Approvato il PANSM 2025-2030: lo psicologo entra nell’assistenza primaria

Con l’approvazione avvenuta in settimana da parte della Conferenza Unificata Stato-Regioni, il Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM) entra ufficialmente nella programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, diventando il principale strumento di indirizzo per le politiche pubbliche in materia di salute mentale nel prossimo quinquennio. Il Piano nasce dalla constatazione, ormai condivisa a livello istituzionale, che la domanda di salute mentale non rappresenta più un fenomeno emergenziale o settoriale, ma una componente strutturale dei bisogni di salute della popolazione. L’aumento del disagio psicologico, la pressione sui servizi specialistici, le difficoltà di accesso alle cure e le profonde disuguaglianze territoriali hanno reso necessario un ripensamento complessivo del modello di intervento.

Un approccio integrato alla salute mentale

Il PANSM adotta esplicitamente un approccio biopsicosociale, riconoscendo che la salute mentale non può essere affrontata esclusivamente come questione clinica o psichiatrica. Il Piano colloca la dimensione psicologica all’interno di un quadro integrato che comprende prevenzione, assistenza territoriale, inclusione sociale, continuità delle cure e riduzione dello stigma. In questa prospettiva, la salute mentale viene considerata parte integrante delle politiche di salute pubblica e non un ambito separato o residuale, in linea con i principi di integrazione sociosanitaria e con il paradigma One Health.

Rafforzamento dell’assistenza territoriale

Uno degli assi portanti del PANSM è il potenziamento dei servizi territoriali, con l’obiettivo di intercettare il disagio in fase precoce e ridurre il ricorso improprio ai servizi ospedalieri e ai Dipartimenti di Salute Mentale. Il Piano punta a rafforzare il ruolo dei Distretti sanitari e delle Case della Comunità come luoghi di primo accesso, presa in carico e orientamento. In questo contesto si colloca l’introduzione strutturale del servizio di Psicologia di Assistenza Primaria, collocato nei servizi di prossimità e integrato con la medicina generale, la pediatria di libera scelta e le altre professionalità sanitarie. L’obiettivo è rendere il supporto psicologico più accessibile, tempestivo e appropriato, favorendo la prevenzione e riducendo la cronicizzazione del disagio.

Psicologia nei consultori e tutela dei minori

Il PANSM chiarisce e rafforza il ruolo della psicologia in ambito consultoriale, in particolare per quanto riguarda la tutela del benessere di minori e famiglie. Il Piano ribadisce che l’intervento dello psicologo nei consultori ha finalità di osservazione, sostegno e accompagnamento, e non assume carattere peritale. Questa precisazione ha rilievo operativo e giuridico, poiché definisce confini chiari di competenza e promuove la costruzione di percorsi condivisi con le famiglie, i servizi sociali e, quando necessario, l’autorità giudiziaria, nel rispetto delle funzioni sanitarie e di tutela.

Formazione e qualità del sistema

Un ulteriore contenuto qualificante del Piano riguarda la formazione. Il PANSM include esplicitamente le scuole di specializzazione pubbliche nella sezione dedicata alla formazione specialistica, riconoscendone il ruolo nella garanzia di standard omogenei e nella sostenibilità del sistema sanitario pubblico. Il Piano individua nella qualità della formazione un elemento essenziale per il rafforzamento dei servizi di salute mentale e per la tenuta complessiva del SSN, in un contesto segnato da carenze di personale e da un crescente ricorso a forme di esternalizzazione.

Riduzione delle disuguaglianze e appropriatezza delle cure

Il PANSM affronta in modo esplicito il tema delle disuguaglianze territoriali, riconoscendo che l’accesso ai servizi di salute mentale varia in modo significativo tra Regioni e tra aree urbane e periferiche. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale e della Psicologia di Assistenza Primaria è indicato come strumento per ridurre tali divari. Il Piano mira inoltre a promuovere un uso più appropriato delle risorse, intervenendo sul ricorso inappropriato agli psicofarmaci e favorendo percorsi di cura proporzionati alla natura del disagio, in particolare nelle fasi iniziali.

La sfida dell’attuazione

Pur delineando un quadro articolato e coerente, il PANSM individua implicitamente anche la sua principale criticità: l’attuazione concreta. L’efficacia delle misure previste dipenderà dalla disponibilità di risorse finanziarie adeguate, dall’assunzione di personale qualificato e dalla capacità delle Regioni di tradurre gli indirizzi nazionali in servizi effettivamente operativi. L’approvazione avvenuta in settimana rappresenta quindi l’avvio di una nuova fase, in cui il Piano passa dalla definizione degli indirizzi alla prova della realizzazione. La distanza tra obiettivi dichiarati e risultati concreti sarà il vero indicatore della portata del PANSM 2025-2030.

“Con questa notizia che fa ben sperare per il futuro del nostro Paese e della nostra comunità professionale, vi auguro di cuore un Buon Anno Nuovo”, dichiara il presidente del CNOP (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi) Maria Antonietta Gulino.

La Redazione

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