Filippo Sironi e Gianmarco Venuto riuniscono i tre format sotto un’unica realtà attiva nella ristorazione e nell’ospitalità.
Tre insegne diverse, un’unica regia industriale e un obiettivo dichiarato: costruire un gruppo capace di crescere nella ristorazione e nell’ospitalità mantenendo forte il richiamo alla cultura gastronomica italiana. Nasce così PG Food Brands, la nuova realtà fondata da Filippo Sironi e Gianmarco Venuto che riunisce sotto la stessa struttura Il Mannarino, Rosita Galletto e Birra e Veramente | Abitudini Italiane. Il progetto segna un passaggio importante nell’evoluzione imprenditoriale dei due fondatori, che scelgono di trasformare un portafoglio di format già avviati in un sistema più organizzato, capace di condividere competenze, filiera, sviluppo commerciale e funzioni centrali senza cancellare l’identità dei singoli marchi.
Il gruppo parte da dimensioni già significative. Nel 2025 ha raggiunto 42 milioni di euro di fatturato e punta a chiudere il 2026 a quota 60 milioni, sostenuto da una rete che conta oltre 950 collaboratori. La creazione di PG Food Brands risponde quindi a una logica precisa: mettere a fattor comune strutture e risorse in una fase in cui i format stanno assumendo caratteristiche e posizionamenti differenti, ma possono beneficiare della stessa piattaforma organizzativa. L’obiettivo è creare economie di scala nella produzione, negli acquisti, nella logistica, nel marketing e nella gestione del personale, lasciando allo stesso tempo a ciascuna insegna un linguaggio autonomo verso il pubblico.
La storia del gruppo prende forma nel 2019 con Il Mannarino, nato a Milano come reinterpretazione contemporanea della macelleria di quartiere. Il format parte da un modello semplice ma riconoscibile: il cliente sceglie la carne direttamente al banco, può confrontarsi con il macellaio e decidere se acquistarla oppure consumarla sul posto. La bottega tradizionale viene così trasformata in uno spazio ibrido che unisce vendita, ristorazione e convivialità, mantenendo il prodotto al centro dell’esperienza. Negli anni il marchio ha accelerato lo sviluppo fino a raggiungere 25 sedi distribuite in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto.
La crescita del Mannarino non è avvenuta soltanto sul fronte retail. Nel 2022 l’azienda ha inaugurato un proprio stabilimento produttivo con riconoscimento CE, scelta che ha consentito di rafforzare il controllo sulla filiera e accompagnare l’espansione della rete. Il brand ha inoltre ottenuto la certificazione B Corp, entrando nel gruppo di imprese che sottopongono a valutazione anche l’impatto sociale e ambientale della propria attività. Il risultato è un modello che prova a coniugare scalabilità e identità artigianale, facendo leva su una narrazione molto legata al rapporto diretto con il prodotto e con la tradizione della macelleria italiana.
Il portafoglio si amplia nel 2024 con l’acquisizione di Rosita Galletto e Birra, avvenuta attraverso un’operazione di leveraged buyout. Il posizionamento è molto diverso rispetto al Mannarino: qui il fulcro è il fast casual, costruito attorno a un’offerta essenziale e immediatamente riconoscibile basata sul galletto e sulla birra. Il format punta sulla semplicità dell’esperienza, sul consumo conviviale e sulla replicabilità del modello, mantenendo attenzione alla provenienza della materia prima e alla filiera. La presenza di un’insegna di questo tipo consente al gruppo di presidiare una fascia di mercato più informale e accessibile, complementare rispetto alla ristorazione tradizionale.
Nello stesso anno nasce anche Veramente | Abitudini Italiane, progetto di segno opposto, sviluppato nel centro di Milano con un’impostazione più orientata al fine dining. Qui la proposta ruota attorno ai piatti e alle tradizioni regionali italiane, con l’obiettivo di costruire un’esperienza gastronomica più raffinata e di maggiore profondità. Se Il Mannarino lavora sulla bottega e Rosita sulla convivialità immediata, Veramente interpreta invece il patrimonio culinario nazionale attraverso un contesto più sofisticato. La coesistenza di format così differenti spiega in parte la necessità di creare una struttura di gruppo: i marchi parlano a pubblici diversi, ma condividono filiera, cultura dell’accoglienza e capacità di trasformare una proposta gastronomica in un’identità commerciale riconoscibile.
PG Food Brands nasce quindi come architettura comune per realtà che non vengono uniformate. L’idea è mantenere la specificità delle singole insegne e, allo stesso tempo, costruire un sistema capace di sostenere nuovi investimenti e future aperture. Sironi e Venuto indicano come obiettivo la crescita dell’eccellenza italiana del gusto e dell’ospitalità anche fuori dai confini nazionali, puntando su un modello che combina tradizione e contemporaneità. La nascita del gruppo rende inoltre più semplice immaginare l’ingresso di nuovi concept nel portafoglio, sia nella ristorazione sia nell’ospitalità.
Un elemento centrale della strategia resta la filiera. Alle spalle dei diversi format opera una rete di piccoli produttori, allevatori e fornitori selezionati per carne, olio, ortaggi, vino e specialità regionali. Il gruppo insiste su una relazione diretta con i territori e sulla tracciabilità delle materie prime, utilizzando questo patrimonio non soltanto come elemento produttivo ma anche come componente del posizionamento dei brand. È un approccio che riflette una tendenza sempre più evidente nella ristorazione organizzata: crescere senza perdere la percezione di autenticità e artigianalità, anche quando il numero delle sedi e il fatturato aumentano.
La stessa logica viene estesa alle persone. Con oltre 950 collaboratori distribuiti fra punti vendita, cucine, produzione e funzioni centrali, la dimensione organizzativa diventa uno degli asset più importanti del gruppo. Una volta l’anno tutte le sedi sospendono l’attività per una giornata comune dedicata a formazione, confronto e team building. È una scelta che segnala quanto il progetto voglia costruire una cultura aziendale unitaria pur mantenendo marchi distinti, con l’obiettivo di rafforzare senso di appartenenza e continuità nei processi.
Il passaggio da singole insegne a gruppo segna dunque una nuova fase. PG Food Brands non nasce da zero, ma dalla necessità di dare una forma più strutturata a un percorso di crescita già avviato. Con tre format, decine di sedi, una filiera consolidata e ricavi attesi a 60 milioni nel 2026, la sfida sarà ora trasformare questa massa critica in una piattaforma capace di espandersi senza perdere riconoscibilità.
Per Sironi e Venuto il punto di partenza resta lo stesso: costruire luoghi in cui il cibo non sia soltanto consumo, ma relazione, esperienza e identità. La differenza è che oggi quella visione non appartiene più a un singolo ristorante o a un unico marchio, ma a un gruppo che punta a diventare uno dei nuovi protagonisti della ristorazione italiana contemporanea.
La Redazione