FINMECCANICA 2016: LA ONE COMPANY ITALIANA PER AEROSPAZIO, DIFESA, SICUREZZA

Il 1° gennaio 2016 è una data storica per Finmeccanica, il primo gruppo industriale italiano ed uno dei maggiori operatori mondiali nel settore dell’alta tecnologia, guidato dal 15 maggio 2014 dall’amministratore delegato e direttore generale Mauro Moretti. Con l’inizio del nuovo anno l’azienda, che nel 2015 aveva ceduto tutte le attività secondarie relative al campo dei trasporti e dell’impiantistica industriale, si è infatti trasformata in una «One Company» operante esclusivamente nel comparto dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Il cambiamento delle mansioni ha comportato la centralizzazione dei sistemi di indirizzo e controllo, mentre la gestione delle attività è stata decentrata creando Divisioni dotate dei poteri per garantire una gestione integrale end-to-end del relativo perimetro di attività, con la conseguente piena responsabilità del conto economico di riferimento. Una sorta di organismo intermedio tra la corporate e le divisioni sono invece i Settori, organizzati ex novo e cui spettano compiti e funzioni di coordinamento.
Sono quindi diventate divisioni le ex società OTO Melara, Whitehead Sistemi Subacquei, Alenia Aermacchi, AgustaWestland, Selex ES. Per OTO Melara e Whitehead Sistemi Subacquei si è trattato di una fusione per incorporazione in Finmeccanica, mentre per Alenia Aermacchi, AgustaWestland e Selex ES si tratta di una scissione parziale. Attualmente è in fase di contrattazione e chiusura con le varie sigle sindacali il contratto degli oltre 54 mila lavoratori del gruppo, finora inquadrati in varie tipologie contrattuali e che usufruiranno di un unico contratto.
Lo scopo di questo processo di divisionalizzazione, annunciato nel giugno 2014, risponde a varie esigenze. Anzitutto, ad ottenere una maggiore efficienza del sistema di gestione da parte dell’azienda, aumentando il carattere di snellezza e coesione nella catena di comando e nella definizione delle linee strategiche, mentre dal punto di vista commerciale si è consolidato il ruolo competitivo aziendale sui mercati internazionali. Nei confronti di clienti e fornitori poi, Finmeccanica può fare leva su aree di leadership tecnologica e di prodotto rafforzate dall’appartenenza ad unico grande gruppo industriale.
Il modello di One Company si ispira, anche, a quanto compiuto dalle grandi società del settore internazionale già negli anni scorsi. Con questa operazione sono nati quattro Settori: «Settore Elicotteri», «Settore Aeronautica» «Settore Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza» e «Settore Spazio»; e sette Divisioni: «Elicotteri», «Velivoli», «Aerostrutture», «Sistemi avionici e spaziali», «Elettronica per la difesa terrestre e navale», «Sistemi di difesa» e «Sistemi per la sicurezza e le informazioni».
Nel dettaglio delle divisioni, la «Elicotteri» si occupa di tutto ciò che è ala rotante; «Velivoli» racchiude i jet, i turboelica e le relative attività di addestramento; «Aerostrutture» è l’ambito nel quale si realizzano gli airframe, cioè le cellule del velivolo venduti specialmente a prime contractor internazionali; «Sistemi avionici e spaziali» riguarda l’elettronica di bordo ed i sistemi spaziali; «Elettronica per la difesa terrestre e navale» opera sull’elettronica di bordo delle navi e i sistemi di munizionamento e combattimento terrestre e navale; «Sistemi di difesa» comprende le attività sia subacquee sia terrestri; mentre ai «Sistemi per la sicurezza e le informazioni» è delegata, tra l’altro, la cyber-security.
Riguardo al nome, quello di Finmeccanica è nato nel 1948, e come conseguenza di questo nuovo corso, si è valutato di mutarlo a posteriori del cambiamento societario. Sul cambio del nome, l’amministratore delegato ha anticipato però che «sarà molto italiano, molto riconoscibile e semplice, la sintesi dell’ingegno italiano. Ma non lo sveleremo dal primo gennaio per ragioni commerciali perché prima dobbiamo farci conoscere come one company. Ci presenteremo non più come un’articolata congrega di aziende più o meno coordinate, ma con un’unica faccia capace di presentare un portafoglio di sistemi completo per far meglio vedere tutte le nostre capabilities».
Sotto il profilo economico e finanziario, i risultati al 30 settembre 2015 confermano il significativo miglioramento di Finmeccanica rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in linea con quanto già evidenziato nei precedenti trimestri e con gli obiettivi delineati nel Piano industriale 2015–2019. In particolare, l’azienda ha registrato una significativa crescita in termini di redditività, con un incremento a livello di EBITA pari quasi al 50 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2014, un EBIT quasi raddoppiato e un risultato netto positivo per 160 milioni di euro, di fronte a un risultato del 2014 negativo per 4 milioni di euro. L’incremento di risultato netto è ancora più significativo a livello di risultato ordinario (escludendo l’utile delle «discontinued operation»), che passa da un valore negativo di 54 milioni di euro ad un valore positivo di 150. Il titolo mantiene uno zoccolo duro di fiducia da parte degli investitori soprattutto internazionali e continua a seguire un ottimo andamento facendo segnare un rialzo di oltre  il 120 per cento da maggio 2015, data di insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, tanto che già la scorsa primavera Moretti così commentava: «Il piano di Finmeccanica sta funzionando come previsto. L’ho presa a 5,65 ed ora è verso i 12 euro».
Nel settore elicotteristico Finmeccanica può vantare solide capacità industriali e di sviluppo tecnologico in grado di porla tra i protagonisti in questo campo a livello mondiale. Partendo dal monomotore leggero SW-4 fino alle 16 tonnellate dell’AW101, l’offerta di Finmeccanica-AgustaWestland è in grado di soddisfare ogni esigenza e di coprire ogni missione anche grazie all’alto grado di personalizzazione che l’azienda offre ai propri diversi clienti. Finmeccanica è l’unica azienda del settore ad offrire una famiglia di elicotteri di ultima generazione, con i modelli AW169, AW139 e AW189, che condividono una medesima filosofia progettuale, diversi componenti e un medesimo sistema di manutenzione e addestramento.
