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Marina militare - PRESENTATO AL BIG BLUE 2014 il “Programma Operativo Nazionale Port and Coastal Survey” Pon-Pacs

Il Pattugliatore d’altura Foscari

Dal 12 al 16 febbraio la Marina Militare ha partecipato all’ottava edizione del Big Blu, il salone internazionale della nautica e del mare, per manifestare attraverso la propria presenza l’importanza che la forza armata dedica allo sport, in particolare allo sport velico e alla tutela dell’ambiente marino. A tale scopo, è stata esposta una deriva olimpionica 470 utilizzata dall’atleta mondiale Gabrio Zandonà, un vogatore, modelli di barche a vela, una lavagna interattiva ed un Veicolo Subacqueo Autonomo (AUV) per il monitoraggio ambientale e alcuni assetti del Programma Operativo Nazionale – Port and Coastal Survey. Lo scorso 13 febbraio, la Marina Militare, nell’ambito di una conferenza stampa al Big Blu ha presentato il progetto PON-PaCS.
La Marina Militare ha aderito al - Programma Operativo Nazionale (Pon) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) “Sicurezza per lo Sviluppo” – Obiettivo Convergenza 2007-2013 - il quale si propone di migliorare le condizioni di sicurezza, giustizia e legalità, per i cittadini e le imprese, in quelle regioni del sud Italia in cui i fenomeni criminali limitano fortemente lo sviluppo economico. Gli interventi sono finanziati per il 50% con risorse provenienti dal FESR e per il restante 50% con fondi nazionali assegnati al Mininterno.
Tra i vari obiettivi operativi del programma c’è il progetto Port and Coastal Survey (PaCS), il quale ha lo scopo di garantire il libero e sicuro utilizzo delle vie di comunicazione. In tale ambito, la sicurezza delle aree portuali e costiere riveste un’importanza prioritaria, essendo l’economia italiana fortemente dipendente dal traffico marittimo.
Esistono tutt’oggi residuati bellici inesplosi che costituiscono pericolo alla navigazione e alle attività di pesca e ricreative. Il progetto PaCS si propone di condurre l’attività di mappatura dei fondali di nove porti.
La fase attuativa del progetto sarà gestita dalla Marina Militare che con personale e mezzi specialistici condurrà l’individuazione e l’identificazione di contatti e il successivo inserimento nei data base, di tutte le informazioni acquisite durante le survey.
Il risultato contribuirà alla tutela dell’ambiente marino e aiuterà il contrasto alle attività illecite di smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli di elevata pericolosità che sono sempre più oggetto di rilascio in discariche abusive in mare.

 

Marina militare ed eni insieme: la flotta verde prende il mare

Navi militari eco-efficienti permetteranno di ridurre il consumo di derivati petroliferi, contribuendo al raggiungimento degli impegni internazionali assunti dall’Italia e dall’Unione europea sul contenimento di emissioni di inquinanti atmosferici e di gas serra, in accordo con le linee guida della Strategia energetica nazionale.

Con il programma di rinnovamento della Flotta recentemente avviato, la Marina Militare promuove l’eccellenza industriale italiana e il vantaggio competitivo in settori strategici come quelli dell’energia, della cantieristica, della motoristica e dell’automazione. Faranno parte della nascente Flotta Verde le nuove unità, attualmente in fase di progetto secondo i più innovativi criteri di eco design, e le unità in linea, con mirati interventi di qualificazione energetica.

