PHI12, nasce l’estensione di Y-40: oltre 44 metri di profondità per ricerca, soccorso e cinema

Non è ancora aperta, ma da pochi giorni ha smesso di essere soltanto un cantiere. Con l’ingresso del primo litro d’acqua è iniziata la fase di collaudo di PHI12, la nuova struttura acquatica progettata dall’architetto Emanuele Boaretto come ampliamento di Y-40 The Deep Joy, il centro per immersioni in acqua termale di Montegrotto Terme (Padova) che, con i suoi 42,15 metri di profondità, è diventato un punto di riferimento internazionale per apnea, subacquea, formazione e sperimentazione in ambiente sommerso. PHI12 è un’opera da circa 15 milioni di euro che punta a superare il concetto tradizionale di piscina profonda, trasformandosi in uno spazio destinato non solo a subacquei e apneisti, ma anche alla ricerca scientifica, alla formazione, al soccorso, ai test industriali e alle produzioni cinematografiche.

Il cuore del progetto è un grande cilindro d’acqua di 12 metri di diametro che raggiunge una profondità superiore ai 44 metri, articolata su due fondali: uno a circa 33 metri e l’altro oltre quota -44. Una configurazione pensata per rendere la struttura utilizzabile in contesti molto differenti e per ospitare attività che richiedono profondità, ampi spazi di manovra e possibilità di osservazione dall’esterno. PHI12 è l’ampliamento e l’evoluzione di Y-40 The Deep Joy: non sostituisce Y-40, ma nasce accanto alla struttura esistente e ne amplia funzioni, spazi e possibilità di utilizzo.

Un investimento da 15 milioni di euro

PHI12 rappresenta un investimento più elevato rispetto a quello necessario per realizzare Y-40. Alla complessità strutturale si sono aggiunti, negli ultimi anni, l’aumento del costo dei materiali e le conseguenze delle tensioni internazionali sui prezzi delle forniture. Spiega l’architetto Emanuele Boaretto, amministratore delegato di Millepini Immobiliare:

“Y-40 aveva già presentato tecnicismi complessi e numerose ‘prime volte’ nella costruzione: dalla profondità in sé al ponte sospeso trasparente che la attraversa. Per PHI12 i valori del business plan erano già importanti a causa di alcune innovazioni progettuali legate all’ascensore, alle parti trasparenti, al tetto e agli adattamenti necessari per i futuri sviluppi legati alle attività previste delle forze armate e di soccorso. Ma sono ulteriormente aumentati in corso d’opera soprattutto a causa dell’incremento dei costi dei materiali dovuto agli scenari di crisi internazionali”.

Il primo riempimento e dodici giorni di controlli

Il riempimento è iniziato il 10 agosto e segna l’avvio delle prove tecniche vere e proprie. L’acqua permetterà di verificare gli impianti, le sigillature e soprattutto il comportamento delle grandi superfici in vetro acrilico installate nella struttura. Per raggiungere il livello previsto saranno necessari circa 4.700 metri cubi d’acqua, equivalenti a 4,7 milioni di litri. Il processo durerà quasi dodici giorni, con operazioni continue e controlli ventiquattr’ore su ventiquattro. In questa prima fase viene utilizzata acqua mantenuta tra i 20 e i 25 gradi, così da evitare shock termici alle strutture in calcestruzzo. Successivamente sarà sostituita progressivamente con acqua termale salsobromoiodica, che sgorga naturalmente a temperature comprese tra 86 e 87 gradi e verrà portata a circa 32-34 gradi, una temperatura che consentirà di svolgere molte attività in immersione anche senza muta.

Un ascensore dentro la profondità

Uno degli aspetti più innovativi di PHI12 è il tentativo di rendere accessibile l’esperienza della profondità anche a chi non entra in acqua. A circa cinque metri sotto la superficie sarà presente una grande vetrata ad anello che permetterà di osservare dall’esterno subacquei, apneisti, prove tecniche e attività scientifiche. A questa si aggiunge quello che viene presentato come il primo ascensore panoramico al mondo inserito in una piscina profonda. L’impianto permetterà ai visitatori di scendere lungo la struttura restando completamente all’asciutto e seguendo, idealmente, il movimento degli apneisti in immersione. La piscina sarà inoltre aperta verso il cielo, scelta progettuale che permetterà di movimentare dall’alto attrezzature, prototipi e scenografie attraverso l’utilizzo di gru.

Un laboratorio per medicina, spazio e industria

La vocazione di PHI12 va oltre il turismo e l’attività sportiva. Il progetto è stato concepito anche come Open Lab per attività di ricerca sul comportamento del corpo umano in immersione e in condizioni ambientali particolari. Tra le possibili applicazioni figurano studi medico-subacquei e aerospaziali, test su macchinari e componenti industriali, verifiche su prototipi e strumenti destinati a operare in profondità. La presenza di spazi asciutti affacciati direttamente sul cilindro consentirà ai ricercatori di osservare le prove senza dover entrare in acqua, mentre la grande apertura superiore renderà possibile calare direttamente nella piscina attrezzature anche di notevoli dimensioni.

Formazione e soccorso in ambiente controllato

Una parte importante della struttura è stata progettata pensando a esercitazioni di recupero e salvataggio. L’obiettivo è mettere a disposizione di forze specializzate, gruppi di soccorso e operatori professionali un ambiente profondo ma completamente controllabile, dove poter simulare scenari complessi senza le variabili imprevedibili del mare o dei laghi. Gli spazi sono stati predisposti anche per accogliere attrezzature specifiche e, secondo il progetto, ulteriori elementi saranno integrati sulla base delle esigenze concordate con gli operatori interessati.

Nuove possibilità per cinema e produzioni subacquee

PHI12 amplierà anche l’offerta degli Y-40 Studios, già utilizzati per riprese in acqua. La forma cilindrica, l’assenza di spigoli e la possibilità di introdurre dall’alto scenografie di grandi dimensioni dovrebbero offrire maggiore libertà per la realizzazione di film, spot, videoclip e produzioni televisive. La presenza di ampie superfici trasparenti permetterà inoltre di illuminare la vasca dall’esterno, utilizzando fari tradizionali o multicolori e sfruttando, nelle ore diurne, anche la luce naturale proveniente dall’apertura superiore.

Un cantiere delle dimensioni di un edificio di dodici piani

Anche la costruzione racconta la scala dell’opera. Per realizzarla sono stati utilizzati circa due chilometri di ponteggi e installati grandi elementi in vetro acrilico, alcuni dei quali con un peso vicino alle tre tonnellate. La posa ha richiesto lavorazioni ad alta precisione e tecniche di escavazione simili a quelle utilizzate nella costruzione di gallerie. Le superfici trasparenti rappresentano uno degli elementi più complessi dell’intera architettura: decine di metri quadrati di pannelli curvi e verticali mettono in comunicazione visiva acqua, ambienti interni e spazi di osservazione.

Nove milioni di litri d’acqua insieme a Y-40

Quando PHI12 entrerà pienamente in funzione, i suoi 4,7 milioni di litri si sommeranno ai circa 4,3 milioni di litri di Y-40, portando il complesso a circa 9 milioni di litri d’acqua complessivi. La nuova piscina non nasce però come semplice gara alla profondità. La vera ambizione è costruire un’infrastruttura multifunzionale capace di mettere nello stesso luogo immersione, ricerca, sperimentazione, formazione professionale e produzione audiovisiva. Con l’avvio del riempimento il progetto entra ora nella fase decisiva dei collaudi. L’apertura è prevista per la fine dell’autunno 2026.

La Redazione

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