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A colloquio con Kairat Abdrakhmanov, ministro degli Affari esteri del Kazakhstan

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A causa della sua vicinanza alle potenze russa e cinese ma anche ad aree instabili come Afghanistan e Medio Oriente, il Kazakhstan ha sempre portato avanti una politica estera «multivettoriale», mantenendo buoni rapporti con più referenti politici ed economici.

Ha inoltre promosso un’integrazione economica nei Paesi ex Urss, culminata poi nel 2015 nell’Unione economica euroasiatica con Russia, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan. Nel 2015 è stato siglato un nuovo accordo di cooperazione e partenariato rafforzato con l’Unione europea, nell’insieme primo investitore e partner commerciale del Paese.

Kairat Abdrakhmanov dallo scorso dicembre è ministro degli Affari esteri, dopo una carriera diplomatica che lo ha visto dal 2008 al 2011 rappresentante permanente all’Osce, del quale nel 2010 ne ha presieduto il Consiglio permanente; nel 2011 ambasciatore in Austria, dove ha rappresentato il Kazakhstan nelle organizzazioni internazionali con sede a Vienna; e nel gennaio 2014 rappresentante permanente presso le Nazioni Unite.

Interrogato sulle relazioni tra Kazakhstan e Italia, così si è espresso: «Potrei parlare per ore ed ore su tale relazione di amicizia e cooperazione molto produttiva e fruttuosa. L’Italia è un partner di primo piano per commercio e investimenti e non c’è bisogno di menzionare l’alto livello delle relazioni tra i nostri capi di Stato e vertici governativi, tra i quali c’è una sorta di chimica politica. Ma è ora giunto il momento di aprire nuovi orizzonti alla nostra cooperazione: non mi riferisco solo ai settori per cui l’Italia è già ampiamente nota, come il Made in Italy, ma apprezzeremmo anche che merci e articoli kazaki fossero esportati e a questo fine desidereremmo che l’Italia investisse non solo nel settore petrolifero o minerario, nei materiali grezzi, nelle merci e negli articoli che tradizionalmente si esportano dal Kazakhstan ma anche nello sviluppo e nella produzione industriali, nell’industria tessile, nella trasformazione dei prodotti alimentari, nell’agricoltura e in molti altri settori. Ecco quindi i nuovi orizzonti che citavo; le società italiane sono pertanto le benvenute.

Ulteriore crescente cooperazione è quella interparlamentare, con diverse attività multiformi non governative: l’ambasciata italiana in Kazakhstan è infatti una delle più attive. Sono ottimista e desidero che la nostra cooperazione raggiunga vette più elevate». In effetti questo Paese sta cercando da tempo di migliorare il clima per gli investitori stranieri, oltre che completare il percorso di ammodernamento di uno Stato che ha già fatto molto dall’indipendenza, percorso che il presidente Nazarbayev ha annunciato nel 2015 con il piano cosiddetto dei «100 passi» per implementare riforme e misure istituzionali che siano di supporto alla già consolidata strategia del Paese da qui al 2050. L’Italia è uno dei principali partner economici: il primo accordo per instaurare relazioni diplomatiche risale al 1992 mentre al 1994 risalgono una dichiarazione sulla cooperazione economica e un accordo per la promozione e la protezione degli investimenti, seguiti poi da un trattato di partenariato strategico nel 2009.

A proposito della presenza per il 2017/2018 in qualità di membro non permanente nel Consiglio di sicurezza Onu, il ministro si è congratulato per il seggio ottenuto per lo stesso biennio dall’Italia. «Un risultato raggiunto insieme: siamo pertanto molto felici di una cooperazione così completa e di tale visione comune che si esplica sui temi della sicurezza internazionale, sul mantenimento della pace, sulla prevenzione dei conflitti. Esistono molte situazioni critiche e la voce dell’Italia è profonda: abbiamo lo stesso approccio e siamo soddisfatti del nostro lavoro insieme».

  

 

a cura di Giosetta Ciuffa

Tags: Luglio 2017 Kazakhstan expo 2017 Eurasian Media Forum Astana Kairat Abdrakhmanov Nursultan Nazarbaev

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