A Palazzo Lombardia il progetto fotografico di Jacopo Di Cera ridefinisce la rappresentazione del movimento paralimpico.
Lo sport paralimpico entra nello spazio dell’arte contemporanea attraverso un progetto espositivo che propone una rilettura radicale della rappresentazione del corpo e del movimento, co-ideato e promosso da Procter & Gamble Italia. A Milano, negli ambienti di Palazzo Lombardia ( visitabile gratuitamente dal 25 marzo al 7 aprile), in “Shapes / Forme” 44 scatti realizzati dal fotografo Jacopo Di Cera sono dedicati a 44 atleti, che rappresentano il 100% delle discipline paralimpiche, una serie di fotoche costruiscono un racconto visivo che supera l’estetica tradizionale della performance sportiva per concentrarsi su una dimensione più essenziale e universale: la forma del gesto. Il progetto si sviluppa come una riflessione sulla pluralità delle modalità con cui il corpo si esprime nello spazio. L’attenzione non è rivolta alla narrazione biografica degli atleti né alla retorica della resilienza, ma alla composizione visiva del movimento, osservato da una prospettiva zenitale che sospende la frontalità e trasforma la performance in una grammatica di linee, ombre e traiettorie. Il risultato è un atlante visivo in cui il gesto tecnico si libera da ogni sovrastruttura interpretativa per diventare segno, ritmo, presenza.
Questa impostazione formale produce un effetto di neutralità apparente che, paradossalmente, restituisce la complessità dell’identità individuale. L’ombra, elemento centrale nella costruzione dell’immagine, non svolge una funzione meramente estetica ma diventa una seconda dimensione del corpo, una proiezione che amplifica la percezione del movimento e suggerisce una lettura simbolica della differenza. In questa tensione tra luce e oscurità si colloca la riflessione culturale del progetto, che invita a ripensare lo sport paralimpico come spazio di pluralità piuttosto che come categoria separata.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di promozione dell’accesso allo sport per le persone con disabilità, sostenuto anche attraverso programmi di inclusione sociale e attività educative. L’idea di fondo è che la rappresentazione artistica possa contribuire a trasformare lo sguardo collettivo, spostando l’attenzione dal limite alla possibilità, dalla differenza alla varietà delle forme con cui si manifesta l’esperienza umana del movimento. In questa prospettiva, l’arte diventa uno strumento di mediazione culturale capace di incidere sulle percezioni sociali e sui modelli di riferimento.
Accanto alla mostra, la pubblicazione di un volume fotografico consolida il progetto in una dimensione editoriale che ne garantisce la permanenza e l’approfondimento critico. Il libro raccoglie l’intero corpus delle immagini in un percorso visivo coerente con l’impostazione zenitale, affiancando alle fotografie contributi istituzionali e riflessioni teoriche sul ruolo dello sport paralimpico nella società contemporanea. L’opera assume così la forma di un archivio culturale che documenta non solo un evento espositivo, ma una modalità di interpretazione del corpo e della performance.
Il progetto milanese si colloca in una fase storica in cui il dibattito sull’inclusione attraversa molteplici ambiti, dalla politica culturale alle pratiche educative, fino alla rappresentazione mediatica dello sport. La scelta di adottare un linguaggio visivo essenziale e privo di enfasi retorica appare come un gesto critico, orientato a restituire centralità alla dimensione tecnica e disciplinare dell’atletismo paralimpico. Più che celebrare o commuovere, l’esposizione invita a osservare, suggerendo che la comprensione delle differenze passi prima di tutto attraverso un cambiamento di prospettiva. L’esperienza espositiva si configura come un dispositivo culturale che interroga il modo in cui la società costruisce i propri immaginari sul corpo, sulla normalità e sulla performance.
Ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana:
“Questa mostra è dedicata alla cosa che è più emozionante: lo sport. Che è emozionante in assoluto, ma lo sport paralimpico lo è ancor più, perché riesce a superare delle difficoltà che da un certo di punto di vista, anche tecnicamente, sono sicuramente maggiori dello sport ordinario.”
Per Francesca Caruso, assessore alla Cultura della Regione Lombardia,
“Questa mostra ha un merito raro: ci obbliga a cambiare prospettiva. Lo sport paralimpico qui si spoglia della retorica dell’eroismo per rivelarsi nella sua verità: disciplina, tecnica e identità. Il lavoro di Jacopo Di Cera compie un salto culturale decisivo, eliminando ogni sovrastruttura per restituirci l’essenziale: il gesto atletico nella sua forma più pura. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi hanno reso la Lombardia protagonista a livello globale, portando nel nostro territorio lo sguardo del mondo e mostrando non solo la nostra capacità organizzativa, ma anche i valori che vogliamo rappresentare, come partecipazione e rispetto delle differenze.”
“Shapes / Forme – Sotto la stessa luce” nasce all’interno di “Campioni Ogni Giorno”, il programma attraverso cui Procter & Gamble, anche grazie all’aiuto di partner qualificati, realizza in Italia una serie di iniziative concrete volte a promuovere e facilitare l’accesso allo sport per i giovani con disabilità, incoraggiando uno stile di vita sano e promuovendo l’inclusione e la socializzazione.
La Redazione
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