Rapporto Act Tank, la Sicilia cresce più del Nord

Il Rapporto Act Tank Sicilia 2025, presentato a Catania il 29 gennaio 2026, restituisce l’immagine di una regione che ha smesso di inseguire e ha iniziato a trainare. Tra il 2019 e il 2024 l’economia siciliana ha registrato un aumento del PIL del 9,3%, una dinamica che colloca l’Isola ai vertici nazionali e davanti a territori tradizionalmente considerati motori dello sviluppo italiano come la Lombardia, ferma all’8,3%, e il Veneto, al 3,9%. La media nazionale, nello stesso periodo, si è attestata al 5,8%.

I dati sono stati illustrati a Catania nel corso della presentazione del Rapporto Act Tank Sicilia 2025, ospitata al Grand Hotel Baia Verde di Aci Castello e promossa dalla Banca Agricola Popolare di Sicilia (BAPS) insieme a TEHA Group. L’analisi, curata da The European House – Ambrosetti, mette in evidenza come la fase post-pandemica abbia segnato per la Sicilia un cambio di passo strutturale, non più riconducibile a una crescita episodica o trainata esclusivamente dalla spesa pubblica.

Secondo quanto illustrato da Cetti Lauteta, partner di TEHA Group e responsabile della Practice Scenario Sud, il rafforzamento dell’economia regionale si riflette anche sul mercato del lavoro. Dal 2019 a oggi il tasso di occupazione in Sicilia è aumentato di 5,6 punti percentuali, il miglior risultato a livello nazionale. A sostenere questo andamento è stata anche la forte espansione degli investimenti fissi lordi che, nel periodo 2019-2023, hanno segnato un incremento del 67,4%, ben al di sopra della media italiana, pari al 48,4%.

In questo quadro, il ruolo del sistema bancario locale emerge come elemento chiave di accompagnamento allo sviluppo. BAPS, attraverso la propria Fondazione e il Centro Studi, viene indicata come uno dei soggetti chiamati a trasformare i numeri macroeconomici in traiettorie di crescita stabile. Arturo Schininà, presidente do BAPS, ha sottolineato come la Sicilia disponga oggi delle condizioni per assumere una leadership in comparti strategici quali l’energia e l’economia del mare. Quest’ultima vede l’Isola posizionarsi al secondo posto in Italia per volumi di merci movimentate, con 68,7 milioni di tonnellate, e al sesto per incidenza del valore aggiunto sul totale regionale, pari al 6%.

Accanto ai segnali di rafforzamento economico, il Rapporto mette però in luce una fragilità che continua a pesare sul futuro dell’Isola. Nonostante la Sicilia sia la seconda regione più giovane del Paese, con il 16% della popolazione compresa tra i 15 e i 29 anni, il saldo demografico degli ultimi vent’anni resta fortemente negativo. Dal 2004 a oggi oltre 281mila residenti hanno lasciato la regione, un numero che equivale all’intera popolazione del Comune di Catania e una perdita che riguarda in larga misura giovani qualificati e competenze ad alto valore aggiunto.

Su questo punto si è soffermato anche Saverio Continella, amministratore delegato di BAPS, evidenziando come la vera sfida non sia più attrarre capitali, ma creare un contesto in grado di trattenere i talenti. L’obiettivo, ha spiegato, è rendere l’investimento in Sicilia una scelta naturale e non una scommessa, soprattutto per gli imprenditori e i professionisti più giovani. In questa prospettiva, il 2026 viene indicato come l’anno decisivo per passare dalla progettazione alla rapidità di esecuzione.

In ambito energetico, la Sicilia si conferma la prima regione italiana per contributo potenziale alla produzione da fonti rinnovabili. Sul fronte industriale e dell’innovazione, il territorio ospita uno degli investimenti più rilevanti a livello europeo nel settore dei semiconduttori: il Silicon Carbide Campus di Catania, un progetto da 5 miliardi di euro destinato a rafforzare la filiera tecnologica avanzata.

La Fondazione BAPR (Banca Agricola Popolare di Ragusa) viene infine indicata come uno degli snodi attraverso cui costruire un collegamento più efficace tra imprese e istituzioni, favorendo partnership pubblico-private capaci di attrarre investimenti e generare un ecosistema competitivo e sostenibile. In questa visione, la valorizzazione del patrimonio culturale e storico dell’Isola diventa parte integrante di una strategia di sviluppo che mira a creare occupazione qualificata e nuove prospettive per i giovani imprenditori e professionisti siciliani.

La Redazione

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