Quattro vini di montagna: la visione alpina di Nals Margreid

Non è una sola etichetta a definire la filosofia produttiva di Nals Margreid, ma un insieme coerente di interpretazioni del territorio alpino. NAMA, Sirmian, Mantele e Baron Salvadori costituiscono oggi il cuore narrativo della cantina altoatesina: quattro vini distinti per origine e stile che convergono in una medesima idea di viticoltura, fondata sulla precisione agronomica, sulla lettura dei suoli e sulla capacità di dialogare con i mercati globali. È su questa pluralità di espressioni che l’azienda costruisce la propria identità contemporanea, rafforzando nel contempo la strategia di export guidata dal direttore commerciale Gottfried Pollinger, protagonista negli ultimi decenni del consolidamento del marchio nei principali contesti internazionali.

Tra le etichette simbolo spicca NAMA, progetto nato per rappresentare la sintesi più ambiziosa del lavoro enologico di Nals Margreid. Il nome, fusione dei toponimi Nals e Margreid, richiama un percorso di progressiva concentrazione stilistica culminato, a partire dal 2019, nella scelta di produrre esclusivamente Chardonnay proveniente da un singolo vigneto. L’annata 2022 segue un ciclo di affinamento lungo e calibrato – un anno in barrique, uno in acciaio e un ulteriore periodo in bottiglia – attraverso il quale il vino sviluppa una complessità stratificata e un equilibrio costruito sul tempo. L’idea, maturata dall’enologo Harald Schraffl, è quella di trasformare il paesaggio montano in linguaggio sensoriale, rendendo il terroir non solo un elemento geografico ma una dimensione culturale e identitaria.

La dimensione mediterranea e alpina si incontrano invece nello Chardonnay Riserva Baron Salvadori, prodotto nei vigneti della storica tenuta di Magrè. Qui, tra suoli calcarei bianchi e ventilazioni costanti generate dall’Ora del Garda, prende forma un vino in cui struttura e finezza convivono grazie a un equilibrio naturale tra maturità e freschezza. La vocazione pedologica dei pendii, più che le condizioni climatiche, definisce il carattere di questa etichetta, che restituisce nel calice la profondità minerale del contesto viticolo.

Diverso ma complementare è l’approccio del Sauvignon Blanc Mantele, coltivato nei terreni alluvionali che circondano la sede aziendale. In questa porzione di territorio, dove le escursioni termiche favoriscono una maturazione lenta e preservano l’integrità aromatica delle uve, il vino si sviluppa come interpretazione diretta e immediata del luogo. Il risultato è una lettura luminosa e vibrante della varietà, segnata da freschezza e precisione espressiva.

A rappresentare la tradizione più consolidata della cantina è infine Sirmian, Pinot Bianco proveniente da parcelle situate tra i 500 e i 700 metri di altitudine sopra Nalles. I suoli morenici, modellati dalle glaciazioni della Val Venosta e composti da una complessa miscela di rocce e depositi minerali, conferiscono al vino una trama distintiva e una notevole capacità evolutiva. Prima annata nel 1971, Sirmian rimane uno dei riferimenti storici dell’azienda e testimonia la continuità tra radici e innovazione.

La storia di Nals Margreid affonda infatti nel XVIII secolo, quando la tenuta Von Campi costituiva il nucleo originario dell’attività vitivinicola. La nascita ufficiale della cantina risale al 1932, con l’iniziativa di 32 famiglie di viticoltori locali, mentre la configurazione attuale si definisce nel 1985 con l’unione tra le cooperative di Nalles e Magrè. Oggi la realtà riunisce 138 famiglie e gestisce circa 160 ettari distribuiti tra la Val d’Adige e le aree collinari circostanti, configurando un mosaico di altitudini, esposizioni e suoli che rappresenta il principale capitale produttivo dell’azienda. È proprio questa pluralità di paesaggi a costituire la chiave del progetto enologico.

La Redazione

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