Dal 5 giugno al 6 settembre 2026 il Centro Culturale Bafile ospita “Futurism: Prophecy and Revolution”.
L’estate culturale di Caorle si apre nel segno del Futurismo. Dal 5 giugno al 6 settembre 2026 il Centro Culturale Andrea Bafile ospita “Futurism: Prophecy and Revolution”, una grande mostra dedicata a uno dei movimenti più rivoluzionari del Novecento, con oltre 60 opere firmate dai principali protagonisti dell’avanguardia italiana.
Promossa dal Comune di Caorle e curata da Matteo Vanzan, la rassegna propone un percorso che attraversa pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata, raccontando il Futurismo non solo come esperienza artistica, ma come fenomeno culturale capace di trasformare il modo di concepire la modernità.
In esposizione opere di artisti come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Fortunato Depero, Tullio Crali, Tato, Alfredo Gauro Ambrosi e Italo Fasolo, affiancate da documenti e pubblicazioni storiche che testimoniano la straordinaria vitalità del movimento. Tra i pezzi più significativi figurano rare edizioni di opere fondamentali come “Mafarka il futurista” e “Zang Tumb Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti, “Guerrapittura” di Carlo Carrà e “L’Arte dei rumori” di Luigi Russolo.
Le opere provengono da importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il patrimonio artistico di Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni di Trento. Il percorso espositivo comprende inoltre lavori iconici come “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasolo, presentata alla Biennale di Venezia del 1938, e “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, considerata una delle espressioni più significative dell’aeropittura.
Per il vice sindaco e assessore alla Cultura del Comune di Caorle, Luca Antelmo, la mostra rappresenta “un’occasione preziosa per avvicinarsi a uno dei fenomeni più dirompenti della storia dell’arte contemporanea”. Antelmo sottolinea come il percorso permetta di riscoprire la capacità degli artisti futuristi di anticipare temi ancora attuali, dal rapporto con la tecnologia alla trasformazione dei linguaggi espressivi.
Secondo il curatore Matteo Vanzan,
“Profezia e rivoluzione racconta il Futurismo come un movimento coerente e unitario, capace di attraversare la prima metà del Novecento influenzando non solo le arti visive, ma anche la musica, la poesia, l’editoria, la moda e persino la cucina. Il titolo trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni esposta in mostra, dal tono sorprendentemente profetico e scritta un anno prima della sua morte”.
Più che una semplice avanguardia artistica, il Futurismo fu infatti una rivoluzione culturale che fece della velocità, dell’energia e del cambiamento i propri valori fondanti. Con la sua spinta innovatrice, il movimento anticipò linguaggi e forme espressive che avrebbero influenzato profondamente il secondo Novecento, dal design alla comunicazione pubblicitaria, fino alle più moderne contaminazioni tra arte e vita quotidiana.
“Futurism: Prophecy and Revolution” offre così l’occasione di rileggere il Futurismo nella sua dimensione più ampia e visionaria, restituendo al pubblico la forza di un movimento che continua ancora oggi a interrogare il presente e il futuro.
La Redazione