Oltre agli elicotteri più moderni oggi disponibili, Finmeccanica sta percorrendo strade alternative al volo verticale più convenzionale, attraverso lo sviluppo del primo convertiplano nel mondo per compiti commerciali e di pubblica utilità (l’AW609) e di elicotteri a controllo remoto, con i modelli SW-4 Solo ed Hero. Grazie alla combinazione unica delle elevate prestazioni dell’aeroplano in termini di velocità, quota e autonomia con la versatilità tipica dell’elicottero, il convertiplano è destinato a rivoluzionare lo scenario aeronautico mondiale.
Nel settore «Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza» Finmeccanica, attraverso Selex ES, svolge importanti attività come uno dei principali partner industriali del programma Nato «Alliance ground surveillance» (Ags). Nel dettaglio, si tratta di un sistema, avviato nel 2012, basato su droni, apparati di terra e strutture di supporto alle missioni, in grado di acquisire dati e informazioni e assicurare così la sorveglianza in tempo reale di ampie zone di terra in ogni condizione ambientale e meteorologica. Il programma rappresenta un’ulteriore applicazione di successo delle capacità di Finmeccanica nei sistemi senza pilota (UAS-Unmanned Aerial System) e nei relativi equipaggiamenti di terra e di bordo. Finmeccanica-Selex Es fornisce due stazioni di terra, le comunicazioni tra la componente terrestre e i velivoli senza pilota nonché le attività di supporto.
Nel settore dell’aeronautica Finmeccanica, oltre ai velivoli da difesa, addestramento e trasporto tattico, considera un asset basilare gli aerei di nuova generazione «unmanned», cioè senza pilota a bordo. Questo segue un’indicazione di tendenza del mercato sempre più attento ai costi ed ai risparmi, sia in campo militare che civile. Il pilota in realtà ci sarà sempre, ma opererà a terra alla consolle e questo comporterà un adeguamento di tutta la linea di produzione e delle tecnologie. Sull’argomento Moretti ha recentemente sottolineato: «Siamo sicuri che prima del 2030 tutto quello che è con pilota a bordo non ci sarà più. Da questo inarrestabile processo non possiamo stare fuori e lo dobbiamo operare con la giusta visione, per poi traslare questo sistema nei settori marittimo e terrestre».
Nel nuovo anno l’alta tecnologia Finmeccanica punterà su Marte: dopo la missione Mars Express del 2003, l’Europa torna nello spazio con l’ambiziosa missione ExoMars 2016, che la prossima primavera lancerà nello spazio il modulo TGO (Trace Gas Orbiter) per poi raggiungere l’orbita di Marte e poter così indagare la presenza nell’atmosfera di gas quali potenziali indizi di una vita attiva sul pianeta. Poco prima di raggiungere l’orbita, verrà rilasciato il modulo EDM (Entry and Descent demonstrator Module) contenente la stazione meteo ed altri strumenti. Previsto nel 2018 un secondo lancio che porterà un Rover sul pianeta rosso. Il programma ha assegnato a Thales Alenia Space (Thales 67 per cento, Finmeccanica 33 per cento) la leadership della missione oltre alla responsabilità complessiva di tutti gli elementi. Per ExoMars 2016, Thales Alenia Space ha realizzato nel proprio stabilimento di Torino il modulo EDM contenente la stazione meteo ed altri strumenti.
Finmeccanica contribuisce poi con la fornitura dei generatori fotovoltaici, di due unità (PCU, Power Control Unit, e PCDU, Power Control and Distribution Unit) per la trasformazione e la distribuzione della potenza elettrica agli utilizzatori del satellite, e di due schede di distribuzione della potenza elettrica per l’unità CTPU (Central Terminal and Power Unit) montata sul modulo EDM, sviluppati nel sito di Nerviano. Nello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) l’azienda ha invece realizzato i sensori di assetto stellari (AA-STR) per il TGO e il cuore optronico dello strumento di osservazione CASSIS. Per il secondo lancio del 2018, oltre ai pannelli fotovoltaici per l’alimentazione del veicolo spaziale e del Rover, Finmeccanica realizzerà, con il finanziamento dell’ASI, la speciale trivella con cui per la prima volta l’umanità scaverà nel sottosuolo di Marte ad una profondità che potrebbe conservare tracce di vita passata o presente.
Sempre in ambito aerospaziale, Finmeccanica ha avuto un ruolo di primo piano fin dall’inizio, nel 2003, del programma di navigazione europeo Galileo, promosso dalla Commissione Ue e realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) con il significativo contributo italiano dell’ASI, progetto che, a dicembre scorso, ha lanciato nello spazio l’11/o e il 12/o satellite della costellazione. Il compito di Galileo è creare un laboratorio permanente per il sistema di navigazione satellitare europeo, un sistema non soggetto alle limitazioni o interruzioni tipiche di altri sistemi pensati per scopi militari, a cominciare dall’americano GPS (Global positioning system) e con potenzialità di impiego straordinarie in quasi tutti i settori: energia, trasporti terrestri marittimi e navali, sicurezza, agricoltura, finanza.
Tra le attività di rilievo della «nuova» Finmeccanica in campo spaziale rientra anche la geoinformazione, attività svolta attraverso e-Geos (partecipato al 20 per cento dall’ASI e all’80 per cento da Telespazio), leader nel settore dell’osservazione della Terra. Tra i servizi applicativi, il monitoraggio per la tutela ambientale, mappe a sostegno della gestione delle catastrofi naturali, prodotti specializzati per la difesa e l’intelligence, l’individuazione di fuoriuscite di petrolio in mare e il rilevamento delle navi per la sorveglianza marittima, nonché la cartografia tematica per l’agricoltura e per la silvicoltura.  

