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CELLULE STAMINALI

La lettura di questo libro non solo allarga la conoscenza su un tema difficile e scientificamente complesso, ma soprattutto mira a creare le basi per un dibattito su una linea di ricerca consapevole e razionale che potrebbe drammaticamente capovolgere le aspettative di vita e la qualità dell’esistenza di parte dell’umanità

Etica e qualità della vita normativa europea e legislazione internazionale.

Umberto Veronesi, presidente della Fondazione omonima nata nel 2003 allo scopo di sostenere la ricerca scientifica d’eccellenza, introduce questo volume curato insieme a Maurizio De Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, e Lucio Militerni, già magistrato di Cassazione. Così: «Abbiamo voluto raccogliere il risultato dell’intenso lavoro svolto da un gruppo di esperti giuristi, collaboratori della nostra Fondazione» - ossia Elena De Gregorio, Claudio Maone, Valeria Parlato, Luciano Moccia, Fabrizio Pensa, Francesca Guardascione -, che passano in rassegna le numerose possibilità dell’impiego delle cellule staminali per la terapia di un largo spettro di condizioni patologiche umane.
Cosa rende le cellule staminali così affascinanti e così temute? «Il loro immenso spettro di capacità evolutiva–spiega Veronesi–, che fa sì che si possano trasformare in tessuti di organi diversi». Sul tema centrale della questione aggiunge: «Quando si discute di etica, si dovrebbe sempre chiarire di quale etica si sta parlando. Ne esiste infatti una laica e una ispirata ai valori della fede. Per quest’ultima l’uomo deve comportarsi correttamente per amore di Dio, nell’ottica laica per amore dell’umanità».
Le maggiori opportunità di ottenere progressi terapeutici sono offerte dalle cellule staminali embrionali nel cui ambito, tuttavia, oltre alle difficoltà scientifiche, bisogna fare i conti con un problema etico complesso e con un’incertezza normativa sulle possibilità di uso illecito di tali cellule. I vari capitoli accennano agli aspetti etici concentrando l’attenzione sugli aspetti di carattere più squisitamente giuridico. Vengono anche trattati impieghi già apprezzabili dal punto di vista scientifico, consentiti e regolamentati dalla legge, riguardanti le cellule staminali fetali e quelle da cordone ombelicale.
Osservano Maurizio De Tilla e Lucio Militerni: «Il principio religioso della sacralità della vita implica che non solo la nascita e la morte, ma anche i progetti e le scelte di vita siano espressioni della volontà divina, mentre il principio laico della responsabilità della vita affida all’uomo la costruzione di un tipo di vita rispettoso del principio del libero arbitrio negato nella visione religiosa».
Sono dai giuristi analizzate le esperienze legislative europee più significative, comparando le legislazioni assai liberali della Spagna e della Gran Bretagna con quelle ben più rigide di Paesi come la Germania e la Francia. Per ciò che concerne la fase dell’applicabilità in concreto e dell’operatività della tecnologia in questo campo, si fornisce una panoramica sullo stato dell’arte in materia di brevettazione e applicazioni industriali secondo la normativa comunitaria sul brevetto europeo, con cenni sull’etica del brevetto biotecnologico.
Gli aspetti giuridici sono considerati con molta accuratezza e profondità: non solo le legislazioni dei principali Paesi sono passate in rassegna e commentate, ma anche molti temi di grande valore che diventano oggetto di analisi e confronto. Sono approfonditi argomenti quali la donazione di cellule staminali, con riguardo alla donazione da parte di minori o di soggetti maggiorenni incapaci, l’uso di cellule staminali embrionali e l’importazione dall’estero, la legittimità della clonazione terapeutica, la legislazione sulle cellule staminali da cordone ombelicale e la detrazione delle spese per la loro conservazione, la legislazione e gli aspetti etico-giuridici della brevettabilità delle biotecnologie.
Già nel primo volume redatto dal Comitato «Scienza e Diritto» della Fondazione Veronesi sulla fecondazione assistita si sottolineava come il sistema etico-giuridico italiano faccia fatica a rapportarsi con i nuovi orizzonti scientifici. «Dall’inizio degli anni Settanta –spiegano gli autori–si assiste a un’incredibile accelerazione della ricerca nel campo della scienza medica e biologica, che giustifica tutta una serie di interventi e sperimentazioni che rispondono all’esigenza di garantire una migliore qualità della vita e di curare malattie rare e normalmente incurabili». Infatti la scoperta delle cellule staminali è figlia della rivoluzione scientifica ed etica della medicina degli ultimi 30 anni.
Il problema che il volume cerca di dirimere riguarda, più in generale, i rapporti tra scienza, etica e diritto, con la fondamentale precisazione, però, che quest’ultimo non è deputato a risolvere la questione morale imponendo una data soluzione a chi non la condivide. Perché leggerlo? Risponde Veronesi: «Penso che la lettura di questo libro, non solo allarghi la conoscenza su un tema indubbiamente difficile e scientificamente complesso, indipendentemente dalla scelta della sorgente delle cellule staminali, ma soprattutto possa creare le basi per un dibattito consapevole e razionale su una linea di ricerca che potrebbe drammaticamente capovolgere le aspettative di vita e la qualità dell’esistenza di una parte dell’umanità»

Tags: Ottobre 2012

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