La Marina Militare e l’Eni hanno presentato i risultati della sperimentazione del Green F76, gli obiettivi del progetto Flotta Verde e i programmi per i prossimi anni. Presente l'ingegnere Giacomo Rispoli, vicepresidente esecutivo del settore Ricerca, Sviluppo tecnologico e Progetti di Eni, che ha commentato: «L'Eni è lieta di partecipare con la Marina Militare Italiana a questo interessante progetto della Flotta Verde: siamo contenti del risultato dell’attività scientifica e della ricerca, poiché attraverso essa la Marina Militare Italiana è la prima in Europa a sperimentare operativamente il green diesel, in anticipo anche rispetto alla scadenza europea che prevede l’uso del 10 per cento di frazione bio entro il 2020», in linea con quanto detto dal segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen durante il Summit 2012 «trovare soluzioni comuni a problemi comuni». Ha condiviso la soddisfazione per il buon esito delle prove anche tutto il personale tecnico dell’Eni che ha assistito e supportato le prove e che ha commentato: «La sperimentazione di questo green diesel da parte della Marina Militare è un banco di prova di assoluta eccellenza, in quanto la quota bio utilizzata per la formulazione del combustibile ha toccato il 50 per cento».

 

Il gasolio navale verde

Il gasolio navale verde è una miscela formulata dalla Marina Militare con Eni, contenente il 50 per cento di F76 e il 50 per cento di frazione bio di seconda generazione, ottenuta da feedstock non in competizione col mercato alimentare. L'elevato contenuto di biocombustibile di nuova generazione è un risultato di eccellenza per il trasporto marittimo in generale. La produzione del gasolio navale verde avviene in Italia, nella bio-raffineria di Porto Marghera a partire da aprile 2014. La «biorefinery» di Venezia è il primo esempio nel mondo di raffineria petrolifera convertita per produrre biocarburanti da oli vegetali, anche di seconda e terza generazione: un risultato industriale con importanti ricadute sul territorio, che trasforma il tradizionale sistema della Raffineria in un nuovo ciclo «verde». I risultati delle prove sono eloquenti: il passaggio da un combustibile all’altro è avvenuto senza alcuna variazione delle prestazioni e dei parametri termodinamici dei motori di propulsione e dei generatori. La riduzione misurata delle emissioni di anidride carbonica e di emissioni inquinanti è in linea con le attese. Il nuovo prodotto è compatibile con le macchine e con i circuiti esistenti senza apportare alcuna modifica e senza adottare particolari accorgimenti. Il contrammiraglio Mario Culcasi, comandante delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera, ha evidenziato come «il passaggio al combustibile navale verde è stato trasparente, impercettibile, lo scenario a bordo non è per niente cambiato».

 

Il pattugliatore d’altura Foscari

Il  pattugliatore d’altura Foscari della Marina Militare è la prima unità della Flotta Verde e continuerà la propria attività operativa in mare impiegando il gasolio verde per i servizi di propulsione e generazione elettrica di bordo. Dopo aver sperimentato con successo, il 29 gennaio scorso, il nuovo carburante formulato da Eni e dalla Marina Militare, il pattugliatore Foscari ha imbarcato 30 metri cubi di green F76 che impiegherà nei prossimi mesi per l’attività operativa che sarà chiamata a svolgere. La sperimentazione continuerà per certificare le unità navali della base di Taranto. Navi militari eco-efficienti permetteranno in futuro di ridurre il consumo di derivati petroliferi, contribuendo al raggiungimento degli impegni assunti dall’Italia e dall’Unione europea in campo internazionale sul contenimento delle emissioni di inquinanti atmosferici e di gas serra, in accordo con le linee guida della Strategia Energetica Nazionale. Sono stati avviati i lavori per la definizione di un protocollo di sperimentazione del carburante avio formulato con il 50 per cento di green get fluel che si chiuderà con un volo sperimentale di prova.

 

Obiettivi del progetto

Gli obiettivi del Progetto Flotta Verde prevedono nel 2016 la Flotta Verde in navigazione: una formazione di unità navali operanti con il 50 per cento dell’energia da fonti alternative al petrolio; nel 2020 la riduzione del 40 per cento dei coefficienti di emissione di CO2 e inquinanti atmosferici della Squadra Navale rispetto ai livelli attuali.

Tags: Aprile 2014

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