 

I capisaldi di Finmeccanica


TECNOLOGIA
Facendo leva sull’applicazione duale delle tecnologie, il Gruppo Finmeccanica è in grado di progettare e realizzare prodotti, sistemi, servizi e soluzioni integrate destinati sia al comparto della difesa, sia a committenti pubblici e privati del comparto civile, in Italia e nel resto del mondo. Alla base del suo successo internazionale c’è una tecnologia fatta di eccellenza e di innovazione continua nella quale investe ogni anno circa l’11 per cento dei propri ricavi in attività di ricerca e sviluppo, concentrando l’attenzione sullo sviluppo di piattaforme e tecnologie ad uso civile e militare. L’impegno nell’innovazione continua fa parte della storia industriale di Finmeccanica che, grazie alla preziosa eredità di saperi e conoscenze delle aziende che in essa sono confluite nel corso degli anni, ha acquisito un importante patrimonio tecnologico, realizzando prodotti all’avanguardia e in grado di competere sui mercati internazionali, in linea con i requisiti dei propri clienti. Finmeccanica guida la classifica delle imprese italiane che investono in alta tecnologia. È il terzo gruppo mondiale per investimenti in Ricerca e Sviluppo nel settore dell’Aerospazio e Difesa e il 61esimo in totale (fonte: The EU Industrial R&D Investment Scoreboard 2014, pubblicazione della Commissione Europea). Grazie alle competenze maturate nell’alta tecnologia, l’azienda partecipa ai più innovativi programmi di ricerca europei, come, tra gli altri, Clean Sky e SESAR.

