Come garantirsi l’accesso a fonti energetiche affidabili, disponibili e pulite

Presentato lo scorso mese in Italia dall’Eni, il rapporto World Energy Outlook 2013 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE)  analizza le implicazioni sullo sviluppo economico mondiale e sulla sicurezza energetica internazionale, e suggerisce come garantirsi l’accesso a fonti energetiche affidabili, accessibili e pulite. Il documento, elaborato da quella che è ritenuta la più autorevole fonte di analisi dei mercati mondiali di energia e punto di riferimento per lo sviluppo delle politiche dei Governi e dei relativi programmi, si concentra anche sulle dinamiche del settore energetico in Brasile e nel Sud Est Asiatico, nonché sull’evoluzione della competitività economica delle diverse aree del mondo, in relazione alla disparità dei prezzi dell’energia.
Lo scenario in esso tratteggiato  prevede nel 2035 una crescita della domanda di energia pari a un terzo dei consumi attuali. A contribuire a questo aumento saranno soprattutto i Paesi asiatici, anche se la Cina subirà, dopo il 2020, un rallentamento della crescita economica e dunque della propria fame di energia: ad occupare le prime posizioni della graduatoria saranno invece l’India e altri Paesi del Sud Est asiatico.
Anche nel Medio Oriente i consumi cresceranno in maniera significativa: quest’area si attesterà come secondo principale consumatore di energia entro il 2020, e terzo consumatore di petrolio entro il 2030. Un cambiamento, questo, che ridefinirà il ruolo del Medio Oriente nel mercato energetico globale. Il Brasile continuerà ad avere il mix energetico più verde del mondo, e questo nonostante l’aumento dell’80 per cento nel consumo di energia nel 2035 e il suo ruolo sempre più significativo come produttore di petrolio.
Di conseguenza operare per ridurre le conseguenze degli alti prezzi dell’energia non significa ridurre gli sforzi per intervenire sul fronte del cambiamento climatico. Secondo le stime, le emissioni di CO2 legate alla produzione di energia cresceranno del 20 per cento entro il 2035: questo significherebbe per il pianeta rischiare di raggiungere un aumento della temperatura fino a 3,6 gradi centigradi, decisamente oltre il livello di guardia fissato dalla comunità scientifica internazionale a 2 gradi centigradi.
Infine il rapporto sottolinea l’importanza di un’accurata definizione dei sussidi alle rinnovabili, che sono invece aumentati a 101 miliardi di dollari nel 2012 rispetto agli 88 miliardi del 2011. Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, ha sottolineato come quest’azienda abbia basato il proprio sviluppo seguendo le indicazioni di Enrico Mattei: «Dovunque noi andiamo, vogliamo che le popolazioni che vivono vicino a dove lavoriamo sentano il beneficio della nostra presenza–ha detto Scaroni–. Molti problemi dell’Africa esistono anche in Asia, come l’accesso all’energia elettrica, che manca al 60-70 per cento della popolazione. Noi che in Africa abbiamo avviato una produzione di elettricità potremmo riprodurre lo stesso metodo in Asia, che vede da un lato il nostro interesse aziendale ma, dall’altro, un’accettazione, da parte di chi ci vede arrivare, che ci consenta di lavorare bene e con il consenso di tutti». 

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