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CONTROLLI DEI REPARTI CARABINIERI TUTELA AGROALIMENTARE PER LA DIFESA DELL'INDICAZIONE GEOGRAFICA CERTIFICATA DOP E IGP

Nell’ultimo mese i Carabinieri dei reparti Tutela Agroalimentare (R.A.C.) hanno proseguito i controlli nel settore dei prodotti ad indicazione geografica certificati D.O.P. e I.G.P.; l’attività ha interessato l’Italia intera.

In particolare, il reparto CC Tutela Agroalimentare di Torino, nelle provincie di La Spezia e Pavia, ha accertato presso panifici, pizzerie e ristoranti numerose violazioni al disciplinare di produzione della “focaccia di Recco col formaggio I.G.P.”, elevando sanzioni amministrative a carico dei rispettivi titolari per complessivi 28.000 euro.

Il reparto CC Tutela Agroalimentare di Parma ha sequestrato in via amministrativa in provincia di Trento e Bolzano, presso aziende produttrici e punti vendita, 1.453 kg di prodotti carnei a base di speck, per un valore di mercato di 13.600 euro, poiché evocavano indebitamente l’indicazione geografica protetta “speck Alto Adige I.G.P.” mentre nella provincia di Parma, presso un prosciuttificio, 24 prosciutti (300 kg) per un valore di oltre 1300 euro, avendo riscontrato violazioni al disciplinare di produzione del “prosciutto di Parma D.O.P.”, in quanto nei documenti certificativi non era riportata la data di nascita dei suini utilizzati. Sono state elevate complessivamente sanzioni amministrative per 21.500 euro.

Il reparto CC Tutela Agroalimentare di Roma ha accertato che a Roma in due ristoranti fosse falsamente dichiarato nei menù l’impiego quali ingredienti di “parmigiano reggiano do.p.”, “mozzarella di bufala campana d.o.p.” e “gorgonzola d.o.p.”, risultati invece essere, rispettivamente, altro formaggio a pasta dura, mozzarella di latte misto e formaggio erborinato tedesco. I due titolari sono stati denunciati all’A.G. per tentata frode in commercio;

nelle province di Napoli e Caserta, a seguito di controllo presso due caseifici, la commercializzazione di mozzarelle di latte misto (bufalino e vaccino) falsamente indicate come “mozzarella di bufala campana D.O.P.”. In uno dei due caseifici veniva inoltre rinvenuta ricotta di bufala occultamente addizionata con zucchero al fine di addolcirne il sapore e si procedeva al sequestro di circa 15 Kg di mozzarella di latte misto, 12 kg di zucchero raffinato, circa 26.000 confezioni in plastica per “mozzarella di bufala”, oltre 830 kg di sacchetti evocanti la dicitura “mozzarella di latte di bufala” e diverso materiale da imballaggio. Sono tre le persone denunciate all’autorità giudiziaria, a vario titolo, per frode in commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.

Infine, il reparto CC Tutela Agroalimentare di Messina, a seguito di controlli presso due imprese commerciali ubicate nelle province di Catania e Messina, ha accertato l’utilizzo non autorizzato e l’indebita evocazione, nella presentazione dei prodotti in vendita, della denominazione protetta “pistacchio di Bronte D.O.P.”, elevando sanzioni amministrative a carico dei rispettivi titolari per complessivi 9.000 euro.

Tags: agricoltura industria alimentare agroalimentare agricoltori alimentazione aziende agricole Carabinieri carne Aprile 2019

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