PrimAnteprima: ecco la Toscana del vino 2025-26

PrimAnteprima vino Toscana

In un mercato globale che impone nuove rotte, la Toscana del vino mantiene una visione consapevole a tutela della produzione 2025 pari a 2,2 milioni di ettolitri che, dopo un 2024 di rese record, si attesta sul trend degli ultimi dieci anni. Un contenimento atteso, frutto di una gestione agronomica di maturazione e una precisa volontà di autoregolazione volta a contenere l’offerta per preservare la qualità e il prestigio delle denominazioni. A tutto ciò si aggiungono la ricerca della sostenibilità, che vede la Regione già capofila verso gli obiettivi del Green Deal UE grazie a una straordinaria estensione di vigneto biologico (23.000 ettari totali bio, il 38% regionale), pratiche di precisione all’avanguardia, la programmazione di circa 600 ettari di nuovi impianti nel 2026 e l’integrazione del nuovo “pacchetto vino” UE, che accelera l’innovazione portando maggiore elasticità nelle procedure e maggiorando i contributi in percentuale di aiuto che arrivano fino all’80%. Sul fronte dei mercati esteri la Toscana continua a affidarsi all’enoturismo come asset strategico che, oltre a consolidare il legame con le comunità locali, valorizza il brand attraverso la crescita delle vendite dirette. Di tutto questo si è parlato durante PrimAnteprima, l’appuntamento in apertura della settimana delle anteprime a presentazione delle nuove annate.

Produzione e investimenti: il vigneto è giovane, la cantina si rinnova

Il panorama vitivinicolo regionale è composto da 12.324 aziende, con una superficie vitata di oltre 60.000 ettari e Sangiovese come vitigno principe (60% della superficie). Ben il 97% dei vigneti è iscritto a denominazioni DOP rispetto alla media nazionale del 65%. Questo si traduce in un’offerta commerciale dove il 90% del vino che arriva al consumatore è certificato, garantendo un valore aggiunto che protegge i produttori dalle fluttuazioni dei mercati dei vini generici. La produzione di 2,2 milioni di ettolitri nel 2025 riflette una precisa volontà di selezione qualitativa e una gestione oculata delle rese e grazie all’utilizzo virtuoso della misura OCM Ristrutturazione (che ha interessato il 61% delle superfici), il 55% dei vigneti toscani ha meno di 20 anni: impianti moderni, efficienti e pronti a produrre vini in linea con i nuovi gusti internazionali. Massicci investimenti anche per rinnovare ed innovare le cantine, con circa 10 milioni di euro di aiuti a tutte le imprese che avevano presentato progetti.

Export e mercato interno

Le esportazioni dei rossi DOP (il 96% dell’export regionale) hanno mostrato una buona vitalità nei volumi verso l’Unione Europea (+3,5%) e la lieve flessione (-8%) del valore complessivo va letta come un riassestamento dopo i picchi record degli anni precedenti e come una precisa strategia competitiva condivisa da Regione e consorzi toscani per alzare il valore rispetto ai volumi, puntando anche a mantenere le quote di mercato in aree chiave come gli USA (primo mercato mondiale, cresciuto del +2,9% in volume) e il Canada. La Toscana continua a pesare per il 10% del valore totale delle IG italiane, dimostrando che, quando si cerca qualità, si guarda verso le colline toscane. In Italia, le DOP toscane difendono con orgoglio il loro posizionamento nella grande distribuzione (14% del valore totale del comparto). Mentre il consumo di vino generico cala (-5,7%), le DOP toscane contengono la flessione al solo 2,1%, dimostrando una fedeltà del consumatore superiore alla media. La fascia d’età 35-45 anni, pur acquistando volumi leggermente inferiori, ha incrementato la spesa del 24%: si beve meno ma meglio, e si sceglie la Toscana.

Enoturismo e flussi turistici

Nel 2024, la Toscana si è confermata terza regione italiana per flussi turistici con ben 15 milioni di arrivi (+2,6% rispetto al 2023) e oltre 46 milioni di presenze (10% del totale in Italia), è formato soprattutto dalla componente internazionale, che costituisce il 58% del mercato. Un dato di particolare rilievo è la capacità della regione di distribuire i visitatori in modo capillare su tutto il territorio: la Toscana detiene il primato nazionale per l’accoglienza rurale, con oltre 6.000 aziende agrituristiche (quasi un quarto del totale italiano). Pioniera nel settore, la Regione Toscana è stata tra le prime in Italia ad adottare una normativa specifica sull’enoturismo (LR 30/2003), oggi adeguata alle linee guida nazionali, cui aderiscono circa 170 operatori specializzati iscritti all’elenco regionale.

E a marzo, Buywine

Ora si attende la sedicesima edizione di Buywine Toscana, vetrina B2B del vino made in Tuscany l’11 e 12 marzo 2026 presso la Stazione Leopolda di Firenze, con 190 aziende toscane selezionate tramite bando regionale e 175 buyer provenienti da 49 Paesi, soprattutto USA e Canada ma anche da Paesi del Mercosur e dall’America Latina; l’Asia sarà rappresentata sia da mercati consolidati come Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud, sia da Paesi con un interesse emergente come Thailandia, Vietnam e Malesia. Si conferma inoltre la tendenza europea, che evidenzia un crescente interesse nei Paesi dell’Europa centro-orientale e nell’area scandinava.

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