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Il vertice operativo della Difesa

Il vertice operativo della Difesa è rappresentato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa. La configurazione della carica e le sue attribuzioni derivano dai principi stabiliti dalla Legge 18 febbraio 1997 n. 25 sui vertici militari.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa. È un Ufficiale dell’Esercito, della Marina o dell’Aeronautica che, all’atto della nomina, riveste il grado di Tenente Generale, Ammiraglio di Squadra o Generale di squadra Aerea in servizio permanente; è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Difesa, da cui dipende direttamente e di cui è l’alto consigliere tecnico-militare. A lui risponde dell’attuazione delle direttive ricevute. È gerarchicamente sovraordinato ai Capi di Stato Maggiore di Forza Armata e, per quanto attiene alle attribuzioni tecnico-operative, al Segretario Generale della Difesa, e fa parte, in qualità di membro di diritto, del Consiglio Supremo di Difesa. In caso di assenza, impedimento o vacanza della carica, il Capo di Stato Maggiore della Difesa è sostituito dal più anziano in carica tra i Capi di Stato Maggiore di Forza Armata.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, come già accennato, dipende direttamente dal Ministro, ha alle proprie dipendenze i Capi di Stato maggiore di Forza armata e, per quanto riguarda le attribuzioni tecnico-operative, il Segretario Generale della Difesa. Tale rapporto di dipendenza deriva dal fatto che egli, in base alle direttive impartite dal Ministro, è responsabile della pianificazione, della predisposizione e dell’impiego delle Forze Armate nel loro complesso: per tali attività dispone di uno Stato Maggiore e si avvale di un Comando Operativo di Vertice Interforze.
È tenuto a predisporre, sentiti i Capi di Stato Maggiore di Forza Armata, la pianificazione generale finanziaria e quella operativa interforze, nonché a definire i conseguenti programmi tecnico-finanziari. In modo particolare, esercita il controllo operativo dei fondi destinati al settore investimento e al settore funzionamento, al fine di definire le priorità delle esigenze operative e dei relativi programmi nel primo caso, e di stabilire i criteri di massima nel secondo, sempre nel quadro della migliore utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili.
Nel settore investimento emana le direttive volte alla realizzazione dei singoli programmi e all’assegnazione dei relativi mezzi finanziari. Nel settore funzionamento esercita l’impiego operativo dei fondi destinati ai singoli enti direttamente dipendenti, assegnando loro i relativi mezzi finanziari. In ogni caso, il controllo operativo rimane di esclusiva competenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dato che allo stesso spetta la predisposizione della pianificazione generale finanziaria e di quella operativa interforze.
In particolare, per controllo operativo dei fondi si intende l’attività direttiva intesa a valutare ed armonizzare i programmi con le risorse finanziarie nelle loro reciproche influenze, in rapporto agli obiettivi da realizzare, nonché a seguire, nelle sue linee generali, l’andamento dei programmi per disporre, durante l’esercizio, eventuali provvedimenti correttivi in relazione a possibili eccedenze o carenze di fondi nei vari settori, oppure nuove esigenze con elevato grado di priorità.
Al Capo di Stato Maggiore della Difesa sono attribuite anche tutte le attività inerenti alla struttura e all’organizzazione tecnico-operativa delle Forze Armate, nonché l’adozione delle misure riguardanti l’impiego del personale militare (o anche civile) in ambito interforze, internazionale o presso altri dicasteri.
In tale contesto, spetta al Capo di Stato Maggiore della Difesa fornire indicazioni al Ministro in merito alla nomina del Segretario Generale, dei Capi di Stato Maggiore di Forza Armata nonché in merito alla destinazione negli incarichi di Forza Armata dei Tenenti Generali e gradi corrispondenti.
Sottocapo di SMD. Viene nominato con decreto del Ministro della Difesa, su indicazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa che coadiuva nell’esercizio delle attribuzioni conferitegli. È scelto tra gli Ufficiali con grado di Tenente Generale, Ammiraglio di squadra o Generale di squadra aerea in servizio permanente effettivo. Ricopre la carica di Presidente del Consiglio Tecnico Scientifico della Difesa. Il Sottocapo regge lo Stato Maggiore della Difesa, che è ordinato di massima in Reparti e Uffici Generali, competente per la pianificazione, coordinamento e controllo nei vari settori di attività. È composto da tre Uffici generali - Pianificazione Programmazione e Bilancio, Affari Giuridici, Sanità Militare -, e da 6 Reparti: Personale, Informazioni e Sicurezza, Politica Militare e Pianificazione, Logistica e Infrastrutture, Affari Generali, Sistemi C4I e Trasformazione.
Comando Operativo di vertice Interforze (COI). È il Comando del Capo di Stato Maggiore della Difesa attraverso il quale egli pianifica, predispone e dirige le Operazioni nonché le esercitazioni interforze e multinazionali e le attività connesse. Sviluppa le metodologie per la simulazione degli scenari strategici e operativi, analizza le attività traendone ammaestramenti ed elaborando correttivi. Fornisce il contributo all’elaborazione della dottrina Nato e di altre Organizzazioni internazionali. È comandato da un Flag Officer a tre stelle, comprende un Vice Comandante ed è articolato in uno Stato Maggiore retto da un Flag Officer a due stelle, e in tre Reparti con ciascuno a capo un Flag Officer a una stella.
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Costituito il 1° dicembre 2004 con lo status di Reparto Incursori paracadutisti interforze, è alle dipendenze del Capo di SMD ed ha competenza per le operazioni condotte da 4 unità di Forze Speciali appartenenti alle tre Forze Armate e all’Arma dei CC, e destinatarie di una specifica Missione Interforze loro assegnata dal Capo di SMD. In particolare, il riferimento è al 9° Reggimento d’Assalto paracadutisti «Colonnello Moschin», Gruppo Operativo Incursori del Comsubin, 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare e del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri per le esigenze della Difesa.
Il COFS è un Comando proiettabile, recentemente validato dalla Nato quale Comando di Componente per le Operazioni Speciali nel quadro dell’NRF (Nato Response Force). Tale risultato, di rilevanza storica, è stato conseguito nel corso del 2008 dopo un lungo, articolato, oneroso e complesso percorso addestrativo che ha portato le nostre Forze Speciali a confrontarsi con procedure e tematiche Nato di estrema complessità.
L’azione delle Forze Speciali viene normalmente integrata e potenziata da quella di alcune unità di supporto operativo, tra le quali meritano una citazione particolare il 26° Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali dell’Esercito, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti «Monte Cervino» e l’11° Reggimento Trasmissioni, tutt’oggi impegnati fianco a fianco degli incursori in Afghanistan.

 

del Col. VALTER CASSAR
Stato Maggiore Difesa
Ufficio Pubblica Informazione

Tags: Ministero della Difesa forze armate Difesa capo di stato maggiore

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