Milano Cortina 2026, Accatino: “Le cerimonie sono un’infrastruttura culturale”

A cura di Romina Ciuffa – I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano per l’Italia una delle più rilevanti sfide sportive, economiche e simboliche degli ultimi decenni, un evento globale che va ben oltre la dimensione agonistica, capace di incidere su infrastrutture, turismo, reputazione internazionale e identità culturale del Paese. In questo contesto, le cerimonie olimpiche assumono un ruolo strategico: sono il momento in cui lo sport si trasforma in racconto, in cui una nazione si presenta al mondo attraverso un linguaggio universale fatto di immagini, emozioni e simboli condivisi, e ci si riunisce democraticamente da tutto il mondo in una competizione che è prima di tutto pura.

La Cerimonia di Chiusura, in particolare, è il denso atto conclusivo dei Giochi, che mostra il passaggio dalla competizione alla memoria collettiva: non un semplice spettacolo, ma una vera e propria infrastruttura culturale, in cui creatività, industria e diplomazia culturale si incontrano davanti a un’audience globale, che in questa tornata olimpionica si terrà nella data del 26 febbraio 2026

All’interno di questo scenario si colloca il ruolo di Filmmaster, a cui è stata affidata l’organizzazione della Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Realtà di riferimento dell’industria creativa italiana, Filmmaster opera da decenni sui grandi palcoscenici internazionali integrando visione artistica, solidità produttiva e capacità di gestione della complessità. Nel corso della sua storia ha curato alcuni tra i più importanti eventi globali, dalle cerimonie dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Torino 2006 a quelle di apertura e chiusura di Expo Milano 2015, contribuendo in modo decisivo a definire il linguaggio contemporaneo dei grandi eventi, in un percorso accompagnato da numerosi riconoscimenti internazionali che hanno consolidato il posizionamento dell’azienda come uno dei principali interpreti del “Made in Italy” creativo nel mondo.

A guidare questa visione sono Alfredo Accatinopresidente e Chief Creative Officer di Filmmaster, e il CEO Antonio Abete. Accatino, in particolare, ha firmato alcuni degli eventi più importanti degli ultimi anni, dalle cerimonie olimpiche e paralimpiche di Torino 2006 alle cerimonie di apertura e chiusura di Expo Milano 2015. Vincitore del Premio alla Carriera al Best Event Award e più volte nominato Creative Director of the Year, ha contribuito in maniera determinante a codificare e strutturare il comparto della event industry in Italia. Parallelamente all’attività creativa, è esperto di arte del Novecento e autore di numerose pubblicazioni, tradotte anche all’estero, che testimoniano un percorso culturale ampio e trasversale, raro nel panorama manageriale contemporaneo.

In questa intervista per Specchio Economico, Accatino riflette sul significato strategico dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, sul valore economico e culturale delle cerimonie e sulla responsabilità di raccontare l’Italia al mondo attraverso uno degli appuntamenti più iconici dello sport globale, un dialogo che va oltre lo spettacolo e mette al centro la creatività come asset industriale e leva di competitività internazionale.

Domanda. Per la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 avete annunciato il concept “Beauty in Action”: quale visione strategica c’è dietro questa scelta, e come state progettando uno spettacolo che valorizzi l’identità italiana, oltre a quella internazionale, davanti a un’audience globale?

D. Con l’Arena di Verona, per la prima volta nella storia un monumento UNESCO è sede di una Cerimonia Olimpica: quali sfide tecniche, economiche e produttive comporta trasformare un siffatto patrimonio storico in un grande set scenico internazionale?

D. Quale sarà l’eredità economica, culturale e industriale che tanto i Giochi quanto la Cerimonia di ChiusuraMilano Cortina 2026 potranno lasciare all’Italia, e in che modo Filmmaster contribuirà a definirne il valore nel tempo?

D. Filmmaster è oggi una delle realtà più influenti dell’industria creativa italiana: quali sono gli elementi strategici che hanno permesso all’azienda di diventare un punto di riferimento internazionale negli eventi su larga scala?

D. Filmmaster si prepara a celebrare 50 anni di attività: quali investimenti, innovazioni e nuovi modellioperativi state implementando per rafforzare la competitività dell’azienda in un settore che evolve rapidamente sul piano tecnologico e produttivo?

D. Qual è l’impatto economico che progetti di alto livello come questo generano per un’agenzia comeFilmmaster e quali nuove opportunità si aprono per l’Italia in termini di export creativo e “soft power” culturale?

D. Da presidente di Filmmaster, come definirebbe la sua leadership creativa e in che modo la sua visione stacontribuendo a disegnare il posizionamento dell’azienda sul mercato globale degli eventi e delle grandi cerimonie?

D. La sua carriera attraversa editoria, televisione, pubblicità, cerimonie olimpiche, Expo e grandi eventi globali e, probabilmente, molto altro: quali passaggi considera decisivi nella costruzione della sua identità professionale e del suo metodo creativo?

D. Quali lezioni manageriali e creative ritiene fondamentali per le nuove generazioni che aspirano a lavorare nell’industria dei grandi eventi?

Romina Ciuffa

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