OPEN FACTORY 2025, LE AZIENDE DEL NORD ITALIA APRONO TUTTE LE PORTE

Si è conclusa con novembre Open Factory 2025, una tre giorni che ha trasformato l’intero arco manifatturiero del Nord Italia in un laboratorio aperto di produzione e cultura industriale: migliaia di visitatori hanno attraversato stabilimenti solitamente inaccessibili, scoprendo da vicino la complessità dei processi, la densità tecnologica delle filiere e l’investimento crescente delle imprese nel capitale umano. L’inaugurazione alla Carraro di Campodarsego, con il convegno dedicato al ruolo strategico delle competenze per lo sviluppo territoriale, ha segnato l’avvio di un itinerario che ha toccato una pluralità di settori e modelli produttivi.

In Veneto, i tre scali aeroportuali – gli aeroporti Marco Polo di VeneziaAntonio Canova di Treviso e Valerio Catullo di Verona – hanno guidato il pubblico alla scoperta delle infrastrutture tecniche del trasporto aereo: dai piazzali di manovra alle aree di sicurezza, dalle unità cinofile alle spettacolari tecniche di gestione della fauna. A Montebelluna, Novation Tech ha aperto il cuore della propria produzione di componenti in fibra di carbonio per automotive, aerospace, sport system e occhialeria, mostrando la sinergia tra manifattura avanzata e artigianalità di precisione. Ad Arquà Polesine, IRSAP ha raccontato oltre sessant’anni di esperienza nella climatizzazione residenziale, tra design, ricerca sui materiali e attenzione al comfort abitativo.

Il Friuli-Venezia Giulia ha presentato tre esempi emblematici di eccellenza industriale: a Buttrio, Danieli & C. Officine Meccaniche, multinazionale leader negli impianti siderurgici, ha illustrato i propri processi di ingegneria ad altissima complessità; ad Azzano Decimo, Ros ha mostrato il ciclo integrale della lavorazione della lamiera, espressione di un modello familiare evoluto che unisce cura artigianale e automazione; a Maniago, SIAP del Gruppo Carraro ha accompagnato i visitatori nei reparti dedicati alla meccanica di precisione e alla produzione di ingranaggi per i costruttori globali.

In Lombardia, l’itinerario ha abbracciato due anime della tradizione produttiva regionale: a Rovellasca, Gabel Industria Tessile ha illustrato la filiera della biancheria per la casa interamente Made in Italy, fondata su sostenibilità, tracciabilità e utilizzo esclusivo di energia pulita; ad Albizzate, Vibram ha aperto le linee dove prendono forma le sue celebri suole ad alte prestazioni, simbolo dell’evoluzione dal know-how artigiano alla leadership tecnologica globale.

In Emilia-Romagna, Davines ha accolto il pubblico all’interno del suo iconico Davines Village, campus aziendale che coniuga architettura green, ricerca cosmetica professionale e una visione etica dell’impresa orientata al benessere e alla sostenibilità. A Torino, infine, Aurora ha riportato l’attenzione sulla grande tradizione del design italiano, mostrando come dal 1919 realizzi penne e strumenti di scrittura che fondono eleganza, precisione e innovazione.

Per i promotori l’edizione 2025 ha segnato la maturità definitiva di un format capace di avvicinare nuove generazioni e comunità locali al cuore pulsante della produzione. Open Factory emerge così come laboratorio nazionale di cittadinanza industriale, dove la cultura del fare si trasforma in visione collettiva sul futuro del Paese.

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