione permanente delle antiche navi tornate alla luce durante gli scavi effettuati nell’area di San Rossore, che dovrebbe attrarre annualmente l00 mila visitatori. I 25 milioni di euro sarebbero spesi nel restauro di una superficie di 5.100 metri quadrati degli Arsenali stessi, parte dei quali verrebbe dotata di avanzate tecnologie multimediali: altri 560 metri quadrati ospiterebbero mostre temporanee e altrettanti sarebbero adibiti a giardino.

La ristrutturazione dell’area, che costituisce un modello di archeologia industriale affacciato sul fiume, avverrebbe tra il 2005 e il 2008; l’apertura al pubblico nel 2009, i visitatori previsti sono circa 100 mila l’anno. Nella realizzazione del progetto, oltre ai finanziamenti di enti pubblici e privati, Stato, Regione ed enti locali, occorrerà coinvolgere i privati. Ottimamente conservati, i resti delle antiche imbarcazioni e dei loro carichi vennero alla luce nel dicembre del 1998 a poco più di 500 metri da piazza del Duomo, durante i lavori delle Ferrovie dello Stato per la linea ad alta velocità. Recentemente eletto presidente Ask Bocconi, l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco, appassionato d’arte, è entrato a far parte del Centro di ricerca di economia e gestione delle istituzioni e delle iniziative culturali dell’ateneo milanese.

Obiettivo del centro è il lancio di nuovi progetti: oltre alla creazione del museo per le navi romane riemerse dagli scavi di San Rossore, sono in programma un’analisi e una valutazione dei benefici economici e sociali derivanti dalla ristrutturazione della cittadella di Bam in Iran, eseguite per conto della Banca Mondiale, e uno studio di fattibilità per il nuovo museo d’arte contemporanea di Milano all’Hangar Bicocca.

«L’ingresso di Fresco nella squadra del centro Ask sottolinea la grande attenzione della Bocconi nei confronti della gestione e valorizzazione del patrimonio e delle industrie culturali–osserva Angelo Provasoli, rettore dell’ateneo milanese–. Con un patrimonio culturale di 23.741 immobili, un fatturato di quasi 21 miliardi di euro per il turismo culturale pari a un quarto del totale del comparto del turismo, una spesa pubblica per i beni e le attività culturali di 3.314,2 milioni di euro, l’industria culturale italiana e i centri di ricerca che la sostengono, come Ask Bocconi, necessitano in primo luogo delle migliori risorse umane, da un punto di vista sia culturale-scientifico sia manageriale, come il caso di Fresco».

Sotto la direzione di Stefano Baia Curioni, direttore del corso di laurea specialistica in economia e management per le arti, la cultura e la comunicazione della Bocconi, intorno al centro Ask operano due principali aree di intervento dotate di 30 ricercatori esperti in tradizioni e produzioni artistiche e culturali, editoria, informazione, televisione, radio e cinema. L’attenzione dei ricercatori è anche rivolta ai settori della valorizzazione urbana e territoriale, dello spettacolo, della moda e del design, settori correlati a quelli del patrimonio e dell’industria culturali. Progetti e ricerche che Ask porta avanti anche grazie ad alleanze e collaborazioni che in poco più di un anno dalla sua fondazione ha stretto con istituzioni italiane e straniere quali Normale di Pisa, Sciences Po di Parigi ed altre scuole e università. «Non sono un teorico dell’economia né un critico o uno studioso d’arte. Ad Ask darò la mia pluridecennale esperienza di manager e la mia passione per l’arte», commenta Paolo Fresco

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