Ecco il Comitato per il Sì alla riforma della giustizia: separazione delle carriere, nuova disciplina costituzionale e possibile referendum ex art. 138 Cost.
La discussione sulla riforma della giustizia entra oggi in una nuova fase con la nascita del Comitato per il Sì al referendum confermativo sulla separazione delle carriere nella magistratura, iniziativa resa nota da Virgilio Notizie oggi stesso, nella mattina del 10 dicembre 2025. Secondo il portale, il comitato nasce con l’obiettivo di sostenere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento e ora potenzialmente destinata al voto popolare. La riforma modifica gli articoli chiave dell’ordinamento giudiziario italiano, separando le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti e introducendo due distinti Consigli superiori della magistratura, oltre a una nuova Alta Corte disciplinare, in attuazione dell’art. 104 e seguenti della Costituzione. Il modello recepisce principi già presenti nel dibattito europeo sullo Stato di diritto e mira, secondo i promotori, a rafforzare l’imparzialità dei giudici e la trasparenza delle funzioni di accusa, come evidenziato in una nota del Consiglio Nazionale Forense pubblicata il 3 dicembre 2025.
Il percorso della riforma segue quanto previsto dall’art. 138 della Costituzione: dopo il secondo voto parlamentare, la legge può essere sottoposta a referendum qualora venga richiesto da un quinto dei membri di una Camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali. È questo il passaggio sul quale si sta ora concentrando l’attenzione del fronte favorevole, mentre sul versante critico diverse associazioni di magistrati e organismi europei, riportati da MEDEL (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés), esprimono preoccupazione per il possibile impatto sull’indipendenza del pubblico ministero, elemento ritenuto essenziale dalle raccomandazioni del Consiglio d’Europa e dalle linee guida della Commissione di Venezia.
La riforma ha sollevato un vivace dibattito pubblico perché interviene su uno dei pilastri dello Stato di diritto, ridefinendo l’equilibrio tra poteri e funzioni nello stesso momento in cui l’Italia è chiamata a rafforzare trasparenza, efficienza e fiducia nella giustizia. Con l’avvio della campagna referendaria, la questione si sposta ora dall’arena parlamentare a quella sociale, aprendo una stagione di confronto che misurerà la sensibilità del Paese rispetto alla sua architettura istituzionale e al rapporto tra cittadini e sistema giudiziario.