GRUPPO GLOBALE
Forte di oltre 54mila dipendenti, di cui 41 per cento all’estero, Finmeccanica è un gruppo dalla vocazione internazionale, che affonda le proprie radici in una solida tradizione industriale. La sua presenza globale conta su una rete molto estesa di aziende controllate, joint venture, partnership e collaborazioni industriali di livello internazionale. L’eccellenza tecnologica dei propri prodotti ha fatto di Finmeccanica un competitore globale e un partner affidabile in molti importanti progetti a livello internazionale. SuperJet 100, Eurofighter, B787 Dreamliner, ATR, Joint Strike Fighter, Galileo, Stazione Spaziale Internazionale, FREMM, NH90, NATO AGS: sono solo alcuni esempi delle collaborazioni che Finmeccanica porta avanti con i più importanti player mondiali nel settore dell’Aerospazio e della Difesa.


Mauro Moretti

L’amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica, Mauro Moretti, è nato a Rimini nel 1953 e si è laureato con lode in Ingegneria Elettrotecnica all’Università di Bologna nel 1977, è amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica spa dal 15 maggio 2014. Ha cominciato la carriera nel 1978 vincendo il concorso pubblico per ruoli direttivi dell’Azienda autonoma Ferrovie dello Stato. Da allora ricopre numerosi incarichi in vari settori di attività tra i quali quello di responsabile della Divisione Sviluppo tecnologico (1993); amministratore delegato di Metropolis spa, immobiliare di FS (1994); direttore dell’Area strategica di Affari «Materiale rotabile e trazione» (1996); direttore dell’Area strategica di Affari «Rete» (1997).
Nel 2001 amministratore delegato di RFI-Rete Ferroviaria Italiana spa. Nel 2006 viene nominato amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che diventeranno poi, sotto la sua guida, Ferrovie dello Stato Italiane. Nell’arco degli otto anni della sua gestione (2006-2014) mette a segno, nel 2008, il primo risultato utile consolidato della storia del Gruppo Ferrovie dello Stato, che sarà confermato nei successivi 5 anni di mandato; nel 2009 porta a compimento il grande progetto italiano della Ferrovia ad Alta Velocità e lancia il Frecciarossa, destinato a diventare uno dei brand più conosciuti e di successo del made in Italy; avvia il programma di ideazione e realizzazione delle moderne stazioni di nuova generazione, firmate dai più famosi architetti al mondo: quelle di Torino Porta Susa e Roma Tiburtina sono i primi esempi portati a compimento. È stato anche presidente di Italferr spa dal 2007 al 2010 e di Grandi Stazioni spa dal 2008 al 2014.
Numerosi gli incarichi: è presidente dell’Associazione europea delle industrie dell’Aerospazio e della Difesa (ASD) da marzo 2015, presidente dell’Italy-Japan Business Group da settembre 2015, presidente onorario dell’Aiad, Federazione delle aziende italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza da luglio 2014, nonché presidente della Fondazione FS dal 2013. Tra le onorificenze si ricordano quelle di Cavaliere del Lavoro (2010) e la Laurea Honoris Causa in Ingegneria meccanica dell’Università di Cassino (2005).
Tra le altre cariche attualmente ricoperte, si ricordano quelle di membro del Consiglio generale di Confindustria (già Giunta di Confindustra) da ottobre 2006 e del Consiglio generale dell’Unione Industriali di Roma e Lazio da maggio 2015, nonché presidente della Fondazione Ricerca e Imprenditorialità da febbraio 2015. Moretti è stato inoltre componente elettivo del Consiglio direttivo di Confindustria (dal 2012 al 2014), vicepresidente dell’Unione Industriali di Roma e Lazio (dal 2011 al 2012), vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli (dal 2010 al 2014) e presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (dal 2004 al 2014). In ambito internazionale, numerose le cariche assunte: tra esse  quella di vicepresidente dell’UIC, organizzazione mondiale delle imprese ferroviarie (Union Internationale des Chemins de Fer) dal 2009 al 2014; di presidente dell’European Management Committee dell’UIC dal 2013 al 2014; di presidente della Community of European Railway and Infrastructure Companies) dal 2009 al 2013; e di Co-Chairman dell’Italian Egyptian Business Council dal 2012 al 2014.   

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