Asus Business: riunioni e video call sempre più frequenti nel lavoro ibrido. Tra multitasking, distrazioni e scarsa efficacia, così lavorano oggi gli italiani.
Riunioni infinite, multitasking dichiarato e look a metà tra ufficio e casa: il lavoro ibrido ha cambiato profondamente il modo in cui gli italiani vivono i meeting. A raccontarlo è il nuovo Osservatorio realizzato da ASUS Business in collaborazione con Research Dogma, che fotografa abitudini, contraddizioni e piccole stranezze delle riunioni, sia in presenza sia online.
Le call sono ormai un elemento strutturale della settimana lavorativa: oltre tre quarti dei lavoratori partecipano da una a cinque riunioni ogni sette giorni, collegandosi dai luoghi più diversi. Tuttavia, l’alta frequenza non coincide con l’efficacia. Solo una minoranza percepisce questi momenti come realmente produttivi, mentre prevale una sensazione diffusa di dispersione di tempo ed energie.
Emergono anche differenze interessanti tra uomini e donne. Le lavoratrici tendono a preferire il confronto diretto e lamentano una carenza di occasioni di dialogo, mentre molti uomini prediligono le video call da remoto, spesso vissute con maggiore disinvoltura. La percezione cambia anche sul “peso” delle riunioni: per una parte significativa degli uomini sono troppe e troppo lunghe, mentre per molte donne sono insufficienti.
Durante le call, poi, il multitasking è la norma. Una quota rilevante di partecipanti spegne microfono e videocamera trasformando la riunione in un sottofondo mentre risponde alle mail, chatta o svolge altre attività domestiche. Non mancano le criticità più classiche: microfoni lasciati aperti, interventi sovrapposti e scarsa disciplina digitale, con strumenti collaborativi spesso ignorati.
Anche la cura dell’immagine racconta molto del lavoro ibrido. Le donne prestano grande attenzione a luce, inquadratura e presenza video, mentre molti uomini si concentrano sullo sfondo e adottano il “dress code simbolo” dello smart working: formali sopra, comodissimi sotto. Dettagli che riflettono approcci diversi al lavoro e alla professionalità a distanza.
Nel complesso, la ricerca evidenzia un bisogno chiaro: riunioni meno numerose, meglio organizzate e realmente utili. In questo scenario, la tecnologia e l’intelligenza artificiale possono giocare un ruolo decisivo, supportando una collaborazione più efficace, una gestione migliore del tempo e una comunicazione più chiara, senza rinunciare alla flessibilità che il lavoro ibrido ha introdotto.
La Redazione