A Savigliano un nuovo modello ospedaliero da 390 posti letto

La trasformazione del sistema sanitario passa sempre più attraverso la ridefinizione degli spazi e delle infrastrutture, chiamate a rispondere contemporaneamente all’invecchiamento della popolazione, all’aumento della complessità clinica e alla necessità di ridurre consumi ed emissioni. In questo scenario si inserisce il progetto del nuovo ospedale unico del quadrante nord-ovest della provincia di Cuneo, in fase di realizzazione a Savigliano, destinato a diventare un punto di riferimento per un ampio bacino territoriale e a rappresentare un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica, sostenibilità e organizzazione dei servizi.

Il progetto nasce in un contesto nazionale caratterizzato da un patrimonio ospedaliero in larga parte datato, spesso costruito tra gli anni Sessanta e Ottanta e oggi non più pienamente adeguato sotto il profilo strutturale, energetico e funzionale. I programmi di investimento attivati negli ultimi anni, anche attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, stanno accelerando un processo di rinnovamento che punta a modelli più flessibili, digitalizzati e capaci di adattarsi a esigenze sanitarie in continua evoluzione. In questa prospettiva, il nuovo complesso di Savigliano si configura come un progetto “future ready”, in cui la progettazione architettonica e quella impiantistica sono state sviluppate in modo integrato fin dalle prime fasi.

L’intervento, coordinato da Studio Altieri S.p.A e realizzato attraverso un raggruppamento multidisciplinare che include anche Deerns Italia, si estende su un’area complessiva di circa 145.000 metri quadrati, di cui 70.000 dedicati alle funzioni sanitarie, articolate su più livelli fuori terra e spazi tecnici. La struttura è progettata per ospitare 390 posti letto, includendo reparti destinati anche alla gestione di pazienti in isolamento infettivologico, e integra tutte le principali aree cliniche, dal pronto soccorso avanzato alle sale operatorie, fino ai reparti di terapia intensiva e ai servizi dedicati all’area materno-infantile e alle attività diurne come oncologia, dialisi e chirurgia ambulatoriale. Il modello organizzativo adottato è basato sul principio dell’intensità di cura, che consente una gestione più dinamica dei percorsi clinici e una maggiore flessibilità operativa, con l’obiettivo di migliorare tempi di risposta e qualità dell’assistenza.

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda la centralità del paziente, tradotta in scelte architettoniche orientate a migliorare concretamente l’esperienza di cura. Gli spazi sono progettati per essere luminosi, accessibili e facilmente leggibili, con un’attenzione particolare all’uso della luce naturale, alla qualità dei materiali e all’organizzazione dei percorsi interni, al fine di ridurre lo stress e il disorientamento tipici delle strutture ospedaliere tradizionali. Le camere di degenza sono concepite come ambienti più vicini a una dimensione domestica, mentre le aree comuni integrano elementi verdi e soluzioni che favoriscono il benessere psicologico. L’ospedale si inserisce inoltre in un sistema di spazi aperti che comprende un parco pubblico attrezzato, con percorsi pedonali e ciclabili, contribuendo a rafforzare il legame tra struttura sanitaria e contesto urbano.

Accanto alla dimensione architettonica, il progetto si distingue per l’elevato livello di integrazione tecnologica e per le soluzioni adottate in termini di efficienza energetica. Gli impianti, oggi sempre più centrali nella progettazione sanitaria, rappresentano una componente determinante sia sotto il profilo dei costi sia per la continuità operativa della struttura. Nel caso di Savigliano, l’infrastruttura impiantistica è stata sviluppata per garantire resilienza, riduzione del rischio operativo e sostenibilità ambientale, attraverso sistemi avanzati di produzione e gestione dell’energia, soluzioni di alimentazione ridondata e tecnologie in grado di assicurare elevati standard di affidabilità. L’utilizzo di fonti rinnovabili, l’adozione di sistemi di trigenerazione e la predisposizione per l’integrazione con tecnologie digitali e IoT contribuiscono a definire un modello di ospedale capace di evolvere nel tempo, adattandosi a nuovi livelli di digitalizzazione clinica e gestionale.

La Redazione

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