Siti clonati, profili social e annunci ingannevoli sfruttano l’identità di demolitori autorizzati. ADA lancia l’allarme.
Nuova ondata di truffe online nel mercato dei ricambi auto usati. A lanciare l’allarme è ADA – Associazione Demolitori Autoveicoli, che nelle ultime settimane ha registrato un aumento delle segnalazioni da parte di consumatori e aziende associate. Le frodi diventano sempre più sofisticate: i truffatori utilizzano nomi, loghi e dati di autodemolitori realmente esistenti per convincere gli automobilisti ad acquistare ricambi che, dopo il pagamento, non verranno mai consegnati.
Siti clonati e falsi annunci sui marketplace
Il meccanismo può partire dalla clonazione del sito di un’impresa autorizzata, dalla creazione di falsi profili sui social o dalla pubblicazione di annunci particolarmente convenienti sui marketplace. Una volta contattato il falso venditore, alla vittima viene richiesto generalmente un pagamento anticipato, spesso attraverso bonifico istantaneo o carta prepagata. In alcuni casi l’acquirente viene addirittura invitato a presentarsi presso un vero centro di demolizione per ritirare il ricambio. È soltanto a quel punto che scopre che l’azienda non ha mai effettuato la vendita. Il danno riguarda così sia il consumatore, che perde la somma versata, sia l’impresa utilizzata inconsapevolmente dai truffatori, costretta a gestire reclami per operazioni alle quali è completamente estranea.
Perché il mercato dei ricambi usati attira le frodi
A rendere particolarmente vulnerabile questo mercato è anche la sua progressiva digitalizzazione. Chi cerca un componente usato spesso lo fa online perché deve individuare un pezzo preciso, magari non facilmente reperibile attraverso i normali canali commerciali. Marketplace, motori di ricerca e social consentono di confrontare rapidamente numerose offerte, ma rendono anche più difficile stabilire chi si trovi realmente dall’altra parte dello schermo.
Il prezzo rappresenta un’altra leva decisiva. Un ricambio originale nuovo può avere un costo elevato e un’offerta usata particolarmente conveniente può spingere l’automobilista a concludere velocemente l’acquisto. I truffatori sfruttano proprio questa combinazione tra convenienza, urgenza e apparente scarsità del componente.
Il furto dell’identità di aziende realmente operative rende inoltre l’inganno più credibile rispetto ai tradizionali falsi annunci: una ricerca online può confermare che il demolitore esiste realmente, senza però garantire che il sito, il numero telefonico o il profilo social attraverso il quale si sta effettuando la trattativa appartengano davvero a quell’impresa.
Come riconoscere un falso venditore
ADA invita innanzitutto a verificare che il sito e l’annuncio siano effettivamente riconducibili all’azienda indicata. Prima di pagare è consigliabile contattare direttamente il demolitore utilizzando esclusivamente i recapiti presenti sul suo sito ufficiale. Particolare attenzione deve essere riservata al pagamento. L’IBAN dovrebbe essere intestato all’azienda: richieste di versamenti su carte prepagate o conti intestati a persone fisiche rappresentano un importante segnale d’allarme, perché i demolitori autorizzati operano attraverso conti aziendali. Anche una forte pressione a pagare immediatamente, magari sostenendo che il ricambio sia richiesto da altri acquirenti, dovrebbe suggerire maggiore prudenza. Prima di trasferire il denaro è utile verificare nuovamente identità del venditore, disponibilità effettiva del componente e condizioni della vendita.
Un fenomeno già denunciato nel 2024
L’associazione aveva segnalato il problema già nell’ottobre 2024 e ora denuncia una nuova crescita degli episodi, confermando l’intenzione di segnalarli alle autorità e intensificare l’attività di sensibilizzazione.
“Queste truffe non colpiscono soltanto chi perde denaro acquistando un ricambio che non arriverà mai, ma danneggiano anche le imprese autorizzate, la cui immagine viene utilizzata in modo fraudolento”,
sottolinea il presidente di ADA Valentina Varini.
La raccomandazione resta quindi quella di verificare sempre l’identità di chi vende prima di trasferire denaro: nell’attuale mercato digitale dei ricambi, controllare che dietro un’offerta apparentemente vantaggiosa ci sia davvero l’azienda indicata è diventato un passaggio essenziale dell’acquisto.
La Redazione